Cesena-Vis Pesaro: l’importanza di esserci

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Ghiandoni
Il tifo. Quello che Alberto Ghiandoni amava visceralmente. Al grido di "Animo Vis!".

973 giorni dopo. La Vis Pesaro torna al “Manuzzi“. L’ultimo avversario sul sintetico romagnolo era stato il Romagna Centro di Muccioli, quella che era considerata la succursale del Cesena. Che in quel periodo non se la passava proprio male, giocando in Serie B. Adesso le due squadre si ritrovano contro, in quello che per i biancorossi è il primo impegno stagionale dell’era di mister Pavan.

L’ultima volta al “Manuzzi“, come abbiamo già scritto, era in Serie D. E non andò affatto male per la Vis, che uscì dallo stadio con una netta vittoria per 0-3. Ma adesso è un’altra storia, adesso è fondamentale essere presenti. Oltre il valore effettivo della contesa, ce n’è un altro ben più importante. Quello del tifo. E del valore che questa gara ha per tutti i supporters biancorossi. Un ritorno alla storia, alla tradizione, ad un palcoscenico che questa piazza meritava da troppo tempo.

Si tratta sempre di calcio d’agosto, Coppa Italia di Serie C. Ma di sicuro le squadre non scenderanno in campo per una passeggiata domenicale. Lo dimostrano gli ultimi allenamenti che la Vis Pesaro ha svolto. Simone Pavan ha tenuto alta l’asticella della concentrazione. Non vuole sbagliare assolutamente l’approccio alla partita. Sa bene quanto la città senta questo tipo di confronti. E i tifosi pure.

Qui torniamo al refrain del pezzo, esserci è fondamentale. Nella settimana della svolta a livello societario, anche i supporters faranno la loro parte.

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