Da San Siro al Brianteo in 533 giorni: come Silvio Berlusconi ha già plasmato il Monza, alla ricerca di punti in casa dei biancorossi

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Una rivoluzione berlusconiana. Il 28 settembre come l’anno zero del calcio nell’alacre Brianza. Ripartire da Monza dopo 31 anni e 29 trofei col Milan è sfida importante ma quanto mai fattibile per Silvio Berlusconi. Inutile citare il suo curriculum. Inutile citare i suoi trascorsi in politica. Un colpo al cuore per i milanisti ritrovarlo nel cuore del Brianteo. Una sensazione strana per la Pesaro a tinte biancorosse scorgerlo (seppur idealmente, visto il suo invito declinato) tra i seggiolini del Benelli. Ad accompagnarlo nella più prevedibilmente singolare delle avventure, il fedelissimo nonché amministratore delegato Adriano Galliani (lui sì che sarà a Pesaro) e il presidente Nicola Colombo, ex detentore delle totalità delle quote del sodalizio rossobianco. Entrambi peraltro presenti nel cda, che annovera anche Paolo Berlusconi e Roberto Mazzo. Filosofia chiara quella espressa dal Cavaliere: in campo giocatori senza barba, orecchini e tatuaggi. Una posizione rivedibilissima che ha suscitato non poca ilarità nell’ambiente calcistico di terza serie e non solo. A finire sul taccuino dei primi acquisti firmati dal Condor Galliani l’ala sinistra Simone Iocolano e il portiere ex Foggia Enrico Guarna, col centrocampista Marco Ezio Fossati attualmente svincolato dall’Hellas Verona già definito come prossimo innesto per un mercato invernale che prometterà scintille. Un mercato essenziale per la compagine lombarda, che paga un undicesimo posto in graduatoria frutto di un avvio di campionato piuttosto stentato per le reali potenzialità dell’organico. Nel frattempo il tandem Berlusconi-Galliani è corso subito ai ripari: il 23 ottobre è arrivato l’esonero di Marco Zaffaroni in favore un Cristian Brocchi già visto sulla panchina del Milan nell’ultima parte della stagione 2016/2017, in sostituzione di Siniša Mihajlović. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un tardo pomeriggio domenicale a di poco memorabile. Blasone dell’avversario, un pezzo di storia del Milan in tribuna e i biancorossi alla ricerca di tre punti che darebbero ancora più corpo a una classifica già importante: il “Tonino Benelli”, oggi come ieri, vi aspetta.

 

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