EDITORIALE- Vis Pesaro, ti abbiamo aspettato: sei arrivata e sei stata bellissima

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Vis Pesaro, i calciatori biancorossi si abbracciano dopo una rete, (crediti: Vis Pesaro 1898)

Chiamatela la partita dei sogni. Per chi vi scrive, che ha avuto la fortuna di esserci allo stadio, sicuramente una partita indimenticabile. L’unico rammarico, gli spalti vuoti. Provando ad immaginare come sarebbe potuta essere con i tifosi sugli spalti. Un tripudio biancorosso, una remuntada storica, contro una formazione che fino a qualche anno fa se la vedeva contro Juventus, Milan e Inter. Un 3-2 di grinta, carattere, coesione. Una formazione che risorge dopo un inizio disastroso. Una squadra che diventa finalmente squadra, come la farfalla dal bruco. Merito anche delle scelte drastiche, ma efficaci, del presidente Bosco. Merito a chi è arrivato per ultimo, da Di Donato a Manuel Di Paola, di aver stravolto vecchi meccanismi. Questo è soltanto l’inizio. Ti abbiamo aspettato Vis, ci hai fatto veramente emozionare come bambini al luna park.

Ma Vis Pesaro-Carpi è stata anche le partita delle polemiche e di un gesto, questo si, veramente antisportivo. Il portiere ospite Rossini che negli ultimi minuti di gara spinge a terra il raccattapalle “reo” secondo lui di metterci troppo nella riconsegna del pallone. Di antisportivo c’è stato solo questo. Siamo stati abituati, in questi ultimi 3 anni, a squadroni che venivano al Benelli per non giocare l’ultima mezz’ora. Quindi la morale alla Vis Pesaro è difficile farla.

Il portiere del Carpi in serata ha cercato di metterci una pezza, scusandosi pubblicamente sui social con il ragazzo. Ma la parte bella della storia è un’altra. Lazzari, da leader assoluto, si è precipitato a difendere il raccattapalle. Senza però avere un contatto fisico con gli avversari. Espulso anche lui, gesto da grande persona. Perché anche, e soprattutto un giovanissimo biancorosso, va protetto. A fine partita poi regalargli la maglia ha chiuso il cerchio.

La partita: montagne russe al Benelli. Apre Cannavò, Biasci firma la doppietta, poi ci pensano D’Eramo a Di Paola a regalare la gioia assoluta

Parlare della partita è anche riduttivo. Oltre al grande carattere si è visto anche un upgrade a livello di gioco e occasioni create. A Di Donato e il suo staff andava concesso solo tempo. Troppo poche le prime 3 partite in una settimana per esprimere un giudizio. E questo tempo è stato fatto fruttare. Al massimo. In primis nella testa, soprattutto dei “senatori”. Che hanno finalmente preso per mano la squadra facendo esprimere al meglio anche gli under. Una vittoria di tutti, giovani e grandi. Uno spirto da cui ripartire per puntare a grandi cose.

Nei primi minuti è chiara la superiorità a centrocampo della Vis Pesaro. Pezzi da mediano mette sul campo una prova da incorniciare. E -tra parentesi- rivedendo le immagini il fallo da rigore sembra iniziare decisamente fuori area. Le mezzali sono la rivelazione. Di Paola ed Ejjaki, poi uscito per infortunio, dominano il campo. Il primo gol arriva proprio così: Di Paola sventaglia sulla destra, pesca Ejjaki che lascia partire un cross tagliato, da altra categoria. Cannavò è un falco e da solo incorna la rete dell’uno a zero.

Ci sarebbe anche la possibilità di andare sul doppio vantaggio, ma lo stesso Cannavò mette fuori di testa un pallone d’oro scodellato da un Brignani in un’inedita ma positiva partita da terzino destro. Poi il Carpi approfitta di una doppia debolezza difensiva. Prima su piazzato con Biasci che stacca solo in area e infila Bastianello, la seconda su un calcio di rigore nato per un errore di posizionamento della retroguardia. 1-2 all’intervallo, sembrano riaffiorare i fantasmi del passato.

Ma questa squadra ha dimostrato così di esserlo. Giocando a mille tutta la seconda frazione. I cambi hanno dato la spinta che serviva. Su tutti D’Eramo e Lazzari. Il primo per la rete, il secondo perché vedere a Pesaro un giocatore così è una fortuna per pochi. Un danzatore del pallone, che quando tocca la sfera compone una sua particolare sinfonia. Un incanto per gli occhi. Vis anche solida e concreta, andando prima a pareggiarla -scodellata di Pezzi, torre di Marchi e estirada di Michael D’Eramo- e poi a vincerla. Sempre pezzi mette in mezzo un corner, palla che arriva verso Di Paola che si coordina e spedisce un bolide sotto la traversa. Il gol del destino. Suo, che non giocava da più di un anno, e della Vis Pesaro. Una partita bellissima, rimonta storica. Di quelle che non si scordano. Cara Vis, ti abbiamo aspettato e sei stata bellissima. 

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