EDITORIALE- Dopo Ravenna voltare pagina, ma farlo adesso

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vis fine gara covid
Vis Pesaro, contro il Matelica non esistono scuse. Vincere

Sono le 2 di notte. Chi vi scrive è da poco tornato dal “Bruno Benelli“, dove si è giocata Ravenna-Vis Pesaro. Finita 2-1 per i padroni di casa, tanto per mantenere la tradizione che vuole i biancorossi sempre sconfitti nello stadio romagnolo da tre stagioni a questa parte. Ma delle tre, questa è stata la più inaccettabile. Una squadra sfilacciata, in difficoltà dal primo all’ultimo minuto. Poche scuse, a volte è meglio guardare subito in faccia quella che è la realtà. Il bilancio delle prime tre partite di stagione (Legnago-Modena-Ravenna) è impietoso: un punto conquistato, 4 gol fatti e 7 subiti (peggior difesa). Troppa poca roba se pensiamo ai discorsi, e al mercato, della società in questa estate.

Umiltà ambiziosa“, “puntare ai play-off” e tutte le altre belle parole. Noi ci crediamo, come ci crede la città. Come ci credono gli oltre 400 tifosi che hanno sottoscritto un abbonamento al buio. Fiducia incondizionata, in un periodo dove anche guardare una partita allo stadio sembra un miraggio. La Vis Pesaro è più forte di quello che ha fatto vedere fino adesso, ma bisogna voltare pagina. Per non compromettere una stagione che può ancora regalare soddisfazioni. Domenica c’è il Matelica al Benelli, autentica gara da dentro o fuori.

La partita: primo tempo inguardabile. Nel secondo non basta la garra di Marchi e Gennari.

Prima una precisazione. Chi vi scrive aveva tante cose da chiedere al mister a fine gara. Dalla società ci è stato detto di aspettare fuori dai cancelli dello stadio. Lo abbiamo fatto, per mezz’ora. Nessuna risposta. Soltanto due battute confezionate e impacchettate dall’ufficio stampa. Dove si parla di “sfiga” e poco altro. Capiamo il momento concitato, noi volevamo fare soltanto il nostro lavoro per informare il lettore. Ci sarebbe piaciuto chiedere come mai, o piuttosto da dove si riparte per vincere domenica. Perché in fondo questo è quello che interessa. Questo è il nostro compito, fare domande. Anche quando sono scomode. Nessuna polemica, ci aspettavamo che qualcuno ci “mettesse la faccia“. Non è stato così.

Commentare una gara del genere non è neanche facile. Il Ravenna dell’ex Peppe Magi è stata una vera squadra per 90 minuti. La Vis Pesaro no. Qualitativamente più forti, i biancorossi sono però impattati in una formazione che ha fatto dell’aggressività la chiave per vincere il match. La Vis non è riuscita a portare in campo quello che aveva preparato in questa settimana corta. Unici due sufficienti Ettore Marchi e Mattia Gennari. Il primo praticamente a reggere una manovra offensiva da solo, il secondo con la solita grinta dietro ed un gol su angolo che ha riacceso per pochi minuti una flebile speranza. Se poi ci aggiungiamo il rosso a Gelonese qui si chiude il quadro di una serata da dimenticare. E in fretta.

Vis Pesaro che si è affidata ai tanti cross dalle fasce, oltre che ai calci piazzati. Ravenna che ha giocato palla a terra tra le linee. Troppa frenesia con il pallone tra i piedi, un centrocampo che questa volta non ha retto. Primo gol subito su un’uscita di palla killer di Farabegoli, il secondo un tiro sul primo palo lento e debole che ha però beffato Puggioni allo scadere. Vedere Lazzari e De Feo in panchina per tutti e 90 i minuti ci ha fatto un certo effetto.

Non è il momento dei drammi. C’è ancora tempo per crescere, ma la scossa va data subito. L’allenatore dovrà essere in grado di ricaricare un gruppo che ieri è sembrato senza forze mentali. I valori ci sono, questa Vis Pesaro non merita un penultimo posto in classifica. Anche se siamo solo alla terza giornata, e le classifiche lasciano il tempo che trovano. Voltare pagina, farlo ora. 

 

 

 

2 COMMENTI

  1. Sono d’accordo su tutto meno su quel biancorossi qualitativamente superiori..no il ravenna anche sul piano della qualità è stato suoeriore..pslla a terra..scambi veloci passaggi precisi..che non si sono visti nella vis..ho visto sbagliare anche semplici stop..allora beviamoci fino in fondo il calice amaro senza timore..e ricominciamo..

  2. Nanu out e anche velocemente. In totale stato confusionale. In 3 giornate turnover selvaggio, uso indiscriminato di under, formazione di ieri a dir poco cervellotica (Stramaccioni e Benedetti tra i migliori a Modena fuori) non si intravede un 11 titolare, uno straccio di costruzione del gioco, ci si affida a San Marchi predicatore nel deserto. E dietro la fase difensiva è un optional. Fortuna che siamo partiti prima degli altri. Eppure a livello di condizione subiamo come ieri la freschezza dell’avversario. Tutto da rifare

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