Secondi anni ’90: ripartire dalle ceneri, la Serie C2, i playoff a fine millennio

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Serie C2
Crediti "Cento anni di Vis"

Fallire, riorganizzarsi, ripartire. Sotto un nuovo vessillo: quello della Vis Pesaro 1898. Il biancorosso riparte dai dilettanti nell’anno in cui Pesaro piange don Gianfranco Gaudiano. “Uomo di quelli che non si limitano a declamare i bisogni, i diritti, a contestare la povertà, le miserie umane, ma che concretamente operano“, così lo ricorda il sindaco Oriano Giovanelli. È ottobre e il sodalizio del presidente Manfredi naviga ai vertici del girone E di Cnd. Da Fermo ad Arezzo, passando per Chianciano Terme e Faenza.

La domanda di riammissione presentata in pochi giorni fa il paio con un mercato chiuso. Ciononostante il ds vissino si assicura i vari Montingelli, Cerasa e Busilacchi (23 gol in tre), prelevati in blocco dal Montevarchi. Se il perentorio 5-0 ai danni del Gubbio apre le danze, è il successo interno per 2-1 sui fiorentini del Pontassieve a sancire la promozione in C2. Mastica amaro la Fermana: dopo la battuta d’arresto del “Benelli” alla penultima del torneo, è il San Marino a bloccare i canarini sul pari. Fatal Titano.

L’APPRODO IN C2, TRA DERBY VINTI E LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE MANFREDI

Il ritorno in Serie C2 (1994-1995)? Prudente. Ma per nulla timoroso. Forse pure segnato dalla sfortuna, a giudicare dal nono posto finale e dai tanti punti strappati contro le squadre di vertice. Tra queste, il Castel di Sangro futuro promosso in Serie B. Quello di Gravina (ora numero 1 FIGC) e Jaconi. Eppure le finanze dei vissini non sono quelle delle grandi occasioni. Ecco allora l’idea dei tifosi Piovaticci e Girometti: 8 milioni di lire a testa per prelevare Cecchi dal Rimini. Libero di ruolo e dalla titolarità fissa. La panchina di Alessandrini porta i suoi frutti. Busilacchi-gol nel derby d’andata col Fano incluso. Tripudio generale. Perché le sfide coi granata sfuggono a ogni logica.

L’annata successiva (1995-1996), sempre nella categoria ormai consolidata, nasce sotto il segno delle dimissioni del presidente Manfredi: decisivo è il fallimento della Vis-Card, forma di azionariato popolare lanciata dal numero uno vissino. Quello che accade sull’asse giuliano-toscano è un sesto posto incoraggiante, frutto anche delle reti di Pittaluga, Albanesi e Cadoni. E non è casuale che nei derby (Fano-Fermana-Rimini) non arrivino sconfitte tra andata e ritorno.

Impossibile dimenticare i 6 punti strappati alla Ternana, così come le 8 reti che il Cecina è costretto a ingoiare in un sol boccone. Pillole amare, corroborate dallo sfogo del patron dei livornesi Paolo Fontanelli:Il Cecina ha dovuto fare a meno di due giocatori, Peluffo e Savoldi, cacciati dal campo al 36′ e al 39′ in modo ingiusto […]. Ciò che è successo a Pesaro non ha nulla a che vedere con lo sport. E domenica non giocheremo“.

LE STAGIONI 96-97 E 97-98: SCALPI CELEBRI E QUALCHE PROBLEMA SOCIETARIO

Solo e soltanto C2, si diceva. E non è poco: la stabilità è condizione essenziale per raggiungere grandi obiettivi. Quelli che nella stagione 1996-1997 sono ancora lontani. In primis per l’alternanza quasi ossessiva dei tecnici: prima Pagliari, poi Alessandrini, infine ancora Pagliari. Il tutto per un undicesimo posto finale a quota 40 punti. La Ternana capolista dista 31 lunghezze. Il Livorno, secondo e promosso in C1, “solo” 27. Se nel 1996 la Pesaro sportiva si meraviglia di fronte all’inaugurazione del nuovo palasport, i tifosi vissini non gioiscono troppo. Nemmeno col Fano, con cui ottengono 1 pareggio e 1 sconfitta. La sconfitta all’ultima giornata con la Triestina desta curiosità. Almeno a rileggere oggi i marcatori. Come quel Pierre Aubameyang, padre di un già cresciuto Pierre-Emerick (ha 8 anni), futura stella del calcio mondiale.

La sequenza di campionati nell’anticamera della C1 non accenna a fermarsi. Col senno di poi, un bene. Per mantenere vivi sogni di promozione e di gloria. Nella città del Cantarini (di cui nel 1997 la città offre una splendida retrospettiva) la Vis Pesaro festeggia i suoi primi 100 anni. Nella Serie C2 1997-1998 in panchina c’è ancora Pagliari, a reggere le fila invece non manca Signoretti. Spunta anche la consulenza di Leandro Leonardi, capace di portare in riva all’Adriatico i vari De Leonardis, Antonioli e Protti (quest’ultimo in polemica momentanea col tecnico).

Al netto delle difficoltà della società (“da playout“, tuona Signoretti), il settimo posto finale incornicia definitivamente una stagione comunque segnata da alcune vittorie di prestigio. Come quella sulla Spal di De Biasi, al “Benelli”: decide Cecchi.

SI AVVICINA IL FINE MILLENNIO: ECCO L’ESORDIO AI PLAYOFF

La prima ai playoff non si scorda mai. A maggior ragione se si tratta della Vis del neo presidente Rosettano Navarra, fresco di passaggio dal timone del Fano. E non è casuale che in maglia biancorossa approdino gli ex granata Zanvettor, Cupellaro, Tacchi, Stefanelli e Catani. Un piccolo grande esodo dai benefici tangibili. Pagliari (Giovanni, non Dino, peraltro passato alla Maceratese) ne sa qualcosa: il tridente Ortoli-Fioravanti-Tacchi trascina la squadra. Con reti e soprattutto con giocate di prestigio. Il quinto posto finale vale la post season. Che vuol dire Triestina da affrontare in semifinale.

La gara di andata, al “Benelli”, va in diretta televisiva su RaiSat. Eppure lo stadio non registra il tutto esaurito. Alla fine è 2-2 (Zanvettor, Manni). Un risultato indigesto, se si considera un ritorno che sorride ai giuliani (2-1) nonostante l’opposizione stoica dei vissini. Ancora una volta si scrive la storia. Quella vissuta, toccata, assaporata. L’alba del duemila è vicina.

 

 

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