I primi anni cinquanta: due dolorose retrocessioni e la voglia di ripartire

0
retrocessioni

Gli anni cinquanta. Rinascita e dolore. Lo slancio del Dopoguerra e un peso, calcisticamente parlando, difficile da sostenere: nel 1949 l’incidente aereo di Superga, in cui il Grande Torino scompare e allo stesso tempo trova forma nel mito. Quel mito che accompagna tutti gli amanti del pallone negli anni a seguire. Inclusa Pesaro, che agli albori del decennio riprende quelle attività alberghiere e balneari così fiorenti prima del secondo conflitto mondiale. Nella stagione 1949/1950 la Vis del presidente Copponi rincorre la Serie C. Per farlo serve vincere il girone G di Promozione. Il campionato parte male: tre reti dallo Scandiano, nove dal Forlì, quattro dal Ravenna. Dolce è la vittoria sul Fano per una rete a zero. Alla fine sarà terzo posto finale, alle spalle proprio dei forlivesi e dei Ferrovieri Bologna. Non c’è più Cucciolo Nicoletti, transitato alla Lazio. Gandini timbra 18 reti. Nel mezzo c’è spazio per il cazzotto che Sforza incassa da Delaiti, terzino della Portuense. E non in campo, bensì appena sceso dal pulllman. In barba alla cavalleria.

UNA RETROCESSIONE SCONGIURATA E LE FORTUNE DI FURIASSI-AVANZOLINI

L’annata 1950/1951 è di quelle complicate. Vuoi per una classifica deficitaria (sulla carta, decimo posto finale), vuoi per il clamoroso caso dei playout disputati da Fazzini e compagni. A due settimane dal termine del campionato la clamorosa scoperta: l’impiego in posizione irregolare di Betti. Cosa comporta? Sconfitte a tavolino con Perticara e Bondeno (la Vis ottiene due pareggi nelle ultime due giornate) e post season obbligata. La squadra però tira un sospiro di sollievo, riuscendo a salvarsi nei playout a sei squadre, con l’Imola unica retrocessa del girone Marche-Emilia Romagna. A bilanciare le delusioni calcistiche dei pesaresi ci pensano però i concittadini Furiassi e Avanzolini: entrambi prodotti del vivaio vissino, si districano bene nel calcio che conta. Con la Fiorentina e l’Azzurro (quello di Vittorio Pozzo) in comune. Per il primo, una parentesi ai Mondiali del 1950, quelli del Maracanazo. L’Italia però esce al primo turno, complice il secondo posto della fase a gironi alle spalle della Svezia.

INIZIA IL LUNGO PURGATORIO NEI CAMPIONATI REGIONALI

Le stagioni 1951/1952 e 1952/1953 segnano quello che è forse il periodo più buio del decennio. Dapprima la retrocessione in Promozione regionale (solo le prime quattro salgono in IV Serie), poi quella in Prima Divisione Marche. Come se non bastasse, il basket sorpassa il calcio nell’immaginario collettivo pesarese: il quintetto di Agide Fava lotta per lo Scudetto e fa sognare. La prima annata fila via nel segno della delusione, con una Vis (quella dei “militari”) asfittica e sfortunata. E così la seconda, in un raggruppamento tutto marchigiano che vede la promozione della Sangiorgese. Non della Vis, relegata a un terzultimo posto che sa di retrocessione. Cagliari è lontana e per questo serve un cambio di rotta. I semi sono gettati: in panchina c’è Bruno Bedosti e in campo scalpita una folta mandria di ragazzini promettenti. Moroni e Ballarini su tutti.

IL PASSAGGIO IN PROMOZIONE MARCHE E LA “LINEA BOLELLI”

Nelle annate successive è ancora Promozione Marche, sebbene nelle posizioni di vertice. Quelle che fanno ingolosire ma non sempre danno accesso alla categoria superiore. Che vuol dire IV Serie. Un capitolo, questo, che ha nella vittoria in Prima Divisione della stagione 1953/1954 il preludio necessario. La Vis si lascia dietro Ostrense e CSI Fano, Panzieri timbra la bellezza di 38 reti (ma Falcone lo segue a 22). Per un totale di 95 gol. Pesaro riprende ad affermare la propria autorità. Quella pure garantita da monsignor Luigi Carlo Borromeo, che restituì alla Chiesa pesarese un ruolo di primo piano nella realtà cittadina. Il quinto posto della stagione successiva nella massima categoria regionale (promosso il Senigallia) è figlio anche della “linea Bolelli”, che prende il nome dal presidente del sodalizio: fuori rosa chi non si allena. Una fermezza, questa, che darà i suoi frutti negli anni successivi. Con un pizzico di fortuna.

 

FONTE: 100 ANNI DI VIS

LASCIA UN COMMENTO

Commento
Nome