Dal campo alla panchina: chi è mister Simone Pavan

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Il mister e il suo vice con il presidente Ferri

Capelli lunghi e pizzetto. In tanti si ricordano il Simone Pavan giocatore. Era negli album Calciatori Panini tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio. Appariva sempre con questo look, tipico del calcio che ormai non si vede e non si sente più. Uno di tradizione, che è arrivato a giocare 198 partite in serie A e 134 in serie B. Ora da martedì 16 lo vedremo allenare la Vis Pesaro.

“Voglio gente che sputa il sangue“, così ha esordito il neo allenatore pesarese nelle sue prime parole in esclusiva per SoloVisPesaro. Gente che ha fame, che ha voglia di lottare, per la maglia e per la città. 120 anni di tradizione. Simone Pavan sa cosa vuol dire giocare a calcio. Un centrale di difesa roccioso, fisico, 1.85 metri di statura. Ha vestito maglie di spessore e valore come Venezia, Atalanta, Modena, Livorno e Sampdoria per poi smettere nel calcio dilettantistico nel 2012. Poi il passaggio dal campo alla panchina, dal giocare le partite al prepararle. Dai grossi dispendi fisici a quelli sopratutto mentali.

Nonostante 45 anni d’età (è nato il 29 aprile del 1974), ha già allenato sia nei settori giovanili che nelle prime squadre. “Testa bassa, niente e nessuno ci condiziona” diceva nel maggio del 2018, dopo aver salvato la Primavera della Sampdoria che prese ultima in classifica da subentrato. Ha allenato anche negli Allievi, sia dei blucerchiati che del Modena. Proprio in Emilia, chiamato in prima squadra dalle giovanili al posto di Walter Novellino, dovette compiere una difficilissima salvezza di serie B nella stagione 2014-2015. Ci riuscì ai playout grazie a un doppio pareggio che portò la Virtus Entella alla retrocessione. Nel suo curriculum c’è anche un esonero: nella stagione 2016-2017 in 15 partite solo due vittorie sulla panchina del Modena in serie C.

“Quella metà stagione dopo l’esonero ne ho approfittato per aggiornarmi. Andavo a vedere gli allenamenti della Samp di Giampaolo” raccontava Pavan ai microfoni dei genovesi nell’agosto del 2017. Per Pavan è importante, anzi fondamentale, la coesione del gruppo. Ma anche l’umiltà e il rispetto. Un allenatore da testa bassa e lavoro. Appena giunto al Tonino Benelli ha voluto vedere gli impianti sportivi e d’allenamento. Arriva a Pesaro grazie al progetto di Next Generation Sampdoria. Al suo fianco ci sarà Renato Vito, 35 anni, una doppia laurea a Scienze Politiche di Genova e un’esperienza di 10 anni nelle giovanili della Sampdoria. Le ultime due stagioni ha fatto da vice a Pavan. Il loro obiettivo sarà valorizzare giovani, dando il giusto mix alla squadra tra “giovani” e “vecchi” con l’intento di salvare la squadra. Martedì in conferenza stampa si presenterà a tutto il mondo vissino.

Ad aiutarli ci sarà anche il nuovo team manager Alessio Peroni, l’anno scorso ad inizio stagione a Como. Ha fatto da mediatore tra squadra e società anche nel Mantova, nel Teramo e nell’Ascoli.

Lo staff è stato costruito. Ora manca la squadra. Martedì si è visto allo stadio un procuratore con cui il direttore sportivo Claudio Crespini, il mister Pavan e il suo vice Vito hanno parlato. Probabile si sia discusso di giocatori over, mentre di quelli under possibile che nel weekend si concretizzi già qualche acquisto. Intanto Macron è il nuovo sponsor per la stagione 2019/2020 e probabilmente la seconda divisa di gioco sarà bianco e azzurra, simile a quella della stagione 1999-2000.

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