Bove: “Stop ai campionati condiviso. Task force con le società pesaresi”

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Bove
Il responsabile del settore giovanile biancorosso Lucio Bove

Sospensione definitiva dei campionati giovanili (Berretti inclusa), una task force tra società pesaresi e home training. Questi i temi dell’intervista che Lucio Bove, responsabile del settore giovanile biancorosso, ha rilasciato in esclusiva ai microfoni di Solo Vis Pesaro.

Bove, lo stop definitivo alle attività dell’intero settore giovanile quanto vi trova d’accordo?

E’ una soluzione condivisa. In questo momento di emergenza sanitaria bisogna pensare alla salute. Già qualche tempo fa avevo pensato di far disputare gli allenamenti senza spogliatoi: gli atleti sarebbero andati a casa senza doccia. Nei giorni successivi sono stato il primo in zona a bloccare il tutto: da lombardo, avendo informazioni da tanti amici nei territori colpiti maggiormente dal virus, ho chiesto di anticipare la chiusura delle attività. Se il movimento delle prime squadre ha un certo indotto derivato dalla categoria, il settore giovanile ha numeri maggiori e mobilitare anche solo una formazione vuol dire condurre giocatori, staff e genitori nello stesso posto. Prima di pensare alle partite bisogna ricominciare a coltivare talenti attraverso lavori settimanali. La partita è semplicemente una verifica“.

Quale bilancio ti senti di dare a questa stagione?

Ho ereditato un buon lavoro. Però ho dovuto lavorare su mentalità, organizzazione e lavoro sul campo. Non nascondo che ci siano state difficoltà, non tanto però in termini di risultati che sono stati in linea con le aspettative. Partendo dall’anno zero pensavo che prima di tutto avrei mantenuto quanto trovato. C’è stata una riorganizzazione interna. Mi interessa che il ragazzo si renda conto della differenza tra prima e adesso, tra il dilettantismo e il professionismo. Ora c’è una base. Si ripartirà con meno numeri e risorse ma maggiore qualità: quella siamo noi a metterla in campo mensilmente. In queste ore sto cercando di creare una task force con le società pesaresi. Dobbiamo trovare il massimo rispetto tra di noi per trovare una linea guida volta a valorizzare i ragazzi di Pesaro. Non c’è miglior ripartenza di questa. Sento di farlo per il bene di tutti: chi lavora per conto proprio dà il via a una ‘guerra dei poveri'”.

“Si ripartirà con meno numeri e risorse ma maggiore qualità: quella siamo noi a metterla in campo mensilmente”

In cosa si esprimerebbe la collaborazione?

Non c’è miglior momento per cancellare tutto e ripartire. Ciò nasce da queste giornate di reclusione forzata. Parlando coi vari responsabili ho trovato accordi singolarmente. Poi ci ascolteremo tutti insieme e decideremo di smussare gli angoli. La Vis continuerà coi suoi campionati professionistici, le società di quartiere procederanno con le loro attività: non vogliamo ‘rubare’ gli iscritti ma intercettare giovani di qualità, portarli in biancorosso e valorizzarli in un percorso professionistico. Insomma: ora o mai più“.

Le squadre del settore giovanile non si fermano. Il tutto nel segno dell’home training

Il primo obiettivo è fare capire loro che non li abbiamo abbandonati a loro stessi. Poi stiamo già pensando alla ripartenza, sapendo che comunque dovremo aspettare tutte le delibere del caso. Inoltre è un modo per tenerli attivi, considerando la giornata tipo di un ragazzo di quelle fasce d’età. Con video chiamate e chat si può inviare qualsiasi genere di esercizio. Ad ogni modo in casa tutti hanno un muro o una pallina di carta. E poi nelle tante ore in casa il genitore è spesso disposto a dare una mano“.

 

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