EDITORIALE- Squadra e allenatore, il resto non conta niente

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Daniele Di Donato con Luca Gelonese. (crediti: Vis Pesaro 1898)

Che gioia! E siamo davvero contenti di scriverlo. Pur consapevoli che in casa Vis, per un motivo o per l’altro, non si respira ancora aria di festa. La vittoria di ieri contro la Feralpi è stata un gioiello da incastonare in una stagione dalle mille difficoltà per Di Donato e i suoi uomini. Difficoltà che probabilmente resteranno, ma qualcosa è cambiato. Ieri si è avuta la prova finale che tutta la squadra è con l’allenatore. Non che ci fossero dubbi, ma ieri al Benelli i biancorossi hanno giocato e dominato una gara con il sangue negli occhi e la bava alla bocca.

Di Donato ha continuato con la sua buona abitudine, che ha da circa un mese, di mettere in campo la formazione migliore il giorno della partita. Gioca chi merita, meno calcoli su contributi under o frattaglie varie, e lo spirito si è visto. Finalmente una squadra che oltre l’organizzazione, l’aver limato errori tecnici individuali, ha trovato anche tanto coraggio. Giocando con una difesa a 3 molto alta, pressando la prima costruzione avversaria e costringendo la Feralpi a pensare a difendersi più che ad attaccare.

Il risultato del campo è un 2-0 che sta pure stretto. Tante le occasioni ad inizio, durante e nel finale di gara per i biancorossi. Se la Vis ne avesse fatti 5, per chiunque abbia guardato la partita, non ci sarebbe stato niente di cui meravigliarsi. Alla fine le statistiche dicono tanto a poco in favore della Vis. Sul piano del gioco e delle occasioni. Bertinato completamente inoperoso, ma con i piedi ha già fatto vedere di essere un’arma in più quando si decide di costruire dal basso o di superare la prima pressione avversaria. I tre, poi quattro con l’ingresso di Brignani nella ripresa, centrali perfetti. Con una menzione particolare per Manuel Ferrani. Quanto mi piace un difensore così. Oltre al gol ha messo in campo una prova di esperienza, carattere e precisione totali. Aspettando anche il ritorno di Mattia Gennari per un reparto che diventerebbe ancora più competitivo.

Gli esterni anche loro al limite della perfezione. Ennesima grande prova di Federico Giraudo, molto buono anche Carissoni sulla destra. Bene, anzi benissimo tutti i centrocampisti. Migliore in campo quel Kevin Cannavò che sta dando all’attacco pesarese quella imprevedibilità che forse è mancata fino ad ora. Ma la bella notizia è un’altra. Tutta la squadra è con l’allenatore. Emblema quell’esultanza di Manuel Ferrani sul 2-0. Corsa sotto la laterale dove c’erano i compagni in tribuna, tra infortunati e fuori rosa. Corsa impazzita anche di Daniele Di Donato che abbraccia i suoi uomini e alza il pungo verso chi guarda dalla tribuna.

Questo è un gruppo, questo è quello che i tifosi vogliono vedere dalla propria squadra del cuore. Poi si può vincere, perdere o pareggiare. Ma tenete intatto questo spirito. Perché per un obiettivo come la salvezza, che a Pesaro è troppo importante, contano due cose: squadra e allenatore. Il resto sono solo chiacchiere e calcoli strani che hanno poco a che fare con lo sport. Gioca chi merita, bravo mister! In attesa di rivedere in campo anche altri tasselli fondamentali del tuo scacchiere. Lazzari, Gennari, Marchi e De Feo che tra infortuni, squalifiche e decisioni “da cui non si torna indietro” non erano tra i convocati. Hai saputo ottenere il massimo con quello che avevi a disposizione. Zero alibi, tanta professionalità. 

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