08/09/19, si potrà dire: C’era una Voltan la Vis di mister Pavan

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Vis Pesaro
La squadra sotto la curva Prato (crediti foto Filippo Baioni)

Tra tanti anni si potrà dire: “C’era una Voltan la Vis di mister Simone Pavan“. Un lunedì mattina di quelli che vorremmo vivere ogni settimana. Riparte la monotonia, ripartono gli impegni. Ma sopratutto è appena passata la domenica. Forse, per alcuni se non per tutti, una delle domeniche più belle del capitolo Vis Pesaro-Sambenedettese.

Neanche una settimana fa la squadra di mister Simone Pavan vinceva in rimonta al Dino Manuzzi. Già li si parlò di storia. Ma dopo che a Cesena si alzò il sipario, ieri al Tonino Benelli la scena è continuata. Ed è stata, visto che siamo in tema, una di quelle scene da Leone d’oro.

LA DIFESA

Tatticamente la Vis Pesaro ha giocato una partita magistrale, annientando qualsiasi caratteristica sia individuale che corale della Sambenedettese. La retroguardia pesarese, trascinata dal centrale classe ’99 Farabegoli, assistito dalla totale esperienza di Gennari e Lelj, non ha concesso alcuna percussione in area ai giocatori avversari. Il giovane portiere Bianchini (anch’egli classe ’99) si è dovuto sporcare i guantoni sono con un tiro dalla distanza. Ma questo ragazzo di 20 anni ha dato sicurezza continua a tutta la squadra, con uscite puntuali e decise. E non scordiamoci di Gianola, entrato a gara in corso con tanta esperienza e sicurezza per il reparto arretrato.

IL CENTROCAMPO

Lorenzo Paoli. A pochi minuti dalla conclusione del match ha recuperato un pallone davanti l’area ed è partito palla al piede, come per dire ai compagni: “Su, saliamo e portiamo a casa i tre punti”. Quantità, qualità, tecnica, tattica. Ieri il capitano ha regalato il massimo di tutto quello che ha nel dna. E lì a centrocampo Ejjaki e Rubbo hanno forse fatto quel gioco sporco che ha distrutto totalmente la Samba. I rossoblù non hanno preso nessuna seconda palla, arrivando sempre in ritardo. Ejjaki ha giocato con tanta sostanza e nella prima mezz’ora di gioco ha recuperato un numero altissimo di palloni. Mentre Rubbo, se nel primo tempo ha sofferto un po’ a livello atletico, nella ripresa ha deliziato il Tonino Benelli con un break a centrocampo e poi con una palla da perfezionista per Voltan per il gol che ha deciso il match.

LE CORSIE ESTERNE

Sulla corsia di sinistra il Tonino Benelli ha potuto osservare uno di quei terzini che raramente si vedono. Costanza, spinta continua, cross, dribbling, spesso all’uno contro uno. Ma anche coperture, diagonali e chiusure. Daniele Pedrelli, classe ’88, ex Gubbio, ha sfiancato il giocatore avversario e capitano Rapisarda per tutta la partita. E proprio dai piedi di Pedrelli è nato il gol dell’1-0 di Grandolfo. Perché Pedrelli ha crossato, ci ha creduto, è andato sulla respinta ed è stato lucido nel vedere Paoli, assist man per Ciccio. Anche Misin sulla corsia di destra ha giocato una buona gara, con intelligenza, attenzione ed esperienza. Quei giocatori che rendono la squadra quadrata e impenetrabile. Tessiore è stato il primo cambio. A livello tattico questo giocatore può dare tante soluzione. Quel giocatore che fa comodo a tutti gli allenatori.

L’ATTACCO

Ciccio Grandolfo si è sbloccato. Cosa importante per un numero 9. Ma, diciamola tutta, quanto corre Ciccio? Quanto pressa, quanto sfianca i difensori avversari? Quanti palloni recupera, quanto si impegna? Tiene palla, vince i contrasti, gioca di sponda, è intelligente e capisce spesso dove cade la palla. E se segnava quel gol con controllo di petto e aggancio di mancino in un nano secondo, la stupenda curva Prato sarebbe scesa in campo.

Se vedi biancorosso e vedi un numero 8 sulla schiena, sai già che devi preoccuparti. E non poco. Davide Voltan segna il terzo gol in tre gare e quando parte palla al piede sembra di rivedere Kakà al Milan quando con i suoi strappi sulla trequarti spaccava in due le squadre avversarie. Se parte, non lo prendi. Al massimo lo fermi. Arriveranno anche le migliori condizioni fisiche di Tomas Malec e Flavio Lazzari, che già scalpitano per una maglia tra i primi undici.

Insomma, questa Vis si diverte e fa divertire. Ieri al Tonino Benelli c’erano circa 3000 persone che hanno gioito, cantato e saltato per tutti i 90 minuti di gioco più recupero. Ma sono passate solo tre giornate. Ancora il campionato è lungo, e mister Simone Pavan dice: “Pensiamo già alla prossima, al Ravenna. Piedi per terra”. E di questo allenatore bisogna fidarsi. Quindi, domenica prossima ore 17.30 tutti a Ravenna. Perché la Vis, senza “La Compagnia” (citando Lucio Battisti, oggi suo 21° anniversario dalla scomparsa) dei tifosi, non può essere così bella.

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