EDITORIALE- Pari amaro per la Vis, adesso c’è ancora da sudare

0
Ettore Marchi esulta dopo la rete del momentaneo vantaggio della Vis Pesaro (crediti: Vis Pesaro)

Un risultato che a fine gara non va giù. Vuoi per come si era messa, vuoi che veder esultare la Fermana nel tuo stadio non fa mai piacere. Anche a porte chiuse. Vuoi soprattutto perché la Vis Pesaro non ha dato la famosa spallata al discorso salvezza restando impantanata in un pari indigesto contro i canarini. Segno x arrivato al termine di una gara sporca, bloccata da tutte e due le parti, fatta di tanto agonismo e pochi sprazzi tecnici. Una gara per giocatori veri a cui la Vis Pesaro ha risposto presente per 85 minuti su 90.

Riuscendo anche a capitalizzare l’unica vera occasione creata con un bel gol di un redivivo Ettore Marchi. Perché è quando conta che il giocatore vero viene fuori, il numero 7 biancorosso era ancora alla ricerca della prima rete tra le mura amiche del Benelli. Rete che è arrivata con un gol da rapinatore d’area, mettendo il piedino su un tiro-cross di Giraudo dalla trequarti sinistra.

In quel momento forse è venuta fuori un po’ di paura. Forse la squadra non ha retto mentalmente per tutti i 90 minuti la pressione della “finale delle finali”. Come l’aveva battezzata Di Donato il giorno prima del match. Un altro consiglio non richiesto: ragazzi giocate tranquilli, che quando lo fate in campo si vede e vi esprimete meglio.

Fatto sta che un batti e ribatti in area biancorossa si è trasformato nella rete del definitivo 1-1 di Urbinati. Una mischia in area, forse anche viziata da una posizione di sospetto fuorigioco, in cui uno come Mattia Gennari avrebbe fatto davvero comodo. Invece i cambi sono stati Cannavò ed Ejjaki, che hanno provato comunque a portare corsa e quantità quando c’era da lottare.

Vis che rimane comunque a +3 dal Legnago in zona play-out. E a +10 dall’Arezzo penultimo (se la Vis mantiene almeno 9 punti di distacco dalla penultima è salva anche se viene superata in classifica dal Legnago, ndr). Quindi nulla è ancora compromesso, il destino è ancora nelle mani dei pesaresi ma c’è da sudare, lottare e combattere. Ora si va a Mantova, per cercare ancora una volta il bottino pieno e sperare in un risultato positivo del Modena contro il Legnago. In quel caso arriverebbe la tanto agoniata bandiera a scacchi chiamata salvezza. Che anche quest’anno va sudata fino alla fine.

LASCIA UN COMMENTO

Commento
Nome