EDITORIALE – In campo senza fame si viene sbranati. Vis, nulla è compromesso

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Fischio d'inizio di Arezzo-Vis Pesaro 4-2 (crediti: Vis Pesaro 1898)

Semplicemente una domenica storta per la Vis Pesaro di Daniele Di Donato. Da isolare e dimenticare in fretta, perché adesso non è il momento di piangere sul latte versato. Piuttosto è ora di guardare avanti, ad un futuro più che prossimo che si chiama Fermana. Quella di Arezzo è stata una brutta pagina per i biancorossi in questa stagione. Non di certo la più brutta della stagione, forse però la più stonata. Perché arrivata dopo due mesi continui di crescita di gioco e risultati.

Il campo ha detto 4-2 per i toscani. Di Donato si giocava una fetta pesante di salvezza contro il suo passato e ne è uscito con le ossa rotte. Un’altra lezione, una sconfitta da cui imparare per il futuro suo e del collettivo. La potremmo chiamare “la sconfitta della fame”. Sensazione che è mancata ai pesaresi schiacciati sotto i bombardamenti avversari dal primo all’ultimo minuto di gara.

E’ andata così, c’è pure poco da recriminare. Non siamo soliti puntare il dito contro la direzione di gara, anche se va detto che l’arbitraggio è stato forse condizionato dalla personalità di chi era in campo. L’Arezzo ha forse la classifica più ingannevole di tutti i campionati di calcio italiani e non solo. Una squadra forte, fatta di giocatori esperti e di categoria che hanno fin dal calcio d’inizio buttato la contesa sull’agonismo. La Vis Pesaro, con i suoi tanti ragazzi in campo, semplicemente non ha retto l’urto.

L’Arezzo ha vinto una partita che voleva vincere, la Vis ha solo rincorso gli avversari per il campo non riuscendo mai a prendere le giuste contromisure. Emblematiche delle giornata sono le 4 reti incassate, ancora più emblematico è non aver ancora visto una parata del portiere biancorosso. Non che abbia avuto grandi colpe sui gol incassati, ma ogni volta che parte un tiro verso la porta c’è da pregare. Perché ultimamente per colpe o per sfortune ogni due/tre tiri concessi arriva un gol avversario.

Nel nulla, o quasi, prodotto in fase offensiva dalla Vis Pesaro sono arrivati comunque due gol. Che non è cosa da buttare. Il primo, ve lo diciamo sinceramente, ha anche sfiorato il ridicolo.

Cannavò è bravissimo ad incunearsi in area e viene atterrato da Pinna già ammonito. Niente espulsione ma c’è l’occasione per accorciare le distanze ed andare sul 2-1. Cannavò calcia male il rigore che viene parato, poi è velocissimo a fiondarsi sulla ribattuta e procurarsi un altro penalty. In quel momento si è consumata una scena che non avremmo voluto vedere: Di Donato indica Di Paola come designato a battere il secondo rigore e viene consumata una scaramuccia tra lo stesso Cannavò e altri biancorossi. Poi Di Paola è freddissimo e la spara all’angolino. Rigore perfetto, giusto anche che lo abbia battuto lui.

La seconda rete invece è quella che ci ha strappato un amaro sorriso in una giornata dove c’era ben poco da ridere. Perché Orazio Pannitteri ha risposto ancora una volta presente, mettendo in fila il suo secondo gol stagionale in 200 minuti e rotti giocati quest’anno. Praticamente un gol ogni ’90 min, poco più. Che sia una rete che svegli qualcuno, che dica che ancora non si è fatto niente finché la matematica non darà le sue risposte. Orazio, sempre zitto e al lavoro, si fa trovare ancora una volta pronto. Prendere esempio.

Quella di ieri è stata una brutta pagina. Ma niente è ancora compromesso. Il destino della Vis Pesaro appartiene ancora alla Vis Pesaro. Domenica arriva la Fermana, non bisogna lasciarsi sfuggire l’occasione di arrivare a 40 punti con due domeniche di anticipo. Ricordatevi da dove siamo partiti, ora manca l’ultimo sforzo.

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