Alla scoperta di Daniele Bedetti, vice di Di Donato alla Vis Pesaro

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Daniele Bedetti (45), vice allenatore della Vis Pesaro (crediti: Vis Pesaro 1898)

Quarantacinque anni, una gavetta nei settori giovanili, la prima occasione da vice nei pro alla Vis Pesaro. Abbiamo intervistato Daniele Bedetti, da Jesi a Pesaro. Un incontro con Di Donato ribattezzato “un colpo di fulmine calcistico“. I due da quel momento, era la Serie D 17/18, non si sono più separati. Arzignano, Arezzo e la parentesi mai iniziata a Trapani. Sempre insieme, prima da Match Analyst (di cui possiede il patentino), poi aggiungendoci anche la carica da vice (E’ Allenatore UEFA B). Passione e amore per il pallone. Ecco chi è Daniele Bedetti.

L’inizio e la gavetta nei settori giovanili. Con Di Donato è scattata una scintilla. “Mi piace lavorare sulla testa dei ragazzi”

Io e il mister siamo due “calienti”. Nelle difficoltà ci esaltiamo entrambi, lo dice anche la nostra storia ad Arzignano e Arezzo. Il calcio per me è pura passione. Nata tanti anni fa, fatta non di categorie importanti ma di un lungo percorso nei settori giovanili. Con la Jesina ho fatto per 10 anni tutta la trafila fino ad arrivare come vice in prima squadra. Mi è rimasta come indole quella di scoprire e valorizzare i giovani talenti, in ogni ragazzo guardo prima al carattere perché senza quello anche importanti mezzi tecnici non vanno come dovrebbero. Mi piace entrare in empatia con i giocatori, lavorare sulla loro testa, dedicarmi a programmi personalizzati in base alle esigenze“.

Quello di cui aveva ed ha bisogno questa Vis Pesaro. Dove tutti -sempre secondo Bedetti- devono “essere leader”. “Di tempo fino a questa settimana ce n’è stato poco, abbiamo avuto tre partite ravvicinate che ci hanno fatto capire le difficoltà di questo gruppo. Prima di venire qua, consideravo la Vis Pesaro una squadra di ottimo livello che stava raccogliendo poco. Mi sarei aspettato meno infortuni, soprattutto a centrocampo. Contro il Cesena abbiamo dovuto chiedere un sacrificio a Lelj schierandolo da mediano“.

Analizzando il percorso compiuto fin qui, 3 gare e 3 sconfitte, Bedetti non si demoralizza e dice con chiarezza: “Pensavamo di raccogliere qualche punto, nelle 3 partite è stato il dettaglio che ci ha penalizzato. Anche gli zero gol realizzati sono un indicatore, che ha una sua spiegazione. Quando siamo arrivati abbiamo cercato di dare una solidità alla squadra, i ragazzi si sono dimostrati molto aperti accettando e capendo subito la linea a 4 dietro. Siamo stati più ordinati nel cercare di subire il meno possibile, adesso dovremo esserlo nel proporre. Il gol arriva quando sei coraggioso, quando porti tanti uomini in area avversaria. Stiamo lavorando per dare più brillantezza alla manovra offensiva”.

Da domenica, in casa contro il Carpi, c’è un obbligo:E’ obbligatorio tornare a fare punti. Dobbiamo essere più spregiudicati, siamo al Benelli anche se senza tifosi, e non deve passare nessuno. Tutti, da noi, ai giocatori, ai magazzinieri, dobbiamo essere dei leader. Per fare una corsa in più, dare un consiglio giusto, un rimprovero sensato o una pacca sulla spalla. Stiamo lavorando su testa e tattica. Gli allenamenti di questi giorni sono tutti ad alta intensità, la maglia va sudata sempre“.

Infine un commento, neanche troppo esplicito, su Manuel Di Paola:Il presidente ci ha dato la possibilità di valutare questo giocatore, che è arrivato a Pesaro da qualche giorno e si sta impegnando tanto. Dopo l’allenamento di oggi, molto più tattico, avremo altri elementi di valutazione. Non mi voglio sbilanciare“.

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