Cosa fanno le Serie C dei campionati esteri. Idee per playoff e playout

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Il settore Prato deserto al Tonino Benelli

Venerdì 22 maggio, dalla Serie D, sono arrivati i probabili verdetti per le promozioni. Le prime nove dei rispettivi gironi andranno a comporre la Serie C che verrà. Mantova, Matelica e Campodarsego (comune in provincia di Padova) potrebbero essere le prossime iscritte al girone B del calcio professionistico (Lucchese, Pro Sesto e Grosseto nel A, Turris, Bitonto e Palermo nel C). Quel campionato che oggi è fermo lì, a metà tra il dire e il fare, tra la conclusione e la ripartenza, tra il futuro e il presente.

LA SERIE C IN FRANCIA, GERMANIA, SPAGNA E REGNO UNITO

Se le decisioni della Serie D dovranno passare prossimamente al vaglio del Consiglio Federale, quelle proposte dalla Serie C hanno già sbattuto contro lo scoglio della Figc. Esito: si deve tornare in campo, respinte tutte le proposte del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. E giovedì 28 maggio, dopo che si incontreranno il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e i vertici della Federazione italiana, la terza serie saprà ufficialmente se dovrà tornare a correre o meno. Quel rettangolo di gioco che in Francia è già stato chiuso: sospesi tutti i campionati della République, compreso il National (nostra Serie C).

Situazione totalmente diversa oltre i confini francesi. In Germania, dopo il ritorno in campo della Bundesliga e della 2. Bundesliga, anche la Serie C tedesca (3. Liga) tornerà a giocare, dal prossimo weekend del 30 e 31 maggio, in compagnia del calcio femminile. Anche la Spagna, dopo che il presidente Pedro Sánchez ha ufficializzato il ritorno di Liga e Segunda da lunedì 8 giugno, presto vedrà tornare in campo Serie C e Serie D, rispettivamente Segunda B e Tercera. Ma solo per i playoff a porte chiuse (anche le prime in classifica dei quattro rispettivi gironi li giocheranno). Campionati sospesi già da settimane e blocco delle retrocessioni sono state le scelte della Rfef, la Federazione spagnola. I dubbi invece, regnano ancora nella League One e nella League Two del Regno Unito. Alcune società vogliono ripartire, altre invece sono propense allo stop. Una decisione univoca non è ancora stata trovata, ma pare che i playoff (e forse i playout) siano le strade più percorribili.

PLAYOFF E PLAYOUT NELLA SERIE C ITALIANA, PERCHÉ NO?

Verdetto dai campi e non a tavolino. Leggendo il comunicato emesso dalla Figc mercoledì 20 maggio l’idea sembra questa. “Playoff e playout con un nuovo format breve“, è scritto tra le righe, in caso di nuova sospensione, quella che già l’Assemblea dei presidenti dei club aveva decretato. Insomma, dopo la netta bocciatura dei medici che vedono il protocollo di ripresa degli allenamenti inattuabile, la Serie C potrebbe chiudere la stagione con degli spareggi.

IDEA PLAYOFF CON 16 SQUADRE

Se il modello spagnolo dice blocco retrocessioni, quello italiano sarebbe propenso a disputare anche i playout. In questo modo tutto sarebbe risolto sul campo. Attualmente i playoff della Serie C italiana vedono impegnate 28 squadre, dalla seconda alla decima dei tre gironi più la vincitrice della Coppa Italia. “Per me è molto difficile, quasi improbabile” tornare in campo, dice il capitano della Vis Pesaro Lorenzo Paoli.

Nella sua intervista al nostro programma settimanale “L’Isola dei Tifosi“, il centrocampista lancia un’idea: “Con 16 squadre, quattro da ogni girone (dalla seconda alla quinta), più le due finaliste della Coppa, più altre due che si trovano. Magari tutte partite a scontro diretto, in caso di pareggio passa la squadra meglio classificata o con la media punti più alta. Si potrebbe fare anche in sede unica. Ipotesi: un centro sportivo come Coverciano”. Monza, Vicenza e Reggina andrebbero quindi in B con la società che vince i playoff.

Le squadre che in caso di playoff ridotti potrebbero accedervi (analisi nostra seguendo le parole di Paoli)

DIFFICILE UNA SOLUZIONE PER DECIDERE LE RETROCESSIONI

Più complessa invece l’eventuale situazione playout. Seguendo le attuali regole, retrocedono in D le ultime dei tre gironi di Serie C mentre si giocano i playout le squadre classificate dal 16° al 19° posto (quindi totale 12 società). I playout si disputano, come da regolamento, per decretare altre sei retrocessioni, arrivando ad un totale di nove pari al numero delle promosse dalla Serie D.

L’attuale regolamento è già abbastanza rapido e l’iter potrebbe essere velocizzato ulteriormente, con eventuali sfide secche tra le squadre partecipanti ai playout. Ci sarebbe però il problema di spedire direttamente in Serie D le ultime tre in classifica, ovvero Gozzano, Rimini e Rieti. Non sembrano però esserci altre idee sul tavolino in caso si giocassero playoff e playout. Altrimenti, ragionando sui modelli del calcio tedesco e olandese (in Germania tra la terza in Serie B e la terzultima in Serie A, più complesso nei Paesi Bassi), si potrebbero giocare – idea di chi scrive – delle sfide secche tra le ultime tre classificate di ogni girone contro le nove papabili promosse dalla Serie D, tenendo conto della collocazione geografica dei gironi di Serie C. Chi perde retrocede o non sale, chi vince gioca la C 2020/2021. E il Consiglio Federale chiuderebbe così con una pratica unica – e non due separate – le decisioni su promozioni e retrocessioni.

Le squadre eventualmente impegnata nei playout modello tedesco (analisi di chi scrive)

 

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