EDITORIALE -Se non riesci a vincere il derby, allora non perdere

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I giocatori della Vis Pesaro nel derby numero 102 contro il Fano (crediti: Vis Pesaro)

Finisce in parità il derby numero 102 della storia tra Vis Pesaro e Fano. I biancorossi al Mancini non vanno oltre il segno x riuscendo a recuperare lo svantaggio iniziale con una rete del MVP di giornata Niccolò Gucci. Il risultato, che è maturato in un match fatto di folate, che ci si poteva anche aspettare. Non quello desiderato ovviamente, tutti speravano e credevano in una vittoria che avrebbe messo un solco nella lotta salvezza.

Così non è stato, per diversi motivi, e i biancorossi si sono dovuti accontentare del punticino. Che, soprattutto ad inizio Aprile, non è mai da buttare. La vittoria del Legnago, su cui ha messo la firma anche l’ex Vis Grandolfo, sul Cesena proietta i biancorossi a +3 sulla zona play-out. Bene il pareggio in extremis della Virtus Verona che tiene il Carpi ad una sola lunghezza di vantaggio sui pesaresi. Si accorcia il margine, ma le partite rimaste diventano 5. Punti che scottano, la Vis potrà dare la sterzata finale già nelle prossime due. Quando affronterà Imolese in casa e Arezzo fuori. Lì si decide il destino di questa stagione.

Derby con paura da tutte e due le parti, la sconfitta di Trieste ha insegnato qualcosa

Lo ha riassunto anche Di Donato questo concetto nel post-partita: “Ci sono certe partite dove magari subentra anche un po’ di paura, allora se non si riesce a vincere va bene anche non perdere“. Ed è andata esattamente così. Non che la Vis non ci abbia provato, lo spirito è stato sempre combattivo e improntato su un grande agonismo, ma è venuta meno quella qualità tecnica nei passaggi decisivi. Tolto il magnifico assist di D’Eramo, un cioccolatino recapitato sulla testa di Gucci bravo a smarcarsi in area. Su quella palla c’era scritto “spingimi” ed è stato vitale riportare il match in parità già nel primo tempo. Il gol subito, in posizione di almeno dubbio fuorigioco, viene da un errore in costruzione da cui il Fano ha tratto il massimo vantaggio.

La Vis Pesaro non è riuscita ad essere appieno Vis Pesaro. Perlomeno nelle idee proposte da Di Donato. Il suo è un calcio, passateci il termine, “kloppiano” fatto di verticalizzazioni (basse o alte) improvvise e veloci e poco possesso palla. Il Fano si è messo dietro la linea del possesso ed ha lasciato il pallino in mano ai biancorossi. Che non hanno saputo incidere quando avevano il predominio del campo. Il classico “braccino” che può capitare. Soprattutto in una partita che la piazza non voleva mai perdere. E così non è stato.

Nel mezzo ci sono stati segnali positivi e negativi. Sicuramente una prova da incorniciare per Gelonese, D’Eramo, Carissoni e Gucci. Il primo ormai è diventato come la nave incagliata nel canale di Suez. Non si passa li in mezzo, meglio provare altrove. Benissimo anche D’Eramo, peccato per l’infortunio, e Carissoni. Sulla fascia destra hanno creato, giocato e convinto. Gucci semplicemente “el hombre del partido” per il gol che è valso il pareggio contro la sua ex.

Di Donato in settimana dovrà lavorare principalmente su una cosa. Coinvolgere al meglio tutto il pacchetto avanzato che ha a disposizione. L’unico reparto che attualmente è affollatissimo con zero infortuni e tanta voglia di incidere. Lazzari, De Feo, Germinale e Pannitteri sono tutti giocatori di qualità e categoria che possono e devono trovare più minutaggio per essere decisivi. Dietro a Gucci, Marchi e Cannavò che sono quelli che in attacco hanno tirato di più la carretta. C’è abbondanza, servirà anche il coraggio per coinvolgere quanti più elementi possibili. Chi sta meglio. Contro l’Imolese è la partita giusta per rivedere la Vis Pesaro formato carro armato. Intensità, coraggio e verticalizzazioni. Per chiudere una volta per tutte il discorso salvezza.

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