Claudio Crespini: “Guidone e Lazzari ci danno tanta qualità”

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I tifosi pesaresi al Libero Liberati di Terni

Mai perdere le speranze, prima o poi la fortuna arriverà e la bravura ricompenserà. E così è stato. A Terni però non si parla di fortuna – che in altri frangenti è mancata -, ma solo ed esclusivamente di bravura. Una squadra di casa e uno stadio ammutoliti, un gran calcio espresso, una forza di volontà enorme del gruppo di risollevarsi dopo sette partite senza vittoria. E i tifosi sempre presenti, loro non mancano mai al seguito. Insomma, il mix perfetto, l’unione che fa la forza.

Il ds della Vis Pesaro Claudio Crespini (crediti: Vis Pesaro 1898)

“Erano un paio di partite che giocavamo bene ma non raccoglievamo ciò che avremmo meritato” dichiara il direttore sportivo della Vis Pesaro Claudio Crespini. Lui ha fatto la squadra estiva, ha scelto i giocatori, ha sofferto e gioito in tribuna e poi si è rimboccato di nuovo le maniche per qualche cambio nel mercato invernale. Una dirigente di pura professionalità che ha piazzato il colpo Guidone, già al centro del progetto biancorosso.

“L’arrivo di Guidone e il rientro a tutti gli effetti di Lazzari – discorso infortunati che sembra terminare in questo periodo decisivo – ci portano tanta qualità, quella che ogni tanto lì davanti è mancata”. Ma la prestazione a Terni è stata superiore a livello corale, culminata con due reti segnate e zero subite. Decima volta stagionale su 23 partite dove la squadra ha tenuto la porta inviolata, continuando il record di miglior difesa del campionato. “Una concentrazione massima da parte di tutti, è difficile scegliere un migliore in campo in partite del genere” ha continuato Crespini entusiasta dell’attuale settimo posto in classifica.

Il nostro capitano Lorenzo Paoli

Ma i complimenti da parte del direttore sono andati sopratutto al capitano, Lorenzo Paoli. “Un guerriero, ha recuperato tantissimi palloni lì nel mezzo. Martedì dopo la partita aveva vomitato, colpito da un virus”. Ma invece ha stretto i denti e si è ripreso, macinando chilometri e indossando la fascia al braccio con onore per la maglia. Massimo rispetto al nostro numero 6. Così come a tutti della rosa. La Vis a Terni ha fatto la storia.

 

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