Secondi anni ’80: il ciclo vincente della Vis di Nicoletti, dalla D alla C1

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Vis Nicoletti
Foto tratta da "Cento anni di Vis"

Consolidare la Serie D, vincerla e tentare la scalata verso il calcio che conta. Quello che risponde al nome di terza serie, il cui sapore è ormai sbiadito nell’immaginario biancorosso. In un 1984 che per Pesaro è soprattutto l’anno delle luci della ribalta per il ROF, la Vis Pesaro getta i semi di una C che arriverà nel 1986. Se nell’annata 1984-1985 l’undicesima piazza finale soddisfa poco il pubblico pesarese (e non è casuale l’esonero dopo otto giornate di Albertosi, sostituito da Mazzanti), in maglia vissina sbocciano talenti di tutto rispetto. Su tutti Mazzoli, Conti e Leonardi. Curiosità: sono ben 19 i pareggi ottenuti in 30 giornate. Numeri incredibili che sono diretta conseguenza delle sole 16 reti messe in cascina.

La stagione 1985-1986 parte con ben altro piglio. In primis perché in panchina c’è Walter Nicoletti, ex Santarcangiolese. E non è un dettaglio trascurabile: il trainer riminese inaugura il momento sicuramente più felice della storia biancorossa. Al netto di una regular season terminata in testa alla classifica, è il doppio spareggio di Senigallia con Gubbio e Riccione quello che segna la vera svolta. Il tutto preceduto da una strigliata epocale: dopo la sconfitta col Russi per 3-0, la frase ‘”Uomini senza dignità, fuori gli attributi” tutt’altro che sussurrato alla squadra sulla collina di San Nicola scuote e non poco gli animi. Detto fatto. Cangini la risolve col Gubbio (7500 gli spettatori), il Riccione va poi al tappeto per quattro a uno. Tradotto: promozione in Serie C2. È festa.

DOLCISSIMA MATERA: ARRIVA LA PROMOZIONE IN SERIE C1

Ciò che accade nel lungo appuntamento con la storia è qualcosa che rimarrà scolpito per sempre negli annali. La rosa allestita dal ds Margelloni è di quelle competitive (spiccano Nappi e Cangini) e la squadra lo dimostra sin dalla prima giornata: Perugia battuto per 0-1 al “Curi”. Un crescendo rossiniano, si diceva. Quello sintetizzato dalla striscia di 18 punti in 13 giornate e segnato inevitabilmente dalle ultime due gare. A loro modo epiche. Prima la partitissima con la Ternana, in cui i Nicoletti boys s’impongono con un nettissimo 3-0, vendicando il medesimo risultato dell’andata. Per l’occasione sono 7000 gli spettatori sugli spalti del “Benelli”. Record di pubblico tutt’ora imbattuto. Quella che si consuma a Matera è una vera e propria apoteosi sportiva, corroborata da un 2-3 (2 Nappi, Cangini) che proietta la Vis Pesaro in Serie C1. La storia continua e “Nippo” Nappi è pronto per spiccare il volo. La Serie A lo aspetta (Arezzo e 350 milioni a parte).

Mai così in alto. Così titola il volume “Cento anni di Vis” in riferimento al 1987-1988. L’ottavo posto finale, a un passo dalla Coppa Italia delle big (la Vis avrebbe affrontato il Napoli), è di spessore incredibile. Per spessore delle piazze (Lanerossi Vicenza, Spal, Reggiana e Livorno su tutte) e qualità degli elementi in campo. Come Simone e Casiraghi, diretti verso la A. Le 2 vittorie nelle prime 4 giornate fanno ben sperare, poi però ci pensa il 4-0 al “Mirabello” contro la Reggiana a ridimensionare i biancorossi. Che in ogni caso riescono a ottenere risultati prestigiosissimi, in primis il 3-0 sul Livorno. Per la gioia del presidentissimo Ermanno Ferri, che in Cangini ha il suo goleador (14 reti).

IL PENULTIMO POSTO E LA DISCESA IN C2

Da Ospitaletto (Brescia) a Giarre (Catania). Cambia la geografia del girone, iniziano i primi dolori. Quelli acuiti dalle cessioni di Cangini (Ancona) e Falconi-Mazzoli (Lanerossi Vicenza). I sostituti però non si rivelano all’altezza: Briaschi, Brescini, Menegatti, Pasini e Lasi su tutti. In rosa c’è anche un Delio Rossi che tanta fortuna avrà da allenatore. A fine girone d’andata la squadra culla ambizioni di supercoppa (riservata alle prime sei) per poi precipitare letteralmente nella seconda parte di stagione. Eccezion fatta per qualche sussulto, come il pari interno col Cagliari di Claudio Ranieri. Troppo poco: il 2-0 patito dal Frosinone sancisce definitivamente il penultimo posto finale. Che vuol dire retrocessione in C2. E fine di un ciclo.

 

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