EDITORIALE- Questa Vis Pesaro è viva e rabbiosa per il derby

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Vis Pesaro, bello l'abbraccio della squadra. (crediti: Vis Pesaro 1898)

Padova-Vis Pesaro, finisce 5 a 3. Un risultato che non basta a spiegare quello che è stato il match dell’Euganeo. Una partita anomala, ricca di contraddizioni, lampi ed errori. Da entrambe le parti. Colpi di genio, colpi di sole. Giocatori e arbitri, scegliete voi a chi attribuire le due definizioni.

La Vis Pesaro esce sconfitta, con il pieno onore delle armi. Come quei gladiatori che a volte ci rimanevano secchi dentro al Colosseo. Consapevoli che affrontare una tigre a mani nude non è mai impresa semplice. La tigre è raffigurabile nel Padova, formazione ricca di talenti e giocatori fuoriserie. Le mani nude sono rappresentate da un inizio di gara horror, a cui si sono aggiunte delle decisioni arbitrali che dire penalizzanti sarebbe un eufemismo. Bene per lo spirito, la garra, la rabbia e la voglia di strappare un risultato. Male per un certo tipo di organizzazione, vedi fase difensiva. Vedere un certo Farabegoli in panchina per la seconda partita di fila fa un certo effetto. Uscire sconfitti da Padova era anche pronosticabile al fischio d’inizio. Scontato ad inizio ripresa, sul 4-1. Magicamente incerto dopo la doppietta di un ispiratissimo De Feo. Deludente realtà al triplice fischio. Ma andiamo con ordine.

Tre gol subiti in 20 minuti. Poi Gennari e De Feo ispirano la possibile rimonta. L’ennesima svista chiude i giochi a dieci dal termine

Mister Di Donato scende in campo con una formazione audace ma allo stesso tempo rimaneggiata. Confermata la difesa a 4 con Gennari e Lelj, sugli esterni Eleuteri e Stramaccioni. In mezzo al campo un Pezzi in sofferenza sul lato fisico, con Di Paola e D’Eramo da mezzali. Davanti, viste le assenze di Ettore Marchi e Francesco Marcheggiani, spazio a Bismark, un esplosivo Cannavò ed un De Feo con il sangue agli occhi. Pronti via, subito black out. Ronaldo stende da dietro D’Eramo a centrocampo, l’arbitro a due passi fa segno di proseguire e il centrocampista padovano si invola verso la porta di Bastianello. Fase difensiva imbarazzante sulla transizione negativa e il numero 10 brasiliano spedisce il primo tiro della partita in gol. Siamo al terzo minuto, la Vis Pesaro è già sotto.

Forcing Padova e raddoppio che arriva al 17esimo. Hraiech mette dentro una palla semplice dalla destra. Difesa biancorossa immobile e Nicastro tutto solo stacca in area battendo un Bastianello che si ritrova la seconda palla in gol dopo aver subito due solo due tiri.

Il tris del Padova arriva tre minuti più tardi. Al ventesimo. Ronaldo stende ancora Cannavò in mezzo al campo, l’arbitro lascia inspiegabilmente di nuovo proseguire e il numero 10 padovano lancia lungo pescando Nicastro che scappa via a Lelj. Gennari prova a chiudere ma l’attaccante biancoscudato è più rapido e beffa Bastianello con un tiro a incrociare dalla destra.

Tutto quello che è successo basterebbe per abbattere perfino un toro in corsa. Ma la Vis Pesaro no. I biancorossi di Di Donato smaltiscono la botta e cercano di riprendersi. Affidandosi ad un De Feo in versione tuttocampista. La fiaccola della speranza si riaccende al 45+1. Quando Pezzi calcia un gran corner a giro e pesca la testa del solito Mattia Gennari che insacca lasciando immobile Vannucchi. La Vis Pesaro è ancora viva, si val al riposo sul 3-1.

“Nell’intervallo ho detto ai ragazzi di continuare a giocare, ho visto un Padova che ha giocato la seconda frazione di rimessa”. Queste le parole del tecnico Di Donato al termine della gara. E’ vero il secondo tempo è stato di gran lunga più positivo. Ma ci sono ancora troppe leggerezze e insufficienze che contro squadre come il Padova che alla fine si pagano. Il 4-1 è frutto di un’uscita killer in possesso palla di Pezzi, che perdendola ha concesso a Bifulco un comodo slalom tra le maglie pesaresi. Il tiro debole e “rimbalzante” ha di nuovo beffato un Bastianello decisamente in giornata no.

Poi la magia. Un indiavolato De Feo scarica in area su Cannavò che è bravvisimo a girarla di sponda sempre a De Feo. Il folletto biancorosso non ci pensa due volte e lascia partire un sinistro secco dritto in porta. 4-2, la Vis Pesaro è viva per la seconda volta.

Due minuti più tardi sempre Cannavò viene steso in area, ad onor di cronaca con un contatto dubbio (contro i 3 gol locali viziati da altrettanti falli), ed è rigore. Un glaciale De Feo spiazza Vanucchi e apre al miracolo.

Gli ultimi 20 minuti sono tutti ad arrembaggio Vis. Entrano Benedetti, Giraudo, Nava e Blue e la squadra cambia pelle. Trovando freschezza e stimoli rinnovati. Vis Pesaro che per poco non raggiunge il pareggio con Benedetti da fuori ma deve capitolare all’ennesima svista. Sempre lo stesso Benedetti è trattenuto in area vissina e non può arrivare su Curcio che da fuori calcia all’angolino. 5-3. Game Over all’Euganeo. Sul finale espulsi anche il tecnico Di Donato e il team manager Peroni.

Ripartire dalla rabbia. Adesso arriva il Fano. Solo vincere

Non è stata una sconfitta come quella della stagione passata. Un 4-0 senza appello. Qui si è arrivati pure alla Cassazione, ma non è bastato. Ripartire dalla voglia, su tutti quella di un grandissimo De Feo. La prestazione c’è stata, anche se i 5 gol presi che portano il conto a 23 totali sono decisamente troppi e vanno cancellati. Di Donato lo aveva detto. Voleva giocarsi la sua partita, senza mettere pullman davanti alla porta soltanto perché di fronte hai i candidati alla Serie B. La Vis Pesaro ha preso i suoi rischi, ha pagato un conto salato, condito anche dalla direzione di gara. Ma ha fatto vedere di essere viva. Quello che chiedono sempre i tifosi. Adesso arriva il Fano. Vietato sbagliare. Solo vincere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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