A testa altissima

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Forse la sconfitta più difficile da analizzare e commentare. Forse parlare di sconfitta non rende davvero giustizia a quello che abbiamo visto ieri pomeriggio, tra le mura del “Tonino Benelli“. Il campo ha espresso il suo verdetto, che ha visto la Triestina andarsene da Pesaro con il bottino pieno. Ma l’impressione avuta è stata ben diversa. Lasciando per un attimo da parte le discussioni sull’operato dell’arbitro Amabile, che hanno penalizzato i biancorossi. E proprio da queste decisioni che abbiamo visto il vero spirito della Vis Pesaro di Leonardo Colucci. Guerriera, ferita negli uomini e nell’orgoglio, incapace di arrendersi anche alle ingiustizie.

Petrucci abbraccia Vlado Borozan

La società si è fatta sentire, forte e chiaro. Borozan ha parlato di “grandi poteri che non vogliono la Vis in alto“, Colucci ha definito la sua creatura come “gli intrusi che tra i grandi ci stanno benissimo“. Volendo fare un’ analisi lucida, a mente fredda, prendendo la partita soltanto dal lato sportivo, si intuisce questo: la squadra non si è disunita per un secondo, esaltandosi nelle difficoltà. Forse ieri non sarebbe bastata nemmeno la migliore Vis, contro una terna che ha fatto discutere. Di sicuro, la direzione arbitrale, è stata più decisiva rispetto agli avversari. La Triestina vista ieri non ha fatto una buona impressione, una squadra che in superiorità numerica si è trincerata dietro la linea della palla per l’ultima mezz’ora. Ma il risultato parla chiaro, forse lo “score”  più bugiardo di questa stagione.

Colucci allarga le braccia durante il match Vis Pesaro-Triestina

Adesso è il momento di recuperare le energie, fisiche e psichiche. 10 giorni di vacanza che serviranno al gruppo per ricaricare le pile e tornare in campo con il solito sguardo della tigre. Quello che non ti fa abbassare la testa, nemmeno per mangiare.

 

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