EDITORIALE – Essere onesti con sé stessi, dirsi la verità

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Gelonese insegue Elia in Perugia-Vis Pesaro. (foto: A.C. Perugia)

Occorre essere onesti con sé stessi, dirsi la verità. E la verità è che quella di Perugia è stata tutt’altro che una buona prestazione per una squadra che ambiva (e ambisce?) alla “parte sinistra della classifica”. A quel cambio di rotta che nelle fantasie di società e tifosi fa rima con playoff, con Serie B. Parole di un certo spessore che non sono fonte dei vaneggi di chi scrive, ma di chi ascolta, e poi riporta dichiarazioni forti di “umiltà ambiziosa”. Non sono massime che ci siamo inventati, insomma. Ma dov’è oggi la Vis Pesaro?

Possiamo dircene tante, e magari pure a ragione. Che sono passate solo 7 giornate, che c’è tempo. Che la Vis gioca “buone partite e perde, discrete partite e perde, un partitone e perde” – parole di Galderisi -, forse. Ieri no. Occorre dirsi la verità e parlare chiaro: se l’obiettivo è la salvezza, a Perugia si è davvero giocato un partitone. O almeno un buon primo tempo. La squadra era messa bene in campo, attenta, puntuale in chiusura. Non troppo incisiva in contropiede, ma comunque produttiva in termini di calcio d’angolo procurati e di mezze occasioni da gol. Cioè nell’inseguire il rimpallo fortunato che ogni tanto arriva – vedi l’azione Marchi-De Feo – e che spesso non basta. A Perugia non è bastato.

Bisogna essere onesti e ammettere che nel buon primo tempo della Vis c’è stato anche un discreto (de)merito del Perugia. Squadra non irresistibile, sicuramente solida, tra le candidate alla promozione, quello sì. Ma non di un’altra categoria, almeno per quanto si è visto al Renato Curi. Una squadra battibile specialmente da chi dovrebbe ambire a un piazzamento di rilievo in campionato, come la Vis Pesaro. Ma che ieri, se questo è davvero l’obiettivo (e ci crediamo), non ha fatto una buona partita.

TRASFERTA COMPLICATA, AVVERSARIO DIFFICILE… MA LA VIS?

Comunque, il momento non era dei migliori per affrontare una trasferta così. Un avversario difficile. C’è ancora bisogno di tempo e di costruire affiatamento tra i reparti, sicuramente è vero. Possiamo dircene tante e saltare da una giustificazione all’altra: cercando, le troveremo sempre. Ma la Vis Pesaro?

Quella vista a Perugia non è una Vis Pesaro da playoff. I risultati arriveranno, ci crediamo, ma non così. Slegati, lenti, impacciati. Una giornata no per un gruppo che finora non ha espresso il suo potenziale e che più che tenace, come al solito, ieri è sembrato scarico. Nervoso. Se la prima frazione è andata in sordina senza grandi patemi d’animo, la ripresa è iniziata sul binario sbagliato. Questa volta per reale merito del Perugia.

La squadra di Caserta ha alzato i ritmi e così facendo ha messo fin dai primi secondi in seria difficoltà la retroguardia di Galderisi. Che sa giocare sul filo di lana, sotto stress. Ma che non può che andare in apnea se centrocampo e attacco non riescono a costruire, a tenere su un pallone. Male sia i tre centrali Pezzi-Gelonese-Benedetti che gli esterni, con Eleuteri meno propositivo del solito e Tessiore comprensibilmente non in formissima. Il cambio con Nava e Giraudo non ha spostato nulla.

Il risultato è l’eccessiva frenesia che porta mezza Vis ad andare ad aggredire, senza temporeggiare, tutti i portatori di palla del Perugia nell’azione dell’1-0. Bella, ma troppo facile. Gli umbri di fatto vanno in porta grazie a tre colpi di tacco, tutti di prima, che creano una voragine incomprensibile davanti a Bastianello. Questo è un errore di sistema, non individuale. Oppure potremmo dire che hanno sbagliato in cinque tutti nello stesso momento.

Perugia - Vis Pesaro 2-1 Highlights 7° Giornata Serie C (25/10/2020)
L’azione dell’1-0 del Perugia.

La reazione c’è stata, come sempre. Come in tutte le 6 partite su 7 (la settima è lo 0-0 a Verona) nelle quali la Vis Pesaro è passata in svantaggio per prima. Francamente, difficile considerarla una coincidenza. Ma è stata una reazione episodica, perché il calcio è così, non è solo questione di “sfiga”. A volte la fortuna ti sorride e nell’arco di 300 secondi puoi passare dal potenziale 2-0, sfiorato due volte (intervento di Brignani pericolossisimo in area, miracolo di Bastianello su Melchiorri), all’1-1. Ancora su calcio piazzato – anche questa non più una coincidenza, è chiaro che siano diventati un punto di forza importante -, ma ancora estemporaneo.

L’inerzia della partita, passata in mano alla Vis Pesaro, di fatto si traduce solo in un altro calcio di punizione di De Feo che per poco non trova la deviazione vincente di un biancorosso. Il pallone scotta troppo tra i piedi dei costruttori della manovra vissina, e per questo decide di incendiarlo Dragomir. Gran gol il suo, lasciato libero di calciare dalla lunetta dell’area di rigore. Sempre di nervi, di ardore, la Vis quasi la riprende al 94′. Ma non basta.

Non può bastare, occorre dirsi la verità. Oppure fare un passo indietro, scaricarsi dalle spalle la pressione di dover vincere per forza perché si insegue la parte sinistra della classifica. Reset. La Vis Pesaro è quartultima: ha qualcosa in più di tante altre, ma ad oggi deve salvarsi. Tutto quello che arriverà in più sarà merito della squadra e dello staff, e tanto di guadagnato. Al 26 ottobre, essere onesti con sé stessi significa questo.

1 COMMENTO

  1. Analisi precisa. Ma voglio andare oltre. Alla squadra manca un regista, una punta che segna goal ed un difensore esperto centrale. Il mistero Lazzari deve essere chiarito sia dal punto di vista fisico, e se è abile deve giocare, altrimenti perderà il passo partita. Troppi under in campo, e l’errore in ogni partita è sicuro. Non è certo questa una squadra da playoff ma dovremo lottare tra le ultime. Galderisi promette futuri radiosi, io vedo solo fondo classifica. Grandi le responsabilità del trio (Borozan, Crespini e Galderisi).
    Non resta che attendere il Gubbio.
    Saluti.
    Paolo Eusebi

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