A Pesaro chiude la Libreria dello Sport, un pezzo di storia del territorio

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Giorgio Losa dentro la sua Libreria dello Sport con in mano il libro Cento anni di Vis

31 dicembre. L’ultima data di un anno, il giorno del passaggio di consegne al periodo che verrà. Ma per la Libreria dello Sport di Pesaro si chiude un’epoca: dopo 22 anni termina la gloriosa storia di un’attività che ha arricchito la cultura e gli occhi di diverse generazioni della città e non solo. Finisce un mondo unico – l’altra Libreria dello Sport rimasta è a Milano – per gli sportivi e per i tifosi, fatto di libri, dvd, videocassette e almanacchi.

Il proprietario Giorgio Losa, nato e cresciuto a Voghera, comune della provincia di Pavia in Lombardia, pronto alla pensione dopo 42 anni da lavoratore, racconta in esclusiva a SoloVisPesaro la sua storia, la nascita della libreria-magazzino, la città di Pesaro e il mondo della Vis. Parole e frasi dette con purezza e simpatia, nascoste dietro un velo di malinconia dello sport che è passato, è cambiato e si è evoluto.

LA STORIA DI UNA LIBRERIA UNICA IN ITALIA

20 gennaio del 1998. In via Passeri, zona defilata del centro città di Pesaro, Giorgio decide di aprire a 40 anni la libreria. “Era il momento di chiudere il mio percorso precedente e aprirne uno nuovo” racconta Losa, in piedi dietro a un vecchio pc. A fianco ci sono scartoffie, appunti e bollette. Tutte cose fatte di carta, quella materia che dà anima e voce alle parole.

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Così, dopo un ’97 di documentazione, il negozio prende il via e Giorgio lascia il suo lavoro da tecnico e consulente che l’aveva portato in giro per l’Europa. Con sua moglie si trasferisce a Fano seguendo l’istinto e si butta nel mondo dei libri. Ma perché aprire un’attività proprio a Pesaro? “La città ideale, sul mare, perfetta per lavorare e capoluogo di provincia” dice il commerciante tra una chiamata e l’altra con i clienti che dal primo gennaio 2020 saranno in difficoltà nel cercare testi particolari.

IDENTITÀ, LA PAROLA CHE DA SEMPRE LO CONTRADDISTINGUE

Vendo libri da collezionismo, fuori catalogo e rarissimi“. Questo è il DNA della Libreria dello Sport di Pesaro che domani 31 dicembre vivrà il suo ultimo giorno di apertura al pubblico. Negli oltre vent’anni d’attività Giorgio ha visto ogni tipo di cliente e racconta qualche aneddoto: “I tifosi più accaniti per i libri da collezione sono quelli di Inter, Torino e Genoa. Ho venduto libri a persone dal Canada, dagli Stati Uniti, dalla Germania e dal Belgio. Ah, il primo libro che ho venduto è stato di alpinismo, ‘Il volo della martora‘”.

Ma ciò che ha trainato la libreria è sempre stata l’identità territoriale italiana. Tra gli scaffali, del locale di provincia ci sono libri sulla Vis, sul Fossombrone, sulla pallacanestro della vecchia Scavolini, sul rugby e anche “sulla Vadese – racconta sorridendo Giorgio sulla squadra di Sant’Angelo in Vado militante in 1° categoria -, ne ho comprate un paio di copie in questi giorni”. Il suo lavoro è sempre stato questo: cercare libri particolari e peculiari del e nel territorio.

Perché, secondo le sue parole, “il libro locale non ha crisi e vende di più”. Il luogo dove nasci, cresci, ti lega e collega per il resto della vita. “Un mercato diverso” lo definisce Giorgio. Lui ne ha visto l’evoluzione e allo stesso tempo l’involuzione: librerie che chiudono, italiani che leggono sempre meno e libri che non fanno più gola a nessuno. Internet ha dato e tolto: “Mi sono allargato a sempre più clienti dall’estero ma i grandi titoli ormai si comprano solo sul web”. Anche le categorie di vendita sono cambiate: “Scacchi e bridge ad esempio non interessano più a nessuno. Anche la pallavolo è stata ridimensionata, mentre ciclismo, motori e calcio sono gli sport più richiesti”.

IL MONDO DELLA VIS PESARO VISSUTO DALLA LIBRERIA

Proprio dall’estero, più precisamente in Russia, Giorgio Losa ha conosciuto un suo grosso cliente: “Mi compra libri sul mondo ultras e ha preso quello della Pistoiese, della Ternana e anche della Vis Pesaro”. Losa ha venduto oltre 300 copie di Cento anni di Vis 1898-1998 – di cui una anche a un magistrato antimafia -, un libro uscito nel 1999 a cura di Mauro Ciccarelli, Davide Eusebi, Vittorio Cassiani e Nando Cecini. In negozio da lui sono passati “pochi giocatori della prima squadra ma tanti allenatori del settore giovanile biancorosso” spiega Giorgio dopo aver raccontato l’amicizia che lo legava a Pietro Torreggiani, storico segretario della Vis Pesaro dal 1978 al 2005.

Dentro la società il suo rapporto è sempre stato ottimo anche con Guerrino Amadori che “un giorno mi portò la maglia della Vis Pesaro da esporre in negozio”. Tanti i tifosi che sono passati almeno una volta tra gli scaffali della libreria. La ricerca di materiale ultras è un’altra delle curiosità che l’attività ha sempre offerto. Tra i diversi titoli è presente anche Profumo di Prato, altro libro sulla Vis uscito per i 120 anni dalla nascita.

Clienti che spesso per lui sono diventati amici, come i tifosi del Bar Antaldi che si trovano a pochi passi dalla sua vetrina. Proprio con loro tante volte Giorgio Losa è andato in curva Prato a vedere la Vis Pesaro. La sua squadra del cuore è però l’Inter anche se segue con “passione le squadre delle città che nei viaggi di lavoro mi hanno lasciato qualcosa: il Cagliari, le Vogherese oggi in Eccellenza lombarda e il Bristol Rovers, club di League One inglese”.

IL SUO FUTURO E DEI LIBRI CHE RIMANGONO

Dal primo gennaio 2020, all’età di oltre 62 anni, Giorgio Losa andrà in pensione. Non ha figli ma dovrà curare 2500 libri. Ecco perché tutto il mese di gennaio sarà ancora lì tra la polvere e l’odore di vecchio a sistemare e liberare le cose. “Qualcosa regalerò alle biblioteche mentre qualche ora al giorno la dedicherò alla vendita dei libri su eBay, come hobby” racconta Giorgio che saluta alcuni clienti che sono passati.

Domani 31 dicembre chiuderà come sempre il negozio alle 19:30 e poi andrà a casa a passare un sereno capodanno in compagnia della moglie. Appassionato alla musica jazz, nel 2020 cambierà ancora una volta la sua vita. Ha come pensiero quello di iscriversi all’università di lettere e filosofia. Probabilmente entrerà come collaboratore anche nella Boxe Pesaro, sua grande passione fin da piccolo. Ma dal primo gennaio 2020 una cosa che cambierà a Pesaro è certa: in via Passeri non ci sarà più quell’insegna bianco e verde illuminata che ha emozionato centinaia di persone.

2 COMMENTI

  1. ringrazio dello splendido articolo che racconta esattamente quello che è stata la mia libreria, per me una cosa speciale diversa da tutte le altre, vado in pensione serenamente, sono stati anni meravigliosi sia per il lavoro che per le persone che ho conosciuto e frequentato, ringrazio tutti, spero di aver lasciato qualcosa

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