EDITORIALE- Ora non serve sparare sull’ambulanza

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Vicenza
I tifosi della Vis Pesaro al Tonino Benelli

Non c’è stata la botta d’orgoglio. Quantomeno nel risultato. Vis Pesaro che esce con le ossa rotte dalla sua quinta trasferta, in cui ha collezionato la quarta sconfitta stagionale lontano dalle mura amiche del Benelli. Alla FeralpiSalò è bastato un guizzo dell’ex Petrucci, che nella ripresa si è liberato in area andando al tiro, costringendo Bastianello alla respinta corta. Tommaso Ceccarelli è stato il più veloce sul tap-in, regalando di fatto i tre punti alla sua squadra.

E’ stata una sconfitta che ha evidenziato i limiti fin qui visibili, ma da cui il nuovo allenatore Daniele Di Donato potrà imparare tanto in chiave futura. Una sorta di test dalle macerie del progetto precedente. Un 3-4-1-2, modulo su cui è stata pensata e assemblata questa Vis Pesaro, che ha evidenziato la mancanza sostanziale di equilibrio. Perché per rischiare il meno possibile, non si ricordano parate di Bastianello, qualcosa poi davanti lasci. La squadra corta chiesta da Di Donato si è vista per metà, quando cala l’intensità poi il fattore rischio gol preso sale esponenzialmente.

Però ora è ingrato sparare sull’ambulanza. Chiamata pochi giorni fa per mettere una pezza ad un inizio quantomeno balbettante sotto il punto di vista del gioco e dei risultati. Qualcosa si è visto ieri, soprattutto una volta andati sotto, una reazione rabbiosa ma ancora evanescente. Di Donato dovrà lavorare molto soprattutto in due reparti chiave: centrocampo e attacco. Partiamo dal principio.

Un mercato contraddittorio, a centrocampo la coperta è corta. Mercoledì arriva il Cesena: si valutano correttivi

Partiamo dal principio. Questa estate, pur trovandosi in mezzo alla crisi economica da Covid-19, il Presidente Mauro Bosco ha investito in sede di mercato. E tanto. Budget superiore a quelli stanziati durante le stagioni precedenti al suo arrivo. Le scelte fatte sono un altro discorso. Legato a dirigenza e precedente allenatore, dopo un’estate passata a sbandierare “un mercato in totale sinergia“.

Il primo grande errore è stato quello di aver tagliato Lorenzo Paoli. Leader vero e anima di questa squadra. Cosa che purtroppo adesso manca. Troppi i 5 centrali difensivi, tutti potenziali titolari (Gennari, Lelj, Farabegoli, Stramaccioni, Brignani) a cui va aggiunto Enrico Pezzi. Che alla sua presentazione non ha fatto mistero di voler giocare come terzo di difesa. Invece è stato impiegato sia da quinto, che da mediano in un centrocampo a 2. Ruolo dove fino ad ora ha fatto più difficoltà.

A questo vanno aggiunti i 7 riferimenti offensivi (Marchi, Marcheggiani, Bismark, Lazzari, De Feo, Cannavò e Pannitteri) veramente troppi per giocare con un modulo che non ne preveda almeno 3. Questo ha inevitabilmente portato il centrocampo ad essere il reparto più slegato, pieno di giovani validi (Tessiore, Ejjaki, Benedetti) e over affidabili (Gelonese) ma privo ancora di una vera e propria identità. Sugli esterni non si capisce come un giocatore valido del calibro di Valerio Nava sia costretto alla panchina sistematica. Dopo aver segnato addirittura un gol alla prima giornata.

Senza citare il mistero che aleggia intorno alla casella portieri. Con un Puggioni messo in stand-by fino a data da destinarsi, Bianchini nel congelatore e aggrappandosi alle buone uscite di un debuttante Bastianello.

Di Donato dovrà inventarsi da subito qualcosa. Un guizzo lo si è visto con l’inserimento di D’Eramo e un abbozzo di difesa a 4 negli ultimi 15 minuti di Salò. La squadra è quella e obiettivamente può e deve dare di più. Lasciamoli lavorare. Adesso è inutile sparare sull’ambulanza. A Gennaio poi sarà il tempo dei bilanci di metà stagione.

 

 

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