Di Donato post Cesena: “Dobbiamo darci una svegliata. Sono arrabbiato”

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Di Donato Vis
Il tecnico biancorosso Daniele Di Donato (foto Vis Pesaro 1898)

Serviva almeno un passo avanti. La realtà racconta invece di almeno due passi indietro. Questo il leitmotiv di Vis Pesaro-Cesena 0-2. In sintesi: un pendolo che per novanta minuti ha oscillato tra noia e brutture assortite. Troppe per essere vere, pur offuscate da una quasi salvifica (per i nervi dei telespettatori) nebbia novembrina. Le defezioni (numerose) non possono servire da scusanti: quello di oggi è stato il più esaustivo compendio dei limiti di questa Vis. Tecnici e caratteriali. Impossibile giudicare l’operato di mister Di Donato, chiamato alla fatica erculea di cementare qualcosa che allo stato attuale assomiglia a un castello di carte. Eppure, a giudicare dalle sue dichiarazioni cristalline del dopo gara, c’è tutta la volontà di ripartire dalla mentalità. E di farlo immediatamente, prima che sia troppo tardi.

 

DANIELE DI DONATO

ENNESIMA SCONFITTA, CLASSIFICA PESANTE – “Dobbiamo tutti cercare di svoltare e darci una svegliata. Non è possibile disputare queste partite senza mordente. Sono molto arrabbiato. Oggi avevo chiesto la prestazione. Che fino a un certo punto c’è anche stata, però siamo ancora troppo leziosi. Non abbiamo quella cattiveria che ci permette di portare a casa il risultato. Da domani deve cambiare qualcosa.

SQUADRA IN CAMPO CON CORAGGIO? – “E’ stata una partita ordinata ma non ho visto la cattiveria che ti porta a fare qualcosa in più. Dobbiamo tirarla fuori il prima possibile. Abbiamo bisogno di far capire che ogni palla è importante.”

TANTA, TROPPA PRUDENZA – “Dobbiamo pulire la testa. Per giocare a calcio serve fare qualcosa in più. Quando si parte per andare a prendere la palla bisogna essere come animali. Siamo troppo puliti, basta vedere i contrasti, la cui maggior parte viene persa. Questo non deve accadere. Una squadra che ha voglia di ottenere il risultato deve decidere tra palla e piede.

IN CAMPO TANTI DIFENSORI DI RUOLO – “Praticamente non c’erano centrocampisti: erano tutti infortunati. Basta vedere chi avevo in panchina. Gelonese si è fatto male, Ejjaki lo stesso, Benedetti sappiamo quello che ha. Ho dovuto fare di necessità virtù.

L’IMPIEGO DI LELJ A CENTROCAMPO – “L’unica soluzione di peso che avevo. Non avevo altre soluzioni.

DE FEO IN PANCHINA – “Ho optato per altre soluzioni. Non è questione di Tizio o di Caio: dobbiamo cambiare atteggiamento, a prescindere dal ruolo e dagli elementi in campo. Posso giocare pure io ma se non ho mordente faccio ridere. L’atteggiamento non mi sta piacendo: sembra che vincere o perdere sia normale. Se io perdo devo rosicare e stare male. Prima di arrivare a quella situazione devo dare tutto me stesso.

“QUANDO HA ACCETTATO LA PROPOSTA DELLA VIS SI ASPETTAVA UNA SITUAZIONE TALE?” – “Sono qui perché c’erano difficoltà e queste fanno parte del nostro mestiere. Ci siamo messi in gioco, è una settimana che lavoriamo anche se tra virgolette perché abbiamo sempre giocato. Non abbiamo praticamente potuto fare nulla. Questa partita è stata preparata in mezza giornata. Non vedo l’ora di avere una settimana completa a disposizione.

SABATO C’E’ LA SAMB – “Non mi interessano le altre squadre, devo pensare in casa mia e far capire che ogni partita è una guerra da vincere. Prima devo far cambiare la testa ai miei ragazzi.

 

TOMMASO LELJ

L’APPORTO DI DI DONATO – “Ha portato nuovi concetti, noi ci siamo messi a disposizione. Servirà tempo per mettere in pratica le sue idee. Andiamo avanti compatti, questa è la strada giusta. Ci sono partite in cui si può inciampare: l’importante è che il gruppo sia unito e coeso verso l’obiettivo.

CONDIZIONE MENTALE DELLA SQUADRA – “Come vincere aiuta a vincere, così la mancanza di risultati porta all’insicurezza. Dobbiamo unirci, lavorare e invertire la rotta.

DISAMINA DELLA SCONFITTA – “Ce la siamo giocata a viso aperto, ben compatti. Il primo tempo è stato equilibrato, il secondo anche. Ci sono state poche occasioni, entrambe le squadra hanno concesso poco. Poi sono sempre i dettagli a fare la differenza. Siamo stati poco attenti sul primo gol. Dobbiamo lavorare tanto.

A CENTROCAMPO DAL 1′ – “E’ un ruolo che avevo già interpretato. Ho detto al mister che sono a sua disposizione. Magari c’era da oliare qualche movimento ma indicativamente non ci sono stati problemi.

 

 

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