EDITORIALE- Esame di maturità fallito in un campo vergognoso

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Il campo del Benelli ieri, al calcio d'inizio di Vis Pesaro-Virtus Verona

Ancora una sconfitta. Siamo sempre qui quando si stringe, quando conta, quando serve anche per il morale non perdere. La Vis Pesaro non è riuscita a prolungare a 4 la striscia di risultati utili consecutivi, commentare sul piano tecnico una gara che con il calcio ha avuto poco a che fare non serve neanche più di tanto. Lo diciamo subito. Un campo del genere è una vergogna. Una vergogna giocare in Serie C in un terreno di gioco in queste condizioni. Un campo che già in estate si mostrava precario, l’intervento di sabbiatura di questa settimana ha soltanto affondato il coltello nella carne ancora fresca. Poi qualcuno, magari esperto in materia, ci può spiegare il perché di questa operazione. Il risultato è stato un misto tra un beach soccer nella fanghiglia ed una partita di prima categoria.

“Questo non è un campo di calcio” ha detto Di Donato nel post partita. Ma sia chiaro, non è neanche un alibi. La stessa Virtus Verona è riuscita a portare via tutta la posta dalla partita, sfruttando una clamorosa distrazione tripla (Gennari, Stramaccioni, Ndiaye) che ha di fatto chiuso i conti. Perché quando vai sotto in un campo del genere, poi per ribaltarla ti devi inventare una magia che evidentemente non è nelle corde di nessuno di questi calciatori. Ma non stiamo neanche a chiederlo. Sono calciatori di Serie C, non maestri del pallone. Almeno metteteli nelle condizioni di provarci fino alla fine. Ma non solo con la corsa fine a se stessa. Quando però, come ha detto Ferrani a fine gara, “per fare un passaggio di 10 metri ci metti così tanto” diventa dura per tutti.

Curioso che a punire i biancorossi sia stato quel Rachid Arma, totalmente snobbato in estate. Insieme al suo compagno di reparto Filippo Pittarello, anche lui in estate proposto ai biancorossi ma snobbato a sua volta. Questo è il calcio. Intanto la classifica dice Virtus a 39, Vis a 23.

Mercoledì c’è subito un’altra occasione per cercare di riprendersi. A Trieste servirà la Vis versione Modena. Le qualità dei calciatori sono queste, tutti le conosciamo. Più di tanto non si può chiedere. Poi i conti si fanno sempre alla fine. Intanto c’è sempre una salvezza da conquistare con i denti, troppo importante per il calcio a Pesaro. Non è l’ora della caccia ai colpevoli, ma qua ci si fa sempre male da soli.

1 COMMENTO

  1. Ci fosse solo il campo di vergognoso….. .
    Invece di figure meschine come queste è meglio tornare nei meandri che competono a questa dirigenza: dilettanti allo sbaraglio

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