EDITORIALE- A Pasqua “risorge” la Vis Pesaro di Daniele Di Donato

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Daniele Di Donato, ex tecnico della Vis Pesaro, esulta dopo il raddoppio di Gucci. (Vis Pesaro-Imolese 2-1, crediti: Vis Pesaro 1898)

Inutile nasconderlo. Il percorso alla Vis Pesaro, in questa stagione, di Daniele Di Donato non è stato affatto facile. Arrivato in corsa, all’ottava giornata, ha dovuto combattere con le unghie e con i denti per centrare con i biancorossi l’obiettivo minimo di questa cavalcata. La salvezza diretta. Obiettivo che ancora non è del tutto arrivato, ma a 37 punti i pesaresi a Pasqua “risorgono” dopo un inverno difficile e vedono finalmente la luce in fondo al tunnel. Ora mancano gli ultimi step, a cominciare da domenica in casa dell’Arezzo dove i punti possono diventare 40. Intanto nell’ultimo mese e mezzo è successo di tutto.

Sembra passata una vita da quel 21 febbraio. Vis Pesaro che perde in casa contro il Perugia per 0-1 e arranca in classifica a 23 lunghezze. Biancorossi che erano in crescita sul piano del gioco ma i risultati tardavano ad arrivare. E qui arrivano i meriti del tecnico. Che ha saputo isolare i suoi ragazzi, da pressioni esterne e interne, e creare un gruppo granitico che sta portando una città intera verso la terza salvezza consecutiva tra i pro senza passare dai play-out. Ha sperimentato tanto Di Donato. Prima difesa a 4, poi la svolta. Un 3-5-2, modulo conservativo per antonomasia, adattato al suo stile e alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione. Poco possesso, tante verticalizzazioni. E una montagna di occasioni da gol create. Il risultato sono i 14 punti arrivati nei mesi di Marzo e Aprile.

Il match di sabato scorso al Benelli è stato la cartina tornasole di quello che la Vis Pesaro è diventata. Una squadra forte, che quando gioca libera mentalmente è capace di creare tanto e anche buttarla dentro. Difendendosi, ma accettando anche dei rischi. Contro l’Imolese sarebbero potuti arrivare anche 3/4 gol e nessuno si sarebbe meravigliato di niente. L’unica pecca è stata quella di non aver capitalizzato al massimo la montagna di palle gol e occasioni create, dovendo soffrire fino alla fine quando gli avversari spingevano per un pareggio. Così non è andata e la Vis si è imposta per 2-1 con una doppietta di un preziosissimo Gucci, che tra Fano e Imolese ha messo in cascina 3 reti in due gare. Poco decisivo insomma.

Ripartire da qui. Per chiudere la stagione, centrare l’obiettivo e riprogrammare il futuro. Personalmente chi vi scrive ha nutrito sempre pochi dubbi sull’operato del mister. Anche quando i risultati faticavano ad arrivare. Il perché? Semplice, vedevamo Di Donato allenare questa squadra con grande professionalità e con idee chiare. Noi lo avevamo capito, ma quel che conta di più è che lo hanno capito anche i suoi giocatori. Lo hanno capito e lo hanno seguito. Il difetto che più avevamo sottolineato era il nervosismo in panchina che è costato qualche squalifica al mister. Errori di gioventù, totalmente comprensibili. E Di Donato è cresciuto in questo. Acquistando partita dopo partita sempre più maturità e self control.

Questa è la Vis Pesaro di Daniele Di Donato. Adesso manca l’ultimo sforzo prima della gioia matematica. Poi sarà il momento di fare altre valutazioni e ripartire per la prossima stagione. Ci auguriamo con lo stesso mister in panchina.

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