EDITORIALE – Programmare adesso, per non sbagliare dopo

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Il presidente della Vis Pesaro, Mauro Bosco (crediti: Il Resto del Carlino)

Ieri si è finalmente conclusa la stagione, delle ultime tre, più travagliata per la Vis Pesaro. Cambio allenatore, cambio di piani da inizio stagione, cambio in dirigenza e cambio di tanti giocatori. Certi scossoni a volte possono provocare dei danni irreparabili, altre, come in questo caso, portano comunque una squadra, composta da uomini veri, a compattarsi e raggiungere l’obiettivo minimo. Quella salvezza che ad inizio stagione quasi si dava per scontata, puntando ad un piazzamento tra le prime dieci, ma che poi con il passare dei mesi è diventata sempre più l’obiettivo vero e concreto dei biancorossi.

Che ora si affacciano alla quarta stagione consecutiva tra i professionisti. Con una certezza, un presidente che sta continuando ad investire (vedi lavori nel nuovo centro sportivo) e vuole alzare l’asticella. Per farlo però occorrono, oltre alle indiscusse risorse, anche gli uomini giusti. Ripartire da chi ha saputo mettere il proprio ego a servizio e disposizione di una causa comune, di chi ha sempre messo la Vis Pesaro davanti a convenienze personali. Ovviamente secondo noi sarebbe un delitto non confermare Di Donato dopo questa stagione, specialmente per quello che ha fatto vedere negli ultimi mesi. Dove ha trovato dei giocatori disposti a buttarsi nel fuoco insieme a lui.

Questa salvezza ha portato in dote anche tanti contratti che si prolungheranno anche per il prossimo anno e non solo. Per gestire la situazione Bosco ora si starebbe guardando intorno, cercando un profilo esperto da inserire in dirigenza. Direttore generale, sportivo o responsabile area tecnica. Chiamatelo come volete, ma serve. In questo senso nelle ultime settimane sarebbero avvenuti diversi colloqui, e allo stadio sono stati visti professionisti come l’ex Stefanelli o Fabrizio Salvatori. Gente di calcio.

In questa settimana se ne dovrebbe sapere di più sul futuro del mister, dello staff e della nuova dirigenza. Perché Bosco, nei suoi primi due anni di presidenza, ha già sperimentato gli effetti di una programmazione tardiva. Il primo anno a causa del suo arrivo ad Agosto, il secondo per il Covid-19. Oggi invece c’è tutto il tempo di programmare, e farlo bene. Quello che la piazza si aspetta dopo un’altra salvezza meritatamente costruita sul campo.

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