EDITORIALE- Vis Pesaro bella ma evanescente, ancora c’è da lavorare

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Il tecnico della Vis Pesaro, Giuseppe Galderisi, prima di Vis Pesaro-Triestina (crediti: Vis Pesaro 1898)

Vis Pesaro-Triestina, sconfitta amara. Per come è arrivata, per l’atteggiamento combattivo dei biancorossi, perché, dobbiamo dirlo, questa è la più immeritata delle tre. A livello di Modena parlando di palle gol create, forse si è giocato perfino meglio. Alabardati che si presentano al Benelli in piena emergenza -9 i calciatori rimasti a Trieste- e vincono di catenaccio e ripartenze. Vis Pesaro in crescita sul piano del gioco, per la prima volta con il 3-5-2, ma che non riesce mai a concretizzare nemmeno una delle tante occasioni prodotte.

Poi succede che allo scadere della prima frazione Ciccio Lodi dai 30 metri pesca di destro, sottolineiamo destro, l’esperto Litteri in area. Che approfitta delle carezze di Brignani e con grande esperienza beffa un Bastianello troppo rigido sulla linea di porta. Questa l’estrema sintesi, ma c’è stato di più. Nel mezzo un Benelli che si è riempito parzialmente, nei suoi 439 abbonati, ed è già qualcosa. Ma è mancata quella magia della Prato, rispettiamo ovviamente le decisioni dei gruppi ultras che hanno deciso di rimanere al di fuori dello stadio.

Il primo tempo: Marchi due volte vicino al vantaggio, che beffa allo scadere

La prima sorpresa arriva alla lettura delle formazioni. E’ un 3-5-2 il modulo scelto dal tecnico Galderisi. In panchina Lelj e Farabegoli. In difesa spazio al fianco di Gennari a Brignani e Stramaccioni. Centrocampo che ha visto un Pezzi in difficoltà, soprattutto nella ripresa, ricoprire il suo terzo ruolo in stagione. Mediano puro a fianco di due mezzali (Gelonese e Benedetti), dopo che si era presentato come terzo di difesa e aveva giocato come esterno di centrocampo. Sulle catene molto buona la prova di Eleuteri a destra, e il nuovo arrivo Giraudo sulla sinistra (premiato da noi di SoloVisPesaro come MVP).

Davanti spazio all’inedita coppia De Feo-Marchi. La prima palla ghiotta arriva proprio sui piedi del numero 7, che al limite dell’area piccola va giù dopo un contatto da dietro. Cadendo il suo tiro colpisce anche il palo esterno. L’arbitro a due passi dice no, non è rigore e si continua. Eleuteri ancora scatenato sulla destra mette in mezzo per De Feo, che di tacco non riesce a impattare. Gelonese che in area infastidisce un Marchi tutto solo. Vis Pesaro che nella prima mezz’ora è assoluta padrona del campo. 

La Triestina riesce però a non scomporsi ed ha il pregio di andare in vantaggio dopo 40 minuti in cui ha subito la costante pressione pesarese. Roba non da poco.

Il secondo tempo: perdite di tempo alabardate e lanci lunghi, mix letale per i biancorossi

Nella seconda frazione gli ospiti fanno esattamente la gara che volevano. Vis Pesaro che parte rabbiosa, ma viene contenuta senza particolari affanni a parte un legno colpito da un indomito Marchi e un miracolo di Offredi sulla botta sicura di De Feo da due passi. Alabardati che si lasciano andare a perdite di tempo e gioco maschio, Vis Pesaro che perde le geometrie e inizia un lento declino alla filosofia “lancia su, che ci pensa Gesù”. Ma evidentemente non è bastato. Galderisi decide a venti minuti dalla fine di mettere Bismark per De Feo, pochi minuti più tardi doppia sostituzione. Fuori i due esterni, autori di una grande prova, dentro Nava e Tessiore. A dieci dal termine spazio anche a Marcheggiani, al posto di uno stremato Benedetti.

La Triestina è riuscita a portare a casa una vittoria di “sghetto”, come si dice dalle nostre parti. Fatta anche di furbizia ed esperienza. Vis Pesaro che non è riuscita a ribaltare la quinta gara su sei in cui è passata in svantaggio. Ed ora la classifica dice 5 punti, zona play-out. Il paziente è vivo, ma deve lavorare tanto. Per limare, “alzare la qualità” come ha amato ripetere in queste settimane l’allenatore. Per far si che su 5 occasioni pulite in area, almeno una vada dentro. Per poi non dover avere rimorsi. Chi ha visto la partita ha notato impegno e dedizione, che sono anche valsi l’applauso dei tifosi a fine match. Ma serve di più. Adesso è tempo di fare le valigie ed andare a Perugia, in una partita che definire complicata è sicuramente un eufemismo.

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