30 anni dopo la caduta del Muro di Berlino: com’era la Vis Pesaro

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Il muro all'esterno dello stadio (foto tifoso)

9 novembre del 1989. Nessuno della redazione di SoloVisPesaro era ancora nato. Tanti tifosi della tribuna del Tonino Benelli e dei gradoni della curva Prato, ancora in cemento e con le reti di protezione, erano però già lì, a tifare la Vis Pesaro 1898, una delle società più antiche del panorama calcistico italiano.

La notte di trent’anni fa crollava il Muro di Berlino, costruito nel 1961, e l’Europa iniziò una nuova era, rompendo il dualismo nell’epicentro della Germania. Finì la Guerra Fredda che aveva diviso l’Europa dall’indomani della Seconda Guerra Mondiale contrapponendo il comunismo sovietico dell’est, all’ovest liberale e globalizzato. Era un giovedì, la Vis Pesaro non giocava ma si apprestava a scendere in campo per la nona giornata del campionato di serie C2 sul campo del Baracca Lugo, squadra della provincia di Ravenna ora scomparsa, dove avrebbe perso 2-1.

La domenica prima i biancorossi allenati da Aldo Sensibile avevano perso in casa 0-1 contro i pugliesi del Trani. L’umore non era dei migliori visto il pessimo avvio di campionato frutto di soli 5 punti conquistati in 8 gare giocate, compresa la sconfitta interna nel derby contro il Fano. La Vis era reduce dalla retrocessione dalla C1 nella stagione precedente. Un anno pessimo per il mondo calcistico che vedeva anche il cambio di proprietà tra Ermanno Ferri e Pietro Mercandini. La Vis esisteva già da 91 anni.

PESARO NEL 1989

Nel 1989 il Rossini Opera Festival festeggiava il suo decennale con “La gazza ladra”, “L’occasione fa il ladro”, “Bianca e Falliero”, mentre l’altro sport più importante della città, la pallacanestro, vedeva la Scavolini lottare nei vertici della serie A, che poi avrebbe vinto sotto la guida di Sergio Scariolo, portandosi a casa il secondo ed ultimo scudetto della storia del basket pesarese. La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema invece raggiungeva la 25° edizione, la prima senza il suo fondatore e direttore Lino Miccichè, con la palla che passò per un anno a Marco Müller.

DA IERI A OGGI NEL MONDO VIS PESARO

Sono passati trent’anni da quel giorno e per la Vis e tutto il suo popolo il sogno è sempre rimasto uno, la serie B, il campionato mai calcato. La società arrivo a toccare anche la categoria Eccellenza in occasione del ventennale nel 2009. Alti e bassi, fallimenti e sofferenze per tanti tifosi che ancora oggi la seguono nel bellissimo, e allo stesso tempo complicatissimo, campionato di serie C girone B.

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