Quattro curiosità che (forse) non sapevate su Daniele Di Donato

0
Di Donato

Quattrocentotredici presenze in B. Un dato scandito con lentezza, perché la gradualità è la cifra della carriera calcistica di Daniele Di Donato. Ma pure resistere, adattarsi e assumersi responsabilità. Anche fronte all’imprevisto, come quello dolorosissimo di un lutto tanto prematuro quanto doloroso. E poi Giulianova, Torino, Sarri, Conte, Arezzo, Siena, Modena, Jesi, Arzignano e Trapani. Ora Pesaro: recente passato, presente e futuro di un tecnico in rampa di lancio. Perché la “fame”, quella calcistica, è presupposto essenziale per raggiungere qualsiasi obiettivo.

 

1 – COL PALERMO IL DOPPIO SALTO DALLA C1 ALLA A

Palermo ormai fa parte di me“, ha raccontato Daniele Di Donato a Repubblica alla vigilia del match di B del “suo” Cittadella al “Renzo Barbera”. Era il 2013 e la carriera da calciatore di DiDo si stava avviando al capolinea. Un’avventura durata quasi vent’anni, di cui quattro a Panormus. La fascia da capitano, il conforto della città dopo la scomparsa della moglie Roberta, una doppia promozione dalla C1 alla A. Proprio con la numero 8 sulle spalle ha costruito le basi di quello che sarebbe poi stato il periodo d’oro dei rosanero. Per intenderci, quello di Cavani, Miccoli, Amauri e Barzagli. Curiosità nella curiosità: la stagione 2003/2004, culminata con la promozione in massima serie, lo ha visto segnare contro Fiorentina, Albinoleffe e Vicenza.

 

2 – SFIORARE IL CIELO CON UN DITO: LA SERIE A NELLA CITTA’ DEL PALIO

Per una Palermo lasciata c’è una una Siena pronta ad accogliere. Lo avrà pensato Daniele Di Donato quando i toscani lo hanno accolto in prestito proprio dai rosanero. Un’annata da 23 presenze quella di A all'”Artemio Franchi”. Non senza qualche difficoltà, anche se alla fine della giostra i bianconeri hanno terminato il campionato in quattordicesima posizione. Milan, Juventus, Inter, Roma, Lazio. Il meglio del calcio del Belpaese, quello che di lì a poco avrebbe gioito per la conquista dei Mondiali di Germania. I suoi compagni? Chiesa, Maccarone, Manninger, Portanova, Tudor, Vergassola e Nicola. Un elenco impresso nella memoria dei collezionisti di figurine.

3 – GLI ANNI DEL FLAMINIO: DE IULIIS E LA LODIGIANI

Pochi lo sanno, ma nella stagione 1998/1999 le strade di Daniele Di Donato e Roberto De Iuliis si sono incrociate. L’uno centrocampista poco più ventenne, l’altro portiere vicino alla soglia dei trenta. Una parentesi, la loro, quasi fugace: sette le presenze tra le fila della Lodigiani dell’estremo difensore abruzzese, che di lì a poco sarebbe diventato prima vissino e poi pesarese d’adozione.

Di Donato Lazzari
Daniele Di Donato e Flavio Lazzari in Ascoli-Empoli del 5/5/2012

4 – PRIMA AVVERSARI, POI MISTER E GIOCATORE: LA PARABOLA DI LAZZARI E DI DONATO

Una foto che immortala un contrasto. Il futuro arbitro di Serie A Giacomelli di Trieste. Il “Del Duca” di Ascoli. Flavio Lazzari e Daniele Di Donato si sono affrontati in Serie B in un Ascoli-Empoli 1-1. Era il 5 maggio 2012. Ora si ritrovano entrambi in maglia biancorossa: il primo da fantasista falcidiato dagli infortuni e sulla via del recupero, il secondo chiamato ad esprimere tutto il potenziale dei biancorossi.

 

LASCIA UN COMMENTO

Commento
Nome