Domani il Consiglio Federale: le ipotesi per la Serie C. E sulla riforma…

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Vis Pesaro-Cesena
Vis Pesaro-Cesena 1-0

Non sarà l’appuntamento della svolta. Dalla A alla C. Come riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il Consiglio Federale di domani dovrebbe confermare la linea oltranzista della FIGC: campionati ancora in sospeso, in attesa di capire gli sviluppi futuri. Intanto però il tempo stringe e il numero uno di via Allegri Gabriele Gravina non intenderebbe affrontare né il discorso playoff-playout né i criteri per adottare qualsiasi decisione definitiva. Sul fronte Lega Pro, la FIGC vorrebbe bocciare il blocco delle retrocessioni. In primis per una questione statutaria: una simile opzione non è contemplata. Ma anche per l’impatto del provvedimento su tutte le categorie. Inclusa la LND, i cui tornei domani dovrebbero ottenere lo stop. Stesso discorso per Serie A e B Femminile: insostenibili i costi di applicazione del protocollo sanitario (circa 500 mila euro a società) per un’eventuale ripresa.

Voce dissonante rispetto a quanto detto sopra è Fulvio Bianchi di Repubblica, che nella rubrica “Spy Calcio” ha invece prefigurato la chiusura definitiva di C e D, con la B alla finestra per una modifica del protocollo sanitario. E già in sede di Consiglio Federale si potrebbe parlare di riforma dei tornei…

ECCO IL NODO RIPESCAGGI. LE IPOTESI DI RIFORMA

Se il presidente della LND Cosimo Sibilia ha prefigurato una vera e propria ecatombe per il calcio italiano (“Stimiamo che almeno il 30 per cento dei club dilettanti non potrà iscriversi. Ma credo che la Lega Pro e anche la serie B avranno grossi problemi”, ha dichiarato a Il Mattino), dalla Serie C il richiamo allo stop definitivo è più che condiviso. Proprio tra le due leghe c’è da sciogliere il nodo dei ripescaggi dalla D alla C, desiderati dalla massima lega dilettantistica ma non contemplati dalla Lega Pro. L’edizione online de La Nazione in questo senso preannuncia due scenari, a partire da una Serie C a 72 squadre (7 le ripescate dalla D) suddivise in 4 gironi da 18. Il secondo prevederebbe invece una riforma dei tornei: Serie C d’élite (professionistica) a 20 club più un livello semi-professionistico con 60 club spalmati in 3 gironi da 20.

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