Cangini: “Io ds? Non cerco altri ruoli”. Parla anche il vice-allenatore Bedetti

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Il nuovo ds biancorosso e già responsabile del settore giovanile della Vis Pesaro, Sandro Cangini (foto: teleromagna24)

C’è stato un momento della stagione in cui si è sentito tanto parlare di Sandro Cangini. Responsabile del settore giovanile della Vis Pesaro con la patente di Direttore sportivo, che qualcuno avrebbe voluto chiamare in causa durante il mercato invernale. Quando i biancorossi si sono ritrovati orfani del proprio ds – a causa delle dimissioni di Claudio Crespini – e costretti ad affidare le trattative ad Alessio Peroni.

La tempesta è passata, ma la Vis Pesaro è rimasta senza Direttore sportivo. Che sia la volta buona per vedere una “promozione” proprio di Cangini?

“Non penso ci siano problemi ad andare avanti insieme anche nella prossima stagione – ha detto Cangini a Il Resto del Carlino -, lo stesso vale per Sandreani [allenatore della Primavera]. Ma per quanto mi riguarda non cerco altri ruoli. Vorrei solo, dopo due anni di Covid, tornare a vedere tante partite e lavorare bene con i ragazzi. In due parole: farmi stimare”.

Non mancano quindi i complimenti a Di Donato per aver chiuso con un rendimento “da playoff” un campionato di sofferenza. Una bella investitura, visto che rispetto a quando Cangini vestiva e segnava per la Vis Pesaro, negli anni ’80, “la qualità della Serie C è più o meno è la stessa – ha dichiarato il Responsabile del settore giovanile -. Piuttosto non trovo giusto che debbano giocare per forza gli under. Io sono per la meritocrazia. È un danno per i ragazzi l’essere sfruttati per l’età che hanno”.

A proposito di ragazzi, la Primavera di Sandreani sta facendo bene. Nonostante qualche intoppo – legato non solo allo stop del campionato, ma anche alla quarantena di gruppo di un mese fa -, i baby biancorossi si ritrovano al 5° posto del Girone E. “La squadra gioca un buon calcio – ha proseguito Cangini -. Ci sono ragazzi promettenti, li stiamo coltivando”.

Così promettenti da vederli l’anno prossimo in prima squadra?

“I più meritevoli devono avere la possibilità di cimentarsi a quei livelli. Quando giocavo io in rosa c’erano 4-5 giovani fissi. Non vedo perché non possa accadere ora. Certo, va anche considerata la particolarità di questa stagione: prima di tutto bisognava difendere la categoria”, ha concluso.

PARLA ANCHE IL VICE-ALLENATORE DELLA VIS PESARO, DANIELE BEDETTI

E a proposito di difendere la categoria, è stato arduo compito di Daniele Di Donato e del suo staff. Nel percorso che ha portato alla salvezza dei biancorossi non bisogna sottovalutare l’apporto fornito dal vice allenatore vissino, Daniele Bedetti. Intervistato da viverejesi.it:

“Quando subentri a progetto già iniziato non è mai semplice – ha dichiarato il mister -, ma nell’ultimo periodo sono arrivati i risultati e si può dire che abbiamo compiuto un’impresa”.

Il punto di svolta della stagione è arrivato dopo la sconfitta di Legnago, ha ammesso Bedetti: “In alcuni momenti difficili, come nel post-Legnago, ci siamo chiusi nello spogliatoio, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo cercato di focalizzarci sull’obiettivo lasciando tutte le chiacchiere fuori. Vorrei ringraziare anche la nostra fantastica tifoseria, ho visto un amore spassionato. I tifosi ci hanno sempre fatto critiche costruttive divenendo per noi una fonte di stimolo a fare bene”.

Il futuro di Bedetti resta sempre al fianco di Di Donato. “Ho la fortuna di stare vicino ad un professionista come Di Donato. I miei obiettivi per il futuro sono crescere come tecnico, confrontarmi, cercare di arrivare il più in alto possibile con questo staff e con il mister. Con Di Donato c’è un rapporto schietto, di confronto, entrambi siamo molto critici l’uno nei confronti dell’altro. Questo ci aiuta a crescere, a vedere le cose da diversi punti di vista”. 

COPPA ITALIA, ADDIO SERIE C

Intanto, la notizia di ieri è che la Serie C sarà esclusa dal format della Coppa Italia nazionale. Lo ha riportato per prima l’ANSA, spiegando come il Consiglio di Lega abbia deciso di varare il nuovo format a 40 squadre, includendo solo Serie A e Serie B. Il tutto per rendere i diritti tv della competizione più appetibili sul mercato.

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha risposto con una nota:

“La decisione della Serie A di escludere le squadre di Lega Pro dalla Coppa Italia non solo viola diritti consolidati, ma è espressione di una concezione elitaria del calcio, incapace di avere una visione di sistema. Lunedì è convocato il Consiglio direttivo della Lega Pro, che adotterà ogni iniziativa per tutelare i diritti delle proprie squadre e per salvaguardare una cultura del calcio che sia rispettosa dei valori più autentici dello sport. Innovare è giusto, ma salvando la coesione del sistema calcio”.

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