Ciccio e Orazio, da Pesaro alla Sicilia il racconto della famiglia Pannitteri

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Ciccio in maglia Paternò e Orazio alla Vis Pesaro

Di padre in figlio, di figlio in padre. Ciccio e Orazio hanno in comune la passione per il calcio, scolpita dietro la maglia da gioco nel cognome Pannitteri. Uno era un numero 9, l’altro indossa il 7. Non si vedono dalle vacanze natalizie e stanno trascorrendo il lockdown a Pesaro e Paternò, a oltre 1000 chilometri di distanza. Il mare nelle Marche, l’entroterra catanese in Sicilia. Il presente e il passato del calcio di Serie C si rincontrano nell’intervista di SoloVisPesaro.

IL RAPPORTO A DISTANZA TRA ORAZIO E CICCIO

Orazio è a Pesaro, chiuso in casa con il compagno di squadra Gomes Ricciulli. Allenamenti, film, serie tv e sfide di cucina sono i suoi passatempi. Il padre Ciccio è invece nella terra natale di Paternò. Condivide spazio e tempo con la moglie e gli altri due figli. Televisione, lettura di riviste e centro sportivo, “un giorno sì e un giorno no”, racconta. Ciccio è proprietario di alcuni campi da calcetto in erba sintetica e quando va lì, da solo, corre un po’. “Passo un’oretta diversa, senza sport è dura. Ho la volontà, ma mollo subito”, ci scherza su l’ex giocatore e allenatore.

Antonino Franco – ma per tutti bomber Ciccio – tra anni ’80 e ’90 ha segnato 200 gol, vestendo maglie di spessore: Messina, Perugia, Siracusa, Cesena sono alcune delle tappe significative della sua carriera. Uno che di consigli, al figlio Orazio, classe ’99, potrebbe darne in quantità illimitata. Ma racconta: “L’ho sempre lasciato fare le cose sue e decidere. Abbiamo un buon rapporto, è il mio bimbo. Seguo con piacere le partite e poi gli consiglio piccole correzioni. Negli allenamenti invece no, anche da piccolo, nel settore giovanile del Catania, lo accompagnava mia suocero”.

Le parole di Ciccio trovano conferma nell’intervista di Radio Prima Rete a Orazio: “Mi dà consigli, mi sta sempre vicino. Quando può mi viene a vedere ma è sempre stato silenzioso, mai ossessivo“. I Pannitteri’s boys tifano Milan, amano il Barcellona di Guardiola e preferiscono il calcio dove si punta l’uomo, quello fatto di tecnica e velocità. Per il Pannitteri più giovane gli idoli sono Messi e Dybala, per il più esperto gli occhi in passato guardavano a Roberto Baggio.

CICCIO, UNA CARRIERA SEGNANDO GOL DECISIVI

In tutte le squadre dove Ciccio Pannitteri ha giocato, dice di essersi “trovato bene”. Ma nel corso della telefonata la frase che racconta la sua carriera è: “Diciamo che nelle partite importanti riuscivo sempre a segnare ed essere decisivo“. Sigla il gol fatale della promozione in Serie C1 del Siracusa nella stagione ’87-’88. La stagione successiva, sempre con i siciliani, è capocannoniere del girone B con 15 gol. Nel girone A ne fa 16 il fanese Giovanni Cornacchini che poi spicca il volo per il Milan. “Mi voleva il Cesena in Serie A e qualche accenno ci fu anche con la Sampdoria”, racconta in esclusiva a SoloVis. In Romagna ci finirà in 12 mesi, in Serie B, dopo l’esperienza a Perugia “dove sono stato molto bene”.

Al Cesena una buona prima stagione ma nella seconda annata si infortuna e sta fuori tre mesi. In bianconero nel frattempo esplode uno che di gol ne segnerà a palate, Dario Hübner. Della sua Sicilia ricorda con piacere il Messina, dove “ho segnato la rete decisiva per la promozione dalla Serie D alla C2”, stagione ’97-’98, contro il Rende. Cita la sua Paternò, dove nella stagione ’99-’00, segnò 28 gol in 27 partite. Poi dal campo è passato alla panchina, diventando allenatore tra Eccellenza e Serie D. “Quest’anno son tornato a vedere la C, anche dal vivo a Pesaro, con molta passione. Un campionato diverso che mi divertiva, a cui mi stavo appassionando. È sempre una categoria difficile, oggi come allora“.

LA SERIE C DI ORAZIO PANNITTERI

La Serie C del vecchio millennio, fatta di marcature a uomo e calcio lento, ha lasciato spazio alla gioventù, alla tecnica e alla rapidità. Quelle doti che Orazio Pannitteri ha nel dna, un po’ come il padre che partì da numero 7 e 10 per poi esplodere da prima punta. Al suo primo anno nei professionisti, con costanza, lavoro, impegno e sacrificio si è ritagliato uno spazio da titolare nella Vis Pesaro. “Il calcio mi manca più della mia famiglia“, spiega con il sorriso il numero 7 biancorosso a Radio Prima Rete. Foto, ricordi e video come passatempo. “Le emozioni che vivi in campo sono davvero indescrivibili“, dice Orazio, uno che si è fatto la gavetta nella sua Sicilia e in Serie D prima di esordire in C, a Pesaro.

“Sono soddisfatto di quello che ho fatto ma mancavano altre 11 partite, insieme ai compagni potevamo toglierci delle soddisfazioni, sono un po’ rammaricato”, racconta Orazio. Il padre Ciccio, in caso di sospensione definitiva del campionato di Serie C, lo aspetta a casa: “Mio figlio è voluto rimanere a Pesaro. Aveva voglia di allenarsi con la speranza di riprendere a giocare. Peccato, Orazio so quanto ci tiene ad allenarsi e fare bene e ci teneva a finire il campionato in crescendo“.

LA VIS PESARO TRA PRESENTE E FUTURO

La Vis Pesaro 1898 in estate, dopo un periodo di prova, ha deciso di puntare su Orazio, facendogli firmare un contratto per una stagione con opzione per l’anno prossimo. Grazie anche a mister Simone Pavan il numero 7 ha iniziato a trovare continuità. “Un tecnico importantissimo che fin dal ritiro ha creduto in me e nelle mie qualità, spiegandomi le cose anche a fine allenamento”, racconta Orazio a Radio Prima Rete. I numeri dicono 13 presenze e un gol contro l’Arzignano Valchiampo. Una di queste presenze con il subentrante Galderisi: “Mi sono trovato benissimo, spero di continuare con lui anche l’anno prossimo“.

Il numero 7 della Vis Orazio Pannitteri, classe ’99, ex settore giovanile del Catania (crediti Vis Pesaro 1898)

Lo sguardo è già alla stagione 2020-2021 perché l’attuale, con alte probabilità, si chiuderà. “Sto parlando con la società per il rinnovo. Alla Vis Pesaro, società seria e professionale, mi sono trovato bene. Voglio rimanere il più a lungo possibile, non dovrebbero esserci problemi”. Anche il padre Ciccio, che in estate accompagnò Orazio in macchina da Paternò a Pesaro, seguendolo nei gradoni bollenti del comunale di Cantiano durante la preparazione, ha lo stesso pensiero: “Spero che rimanga, io gli consiglio di rimanere se la società è propensa. La Vis Pesaro è organizzata, ho visto un tifo appassionato in un ambiente bello. Con Pavan si è trovato bene, il “Nanu” Galderisi è molto preparato. Il mio auspicio è che Orazio, la squadra e la società possano crescere insieme“.

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