Anni ’70: i tifosi salvano la Vis Pesaro, si prova a ripartire con nuovi soci

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I tifosi entrano in campo per i festeggiamenti nel '73-'74: dopo un cambio difficile la Vis Pesaro è salva

La Revolución. Così si possono riassumere gli anni ’70 nello sport. I mondiali di Messico 1970 vengono trasmessi per la prima volta dalla televisione a colori. Milioni di italiani assistono alle magie della nazionale di Ferruccio Valcareggi, trascinata in finale contro il Brasile – poi persa 4-1 – da capitan Facchetti, Boninsegna, Mazzola, il pallone d’oro Gianni Rivera e il capocannoniere e vincitore della serie A con il Cagliari, Gigi Riva.

Indimenticabile la semifinale allo stadio Azteca di Città del Messico, dove nella “partita del secolol’Italia vinse 4-3 contro la Germania Ovest. Ma anche nel basket cambia tutto: la Jugoslavia conquista per la prima volta i mondiali. Nel ciclismo, dopo anni di dominio italiano al Giro d’Italia, il corridore belga Merckx Eddy passa al comando, vincendo ben quattro delle cinque edizione tra il 1970 e il 1974. Proprio in queste cinque stagioni cambia anche la Vis Pesaro: si gioca in serie D, ogni anno siedono sulla panchina biancorossa uno-due allenatori e i risultati sono deludenti. Cambiano anche i soci, rivoluziona il calcio pesarese.

QUANTA FATICA GIOCARE IN SERIE D

Dopo la retrocessione della stagione 1969-1970 la Vis Pesaro deve cercare di ripartire. Ma questo non accadrà. Nell’annata ’70-’71 il presidente Mario Giorgi affida la panchina a Volturno Diotallevi, ma dopo otto giornate – tra cui i derby persi con Fano, Jesina e Civitanovese – e un ultimo posto in classifica, il tecnico viene esonerato, facendo spazio a Luigi Soffrido. La Vis si salva, ma sull’onda delle ultime stagioni i debiti continuano ad aumentare e i fondi per comprare buoni giocatori sono limitati.

Una triste realtà che diventerà un incubo nella stagione ’71-’72. In panchina inizia Franco Panzieri e finisce Giovanni Tombesi. Ma questa volta, nonostante il cambio allenatore, non arriva la svolta. I debiti non si fermano, lo stadio viene squalificato per tre giornate dopo l’aggressione del dirigente Mongaretto all’arbitro e fioccano pesanti multe sul conto biancorosso. Una Vis povera in economia ma ricca di pesaresi retrocede così in Promozione marchigiana, campionato che mancava dalla stagione ’57-’58.

IL RITORNO NEL CALCIO MARCHIGIANO E LA VOGLIA DI RIPARTIRE

Si torna a giocare tra mare, colline e Appennini, si torna a correre sui campi della regione Marche. La stagione ’72-’73 non sarà facile, ma efficace. Trenta giornate di fuoco per la squadra di Italo Castellani, culminate con il pareggio per 1-1 sul campo dell’Urbino – tre espulsi ci furono – e la successiva festa per il ritorno in serie D, dopo un anno di purgatorio. La classifica finale dice Vis 39 punti, uno solo in più di Senigallia e Osimana.

Se dalle Marche si riemerge, dalle Marche si riparte. La prima giornata della stagione ’73-’74 si gioca infatti contro la Jesina, terminata sullo 0-0. La squadra allenata da Vito Florio inizia il campionato per un miracolo dei tifosi. Il presidente Mario Giorgi non ha i soldi. A non far fallire la squadra ci penseranno i tre supporters Re Magi di Pesaro: Tempesta, Rosotti e Della Fornace. Una volta iscritta, alla società servono i giocatori per salvarsi.

Grazie ai continui richiami dei tre finanziatori della Vis Pesaro, entrano in società Mario Nicolini, Valter Scavolini – poco più che trentenne, negli anni a venire farà la storia dell basket e del volley pesarese – e Luigi Cecchini. Per tutti gli anni ’70 terranno in vita la Vis Pesaro. La squadra così, rinforzata e allenata poi da Maurizio Arnetoli, si salva sul filo del rasoio dopo la vittoria casalinga per 3-1 contro la Santegidiese. Al triplice fischio, in collegamento radiofonico e telefonico, si attendono i risultati di Cattolica, San Lazzaro e Pergolese. “La Vis è salva”, gridano gli oltre 5000 del Benelli, scesi in campo dagli spalti per festeggiare. Retrocede la Pergolese, dopo una stagione tribolante, il 26 maggio 1974, Pesaro può gioire. Non l’Italia che soli due giorni dopo affronterà la strage di piazza della Loggia a Brescia.

(FONTE CENTO ANNI DI VIS)

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