Dagli esordi al 1938: tra i tornei federali e la Roma in Coppa Italia

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Vis Roma
Vis Pesaro-Roma 0-4 (Coppa Italia 1938/1939)

Leggenda biancorossa. Un titolo istintivo, umorale, viscerale. L’impulso a scavare nei meandri della storia biancorossa. Quella perfettamente inserita in una storia sociale del calcio italiano: pallone e andamento demografico, tifo ed economia, tackle e politica. A supportare il nostro tentativo di ricostruzione un gruzzolo di fonti, a partire da quel “Cento Anni di Vis” (Aa.vv, 2000)  che è supporto insostituibile per chi voglia approcciarsi al lungo capitolo vissino. Quella che troverete è una serie di articoli corredati di foto, insostituibile veicolo di memoria. Per questo vi chiediamo di inviarci foto, articoli di giornale e qualsiasi altro contenuto di vostro interesse relativo alla storia biancorossa all’indirizzo mail alle nostre pagine Facebook/Instagram.

PRIME SQUADRE, PRIMI CAMPI, UNA SFIDA COL FANO

Partiamo da una data: sabato 9 maggio 1915.  Giorno in cui si ha notizia del primo match di football nel territorio pesarese. A darne comunicazione è l’edizione del 15 maggio del periodico (settimanale) repubblicano “La sveglia democratica” di Mario Paterni. Nel cuore della piazza d’armi di Soria (Campo di Marte) si sfidano il Pesaro F.B.C e la Juventus FBC di Fano. Un derby ante litteram, peraltro terminato in parità (1-1). Ogni giocatore provvede alla propria divisa e questo fa sì che venga disatteso il colore bianco-celeste, quello scelto dalla società rossiniana. “Camicia bianca con colletto alla Robespierre, allora di moda, e calzoncini bianchi“, unito all’assenza di parastinchi e scarpe adatte all’occasione (ad eccezione di due militari): questo l’armamentario. Tra i giocatori in campo anche quel Scipione Ricci che nel corso di un’amichevole proprio coi cugini fanesi si accorse del loro utilizzo di un dodicesimo uomo. A Pesaro sono numerose le squadre presenti, capaci di dividersi tra il Piazzale Carducci, il manto del secondo Reggimento artiglieria (vicino alla stazione ferroviaria) e quello di zona Condotti. Intanto l’8 aprile 1923 Bendandi (26 gol) e compagni sconfiggono l’Hesperia Ancona per 3-0, avvicinandosi al titolo regionale Ulic.

1927: L’ESORDIO NEI TORNEI FEDERALI

La stagione 1926/1927 vede la Società ginnastica Vis fare l’esordio nel campionato regionale di Terza Divisione, cogliendo il quarto posto finale. Sei le avversarie: Ss Jolanda Ancona, US Borghetto Ancona, US Osimo, US Tolentino, US Sambenedettese, Sc Vigor Ascoli. L’esordio del campionato 1927/1928, preceduto dall’appello alla partecipazione de “L’Ora”, è di quelli positivi: il CS Loreto viene battuto per 3-1. Eppure, al netto della vittoria nel gruppo A (le squadre sono divise in due gironi), il finale è amarissimo, col Tolentino capace di imporsi per 7-1 in finale sul neutro di Ancona. Se la sezione atletica della polisportiva primeggia, nell’annata successiva i calciatori biancocelesti devono ancora cedere al Tolentino, questa volta ai supplementari. Cremisi indigesti. Intanto nel 1927 il campo di gioco diventa quello che poi diventerà il “Tonino Benelli”, complice l’iniziativa dell’imprenditore edile Romolo Riffelli.

LA SERIE C E LA ROMA IN COPPA ITALIA A BORGO PANTANO

Gli anni passano, le stagioni pure. Fino al 1928, quando nasce il Vis Foot Ball Club, sezione pedatoria della Società ginnastica Vis. In quella società lascia il segno Bruno Bedosti, capace poi di spiccare il volo verso Padova e Verona. Dopo due campionati comunque condotti ad alto livello, la società rimane inattiva per altrettante annate, per poi ripartire nel 1932 con la denominazione Società Sportiva Vis Pesaro. Così accade anche nel biennio 1933-1935. La ripartenza tra Prima Divisione Marche (prima) ed Emilia Romagna (poi) è il preludio all’ambita ammissione in Serie C del 1938, inserita della Federazione anche per compiacere i tanti sportivi pesaresi. Gli avversari sono di grido: tra questi il Cagliari, battuto a Borgo Pantano per 2-1 con le reti di Cottafavi e Gnocchi. A fine stagione la Vis si piazza al quarto posto (27), dietro a Maceratese (40), Civitavecchia (33) e Terni (28). Impossibile da dimenticare il capitolo Coppa Italia, con le sconfitte rifilate nell’ordine a Sambendettese (8-1), Jesi (1-2), Fano (1-0) e Pisa (1-0). Poco importa se nei sedicesimi di finale la Roma s’impone a Pesaro per 0-4, schierando in porta quel Guido Masetti che in maglia giallorossa strapperà qualcosa come 338 presenze in Serie A.

Vis Urbino
Vis Pesaro-Urbino 31-0 (Coppa Italia 1937/1938) – Grazie a Gianluca Baffioni

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