EDITORIALE- Il ritorno alla (quasi) normalità per la Vis Pesaro

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Vis Pesaro
Il primo gol "ufficioso" della nuova stagione della Vis Pesaro. (foto: Vis Pesaro 1898)

Finalmente domenica. Finalmente Vis Pesaro al Tonino Benelli, davanti ad uno stadio (semi) aperto. Chi l’avrebbe mai detto che dopo 6 mesi anche gustarsi una partita amichevole seduti su quei seggiolini avrebbe avuto un sapore di vittoria. Vis Pesaro-Ascoli, terminata ieri con il punteggio di 1-1, è stata molto più che una semplice partita di preparazione. Chiaro, vedere i tifosi della Prato seduti e distanziati ha fatto un certo effetto. Positivo in termini di regole e restrizioni, opposto invece ai ricordi che avevamo del pre pandemia. Rispettabile anche la scelta di non entrare da parte di due gruppi di tifo organizzato, 1898 e Gioventù Pesaro, assenti ieri nei gradoni ma che hanno già fatto sapere di “sostenere squadra e società abbonandosi“.

Va fatto un plauso, oltre alla enorme responsabilità dei presenti, anche alla stessa Vis Pesaro. Che è riuscita ad organizzare un imponente sistema di filtraggio, evitando code o assembramenti inutili. Un po’ meno perfetti i seggiolini dello stadio, qualcuno ancora impolverato da mesi.

La partita, gli uomini di Galderisi partono subito decisi e aggressivi

L’avversario era un Ascoli rimaneggiato ma non troppo. Valerio Bertotto, tecnico dei bianconeri, ha infatti gettato da subito nella mischia Simone Padoin e Nicola Leali. Il primo nel ruolo di difensore centrale, il secondo ovviamente a difendere i pali. E anche vedere al Benelli certi giocatori, giocatori da Scudetto, ha fatto un certo effetto. Non male come primo test una squadra di Serie B.

Galderisi decide di affidarsi a Puggioni in porta, difesa a 3 con Pezzi, Lelj (capitano e uomo gol) e il baby Stramaccioni. Centrocampo formato da Nava, Ejjaki, Gelonese e Tessiore. Davanti spazio alla fantasia di De Feo (ex della partita) dietro alle punte Ettore Marchi e Francesco Marcheggiani. Nel secondo tempo infornata di giovani, tra cui sono spiccate le qualità di Kevin Cannavò, il solito Farabegoli, un Leonardo Benedetti con almeno 5 kg di muscoli in più, e la spensieratezza di Blue Mamona e Mattia Gaudenzi.

Vis Pesaro che passa in vantaggio con schema da calcio d’angolo. E anche questo rappresenta una novità rispetto al recente passato. Ejjaki calcia un corner al 17esimo a centro area, Marchi giganteggia di testa riuscendo a spizzare per Lelj. Il capitano veneto, a segno anche contro il Vicenza nell’ultima in casa prima del Covid, si lancia ed incorna la rete dell’uno a zero. Spettacolo Vis.

Nella ripresa i ritmi calano inevitabilmente e l’Ascoli con Franzolini riesce a metterla in parità quando mancavano 5 minuti al fischio finale del direttore di gara Renzi.

Occhio a un profilo. Diego Stramaccioni, classe 2001, tesserato poche settimane fa. Di piede sinistro, sempre concentrato, fisicamente enorme. Non si capisce come uno così potesse essere a spasso, dopo la stagione scorsa in Serie D con il Cannara. Ieri sempre concentrato, un giovane antico. Si è preso più volte gli applausi dei suoi compagni, oltre la definitiva consacrazione di Galderisi. “Da quando è arrivato non ha mai sbagliato un allenamento“. E si sono visti i risultati.

 

 

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