De Feo: “La maglia regalata? Gesto istintivo. Ecco la mia giornata tipo”

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De Feo
Gianmarco De Feo insieme a un tifoso biancorossi impegnato tra le fila della Protezione Civile (foto Davide Dado Nubile Nubile)

Gesti spontanei che non passano inosservati. Per riconoscenza e per attaccamento ai colori biancorossi. Lo sa bene Gianmarco De Feo, da pochi mesi in maglia vissina ma già integrato in un tessuto pesarese dalle maglie fitte. Quello che l’ha accolto e lo fa sentire a casa. Soprattutto ora, lontano dalla sua amata Eboli, dove vive gran parte della sua famiglia. Che raggiungerà solo quando le disposizioni lo permetteranno: “Scendere dai miei familiari, dai nonni e dagli zii per salutarli è problematico: ora non ho nulla ma non si può mai sapere. Per questo resto a casa“. Tra una sessione di allenamento e una serie tv divorata (“Le mie preferite? La casa di carta, Élite e Narcos“) c’è il tempo per raccogliere la spesa a domicilio sul pianerottolo di casa. Ieri un incontro fugace. Quello con un tifoso biancorosso impegnato con la Protezione Civile. Proprio il corpo designato per consegnare generi alimentari a chi lo richieda. De Feo per l’occasione si è reso protagonista di un gesto istintivo: suo il regalo di una maglia di allenamento col numero 27 in bella vista. “Per quel poco che possiamo, cerchiamo di regalare un sorriso alle persone che ci aiutano – racconta Gianmarco – A maggior ragione se, come in questo caso, sono tifosi della Vis Pesaro“. La filosofia in questo senso è ben precisa: “Cerco di uscire il meno possibile e sfruttare le possibilità che mi vengono date, ad esempio facendo una spesa che basti per un paio di settimane. L’idea è quella di ottimizzare i tempi“.

TRA COMPAGNI E ALLENAMENTI: “QUELLO CHE MANCA DI PIÙ È STARE TUTTI INSIEME”

Il pensiero va inevitabilmente al salernitano e al Sud in generale, le cui curve dei contagi tendono a salire complici scene come le corse ai treni notturni: “Il numero sta salendo per quello: sono stati gesti irresponsabili, la gente si è fatta prendere dalla paura – De Feo non ha dubbi – Nella mia città ci sono stati almeno sei o sette casi nelle ultime ore e molti di questi sono parenti delle persone scese da Milano. Alla fine i risultati si vedono, bisogna pensare a chi potrebbe rimetterci la vita“. Il contatto costante via telefono con parenti e amici va di pari passo con giornate che seguono un canovaccio ben preciso, tra allenamenti e svago: “Di solito svolgo due sedute al giorno, una al mattino e una al pomeriggio. Ad ogni modo mi sveglio per fare colazione, mi alleno, cucino e poi ancora attività ma sul terrazzino con giardinetto. Nel pomeriggio e di sera playstation e serie tv“. Eppure non manca il contatto a distanza coi compagni: “Organizziamo videochiamate in gruppo. Quello che ci manca di più è stare tutti insieme“, confessa.

UN FUTURO INCERTO E IL RISCATTO IN MAGLIA VIS

A chiedergli del futuro prossimo e delle prospettive a medio-lungo termine, De Feo risponde così: “Non sappiamo nulla. Il desiderio è di tornare alla normalità ma accetteremo tutte le decisioni del caso. Spero che si riparta a maggio, con un campionato in stile NBA“. L’obiettivo, manco a dirlo, è quello di riscattarsi in maglia Vis: “Ad Ascoli mi sono promesso di arrivare a Pesaro ed essere decisivo – confessa – Però poi mi sono fermato per sovraccarico di lavoro. La nostra ad ogni modo è una società organizzatissima, c’è un progetto molto interessante“.

 

 

 

 

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