EDITORIALE- Un’impresa diversa, ma non meno importante

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Cesena
La pennellata di Di Paola su punizione (foto Cesena FC)

L’avevamo battezzata così. Il giorno prima di Cesena-Vis Pesaro. Serviva “un’impresa diversa, ma non meno importante” volendo fare un parallelismo con i biancorossi che nella stagione precedente avevano battuto i romagnoli sempre al Manuzzi, ma quella volta con 8mila spettatori presenti. Ieri la Vis Pesaro di Daniele Di Donato ci è riuscita, ed è giusto che venga celebrata come merita. Consapevoli che ora i punti sono trenta e le partite che rimangono da qui alla bandiera a scacchi restano 9. C’è ancora un bel po’ di strada da fare prima di potersi dire “al sicuro”. Ma non sarà una salita ripida, perché i 7 punti nelle ultime 3 giornate hanno proiettato i biancorossi a pochi passi dal gruppone formato da Carpi, Gubbio e Fermana.

Bene così, già tornare a guardare più chi ci precede che chi sta dietro può considerarsi un bel passo in avanti. Tutto di mentalità. Come ha fatto questa squadra. Partendo da una batosta incredibile, il 3-2 all’ultimo respiro di Trieste, è riuscita piano piano a crescere partita dopo partita. Quella batosta ha delineato un punto. Dal quale si è sempre fatto meglio, passando dalle sconfitte (Perugia) al pareggio di Gubbio fino alle due grandi vittorie consecutive tra Feralpi e Cesena. 7 punti nelle ultime tre, dopo aver perso tre partite di fila. Il cambio radicale c’è stato, Di Donato ha saputo imporre a questa squadra una sua amalgama fatta di un’identità forte e riconoscibile. Il “3-5-2 coraggioso”.

Altra prova maiuscola, Cesena sfinito ai fianchi e colpito con due ganci da ko tecnico

La Vis Pesaro che ieri si è presentata a Cesena è soltanto una versione ancora migliore di quella vista già da qualche settimana. Da Trieste dicevamo. Di Donato ha trovato il suo modulo, gli interpreti lo seguono è c’è anche la caratteristica di coinvolgere quanti più elementi possibili. Che spesso si rivelano decisivi entrando dalla panchina. Pur mantenendo un 11 iniziale che ormai è ben delineato. Si è rivisto in campo Nava dal primo minuto, spostato a sinistra complice la squalifica di Giraudo. Ejjaki alla sua seconda consecutiva da titolare dopo settimane in naftalina. Tessiore che entra in campo ad inizio ripresa da mezzala e quattro minuti più tardi è subito decisivo.

Dopo un primo tempo passato a difendere con ordine e provare a pungere in contropiede i biancorossi entrano dagli spogliatoi con un’altra gamba. Alzando ancora di più una già buona intensità ma soprattutto alzando ad un livello superiore il tasso tecnico delle giocate. Dalle più concrete, come la prima circolazione sul pressing avversario, alle più studiate situazioni offensive. E’ ancora un calcio piazzato, il 19esimo gol sui trenta totali, a mandare la Vis in vantaggio. Procurato da Tessiore e realizzato da un Di Paola che ormai non commentiamo più. Lo avevamo già detto a dicembre, livello superiore. Fortunati ad averlo per questa lotta salvezza.

Ha funzionato la porta, la difesa e soprattutto gli esterni. Nava e Carissoni due tra i migliori in campo insieme a Di Paola. Il raddoppio è proprio un assist di livello superiore di Carissoni per Nava. Che segue la palla con gli occhi e stacca in testa al suo avversario prendendogli almeno 30 cm. Di rabbia e di voglia, per metterla sul due a zero, per segnare la sua seconda rete in maglia Vis Pesaro. Il resto è accademia e poco altro, un palo del Cesena nel primo tempo (dopo un buon tuffo di Bertinato) e un gol annullato già prima che la palla finisse nelle porta del portiere verdeoro.

Il gol del definitivo 0-2 firmato Valerio Nava (crediti: Cesena FC)

Si è saputo anche soffrire. Si è anche incassato ma senza mai andare a terra. Per la Vis hanno deciso il ko due ganci ben guidati da un tecnico che ha messo l’anima per questa squadra. Chi l’ha vista su RaiSport avrà sentito almeno 40 “Bravo!” partire dalla panchina Vis verso chi era in campo. Sempre sul pezzo, sempre compatti. Con questo spirito da battaglia si va distante.

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