Assemblea Lega Pro, nulla di deciso. Crespini: “Prima la salute, poi si gioca”

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Crespini
Il ds biancorosso Claudio Crespini

E’ terminata da circa un’ora, con un nulla di fatto per il momento. La prima assemblea telematica tra presidenti di Lega Pro, durante l’emergenza Coronavirus, è terminata con un nulla di fatto. “Un incontro emotivo“, lo ha definito il presidente di Lega Pro, Francesco Ghirelli.  In attesa di tempi migliori dal punto di vista sanitario, quindi di un quadro più preciso su tempistiche di possibili riprese del campionato. Sul tavolo c’erano le idee e i problemi di tutti i presidenti delle squadre di terza serie, alle prese con una crisi economica che sta andando di pari passo con quella sanitaria. Si è discusso anche del taglio degli stipendi dei calciatori per le mensilità dove non si gioca, questione che è ancora da concordare con AIAC e AIC (il sindacato dei calciatori).

Il commento del ds della Vis Pesaro, Claudio Crespini

Di questo e di altro ha parlato per SoloVisPesaro il diesse dei biancorossi Claudio Crespini, da più di un mese confinato a Urbino dove abita:

Lo scopo di questo incontro tra i presidenti è chiaramente di livello economico. Il centro sono gli stipendi ma soprattutto quello che bisognerà fare in futuro. Non solo la Serie C, ma tutto il sistema calcio dovrà darsi altre basi per poter andare avanti. Le riforme d’altronde, non sarebbero necessarie soltanto in questo sport ma in tutto il Paese. Quello che è chiaro a tutti è che questa crisi si farà sentire molto forte sulla nostra economia“.

Una riflessione più ampia di quella che riguarda soltanto la Lega Pro, il Coronaviurs secondo Crespini, “potrebbe cambiare non si sa per quanto tempo il modo comune di vivere“. Di sicuro per il momento c’è che si naviga a vista. Un bollettino dopo l’altro. “Ieri Borrelli ha detto -continua Crespini- che le misure saranno portate avanti anche dopo il primo maggio. In queste condizioni è ovviamente impossibile allenarsi e pensare al calcio giocato. Prima viene la sicurezza sanitaria, poi si scende in campo. Vanno tutelati anche gli stessi calciatori. Per delle soluzioni sul breve periodo si sta discutendo di una possibile cassa integrazione per i giocatori. Non scordiamoci che in Serie C molti sono al minimo sindacale, con famiglie da mantenere. Con stipendi neanche paragonabili a giocatori di B, senza voler arrivare fino in Serie A. Va fatta un’azione collettiva, tenendo conto delle differenze e cercando di trovare un accordo che danneggi meno persone possibile“.

 

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