Botta: “La C non è quella di 15 anni fa. Parecchie società sono in difficoltà”.

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Stefano Botta, centrocampista della Vis Pesaro alla sua seconda stagione in biancorosso (crediti foto Filippo Baioni)

“La Serie C non è più quella di 15 anni fa. Ora ci sono stipendi normali e parecchie società sono in difficoltà“. A dirlo è Stefano Botta, centrocampista della Vis Pesaro classe ’86, alla sua seconda stagione in biancorosso. Uno che nel curriculum vanta oltre 250 presenze in Serie B, con esperienze in società blasonate come Vicenza, Genoa, Reggina e Virtus Entella.

Stefano si trova proprio nel comune di quest’ultima squadra, Chiavari, in provincia di Genova, in compagnia della sua famiglia. “Qua la situazione è più tranquilla che a Pesaro, mi alleno seguendo il programma del preparatore, mi sento bene“, dichiara a Radio Prima Rete il metronomo del centrocampo biancorosso, reduce da una stagione sfortunata.

LA SUA STAGIONE SFORTUNATA: IL PROBLEMA DEL POLPACCIO

La sua preparazione è iniziata con settimane di ritardo, con il debutto stagionale che è arrivato solamente il 10 novembre, subentrando nella sfida interna contro l’Imolese. Motivo: un problema muscolare al polpaccio che lo ha tenuto fuori per circa due mesi. “Inizialmente il fastidio l’abbiamo un po’ sottovalutato – spiega Stefano – Non siamo stati molto attenti nella diagnosi e da un infortunio leggero si è prolungato”. Complessivamente le presenze stagionali saranno solo cinque, con otto punti conquistati su 15 a disposizione. Gioca titolare contro l’Arzignano Valchiampo, il Modena, la Feralpisalò e il Cesena, tra novembre, dicembre e gennaio.

Ma poi, poco prima dell’intervallo contro i romagnoli, di nuovo il problema muscolare: “Non siamo mai riusciti ad ottenere una guarigione fatta bene, ma in generale la squadra, per gli infortuni, non è stata fortunata”, dice Botta amareggiato e dispiaciuto. Ci teneva a dare il suo contributo, ma dopo la ricaduta il campo non lo ha più visto. Insomma, “qualcosa non è andato per il modo giusto“, sentenzia il centrocampista che ci scherza su: “Il direttore – sportivo – Claudio Crespini mi dice ‘sei sempre rotto’, ma il mio curriculum dice che sono sempre stato bene”.

CASSA INTEGRAZIONE E CAMPIONATO

Vista la sua esperienza e la professionalità di alto blasone, Stefano commenta l’articolo 105 del “Decreto Rilancio”, in cui è prevista la cassa integrazione in deroga per i calciatori professionisti che percepiscono fino a 50 mila euro lordo: “Un aiuto che fa bene. Ora il problema più grosso è la quarta promossa, magari un playoff potrebbe risolvere la questione”. Altro tema spigoloso è la retrocessione, perché “qualsiasi decisione da qualche parte crea scontento”, commenta Stefano che si dice disponibile a giocare ma solo nelle condizioni di sicurezza. Chi a giocare vuol tornarci è la Serie B, campionato che il numero 14 della Vis Pesaro conosce bene: “La B ha introiti diversi, ma difficilmente le società rispetterebbero i protocolli”.

ALLENATORI AVUTI E FUTURO SULLA PANCHINA

Guardando l’anagrafe della rosa, prima che arrivasse Christian Puggioni, il primato della vecchiaia spettava a Lelj, seguito da Botta e Lazzari. Giunto a 33 anni, Botta, ai microfoni di Radio Prima Rete, delinea un po’ il suo futuro: “Ogni volta che leggo il tabellino sono tra i più vecchi e dico sarà arrivata l’ora – ci scherza su – Però spero di giocare ancora qualche anno“. Per un futuro prossimo, “dirigente non mi vedo”, ma allenatore “perché no, voglio provarci – spiega Botta – Ogni allenatore mi ha dato idee e io mi sono fatto le mie. Il patentino l’ho già fatto con Rizzato e Briganti“, quindi chissà, la sua strada potrebbe essere quella.

Un percorso, quello dal calcio giocato all’allenato, dal campo alla panchina, già affrontato dai suoi tecnici avuti a Pesaro: Leonardo Colucci, Simone Pavan e Giuseppe Galderisi. Stefano Botta dà una descrizione per tutti e tre. “Mister Colucci è un uomo di campo, per i giovani è una fortuna averlo, può insegnarli tanto per il futuro. È un tecnico che ha molte idee in testa, si vede che è preparato. Magari in alcuni modi può sbagliare e lo sa anche lui, ma mi piace la sua idea di gioco”.

Pavan invece è più marcatore di Colucci ma ha un concetto d’allenatore più moderno. Sa gestire il gruppo, tenendo tutti sulla corda. Ha le sue idee, gestisce completamente la rosa. Secondo me può andare avanti, arrivando a buoni livelli“. Andando in ordine cronologico, l’ultimo arrivato è l’attuale tecnico Nanu Galderisi: “Con lui già avevo vissuto una salvezza a Lucca. È uno tosto, che ci sta addosso. Dà la carica, è una persona iperattiva con un gioco molto propenso all’attacco“. Chissà se Botta rimarrà ancora a Pesaro, impostando la manovra per la Vis che verrà.

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