Curve degli stadi, quando per un ultras non è possibile abbonarsi

0
Il settore Prato della Vis Pesaro

Gente che viene, gente che va. Daspo che arrivano, Daspo che finiscono. Curve che si riempiono, curve che si svuotano. Cose che ormai si sanno da quando è entrato in vigore il Daspo – divieto di accedere alla manifestazioni sportive- trent’anni fa, nel lontano dicembre del 1989 con l’articolo 6 della legge 401.

Ma il 1989 non è poi così lontano. Per il trentennale l’ormai ex ministro dell’Interno Matteo Salvini ha “regalato” a tutti i cittadini italiani il decreto sicurezza bis: 18 articoli divisi in tre sezioni. Pubblicizzato e divulgato come restringimento per i flussi migratori via mare, due capi del decreto prevedono attuazioni in merito alle manifestazioni pubbliche, ai spazza-clan e alle manifestazione sportive.

MONDO ULTRAS 

Alcuni risvolti del decreto sicurezza bis hanno portato alcune persone, che hanno ricevuto un Daspo 30 anni fa, a non poter fare l’abbonamento allo stadio. Ovvero divieto di abbonarsi. O perfino a chi l’aveva già fatto, a vederselo ritirato con restituzione di soldi, ovvero una norma retro-attiva.

A dare l’allarme con un post su Facebook è stato Lorenzo Contucci, avvocato penalista specialista in legislazione anti-violenza. In una sua intervista al quotidiano Il Foglio spiega: “Mi ha chiamato un mio assistito che ha avuto un Daspo nel 1990, e mi ha detto che per questo motivo non riesce a fare l’abbonamento. Conseguenza: non si può abbonare per le partite in casa, anche se può acquistare i biglietti uno per uno”.

Contucci poi, nell’articolo di Maurizio Stefanini, spiega: “C’è una interpretazione totalmente erronea dell’articolo 8 della legge Amato”. L’articolo 8 posto in opera con piccoli correttivi dal Ministro Salvini proibisce a chi abbia avuto un Daspo, in qualunque epoca, di avere “facilitazioni” o “agevolazioni”, ovvero sconti sul costo degli ingressi allo stadio. Ecco, una persona che a 20 anni ha ricevuto un Daspo, ora, a 50 anni non può fare un abbonamento perché nel farlo si risparmia a livello di costi. Praticamente, nel mondo Vis Pesaro, abbonandosi in curva (settore Prato), il prezzo della singola partita è di 8,16 € contro 14 € (12+2 di prevendita) del botteghino. Ma per alcuni, tali vantaggi per ora non esistono.  

Contucci prosegue: “Quindi è stata fatta questa norma, che è stata riformata attraverso il decreto sicurezza bis ma la cui sostanza è sempre la stessa, secondo cui è vietato alle società di calcio corrispondere facilitazioni o abbonamenti a prezzo agevolato a soggetti che abbiamo avuto il Daspo fino a che non siano stati riabilitati”. Riabilitazione, cioè lavori socialmente utili, riparazione del danno o fare la “spia”, indicando i complici di magari 20 anni prima.

MONDO ULTRAS PESARO, SETTORE PRATO

A Pesaro per la stagione 2019-2020 sono tornati un paio di ultras dopo aver scontato tre o cinque anni di diffida. Altri 12 invece non potranno calcare i gradoni del Tonino Benelli e degli stadi d’Italia a causa dei Daspo arrivati dalla scorsa stagione. Otto persone che già si erano abbonate per la stagione iniziata domenica scorsa in casa contro il Sudtirol, hanno visto ritirarsi l’abbonamento con la conseguente restituzione dei soldi. Anche una persona di 53 anni, diffidato nel 1992, è stato colpito da questa norma che ha valore per il passato.

Se una persona ha già pagato con un Daspo, perché il penale deve continuare a manifestarsi? Nella curva Prato della Vis Pesaro circa 50 persone non possono abbonarsi e sono costrette a pagare ogni domenica il biglietto. Per la società significa più di 5000 € di incassi certi non pervenuti. Si, certi. Perché l’abbonamento si fa a inizio stagione mentre per il biglietto ogni persona decide di domenica in domenica, rimanendo anche a casa. Un tifoso lamenta: “Questa è repressione gratuita, una grande limitazione. Sarà la battaglia di tutte le tifoserie”.

Su iniziativa della curva del Bologna pare che il 9 settembre ci sarà un raduno per confrontarsi, discutere e ampliare i confini della tematica, ora sempre più calda e sui tavoli di tante questure italiane, le quali si trovano in difficoltà nell’affrontare una scelta molto dubbia. E se una società decidesse di fare prezzi agevolati per tutti per portare più gente allo stadio, ad esempio in una giornata biancorossa, in quel caso, un tifoso già diffidato in passato, non potrebbe andare allo stadio? Quindi, sarebbe di nuovo diffidato per una domenica? La lotta dell’avvocato penalista Lorenzo Contucci è partita. E presto probabilmente, ci saranno cambiamenti.

LASCIA UN COMMENTO

Commento
Nome