Flavio “The Sniper” Lazzari alla carica di questa Vis Pesaro

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Il numero 10 Lazzari, che ha raccolto l'eredità di leadership di Lorenzo Paoli alla Vis Pesaro

Finalmente. Grande gioia, grande liberazione. I primi tre punti in trasferta per la Vis Pesaro di mister Daniele Di Donato sono ossigeno puro, come abbiamo raccontato ieri, ma anche tanto di più. Diciamocelo chiaramente: una vittoria in rimonta, dopo un errore grossolano a fine primo tempo, lottando con le unghie e con i denti nel finale, era quello di cui tutta Pesaro aveva bisogno. C’è ancora tanto da lavorare e da migliorare, ma un week-end così era da tanto, troppo tempo, che lo aspettavamo. E allora godiamocelo. Consapevoli che domenica prossima, contro l’Arezzo, sarà un’altra battaglia tutta da vivere.

Non parliamo della partita in sé, ma dei suoi protagonisti. Nel bene e nel male, questa è la Vis Pesaro di Flavio Lazzari. Il numero dieci, da tre anni quasi sempre decisivo quando è in campo. Gli infortuni, spalla e caviglia, lo hanno sempre limitato. Lazzari si è trasformato nel corso della sua carriera, da un’ala veloce e abile tecnicamente, ad un trequartista di intelligenza e posizione. Un cecchino, da qui il soprannome “The Sniper“.

A Lazzari sono bastate due giocate, più una terza magnifica nel secondo tempo, per forgiare a caldo il suo nome su questa vittoria. Una sforbiciata volante, quasi un vezzo, arrivata dopo una grande incursione di uno scatenato De Feo. Di poco sotto nella classifica MVP di questo match. Un gol del pareggio arrivato dopo una brutta batosta. Collettiva. Un gol subito, “che ci siamo fatti da soli” come lo ha definito Di Donato, ad una manciata di minuti dallo scadere della prima frazione. Tra i “colpevoli” di questa sbavatura, c’era anche Lazzari. Che non si è nascosto nel post-gara: “Dobbiamo essere tutti più attenti, me compreso, su questi palloni. Che rappresentano sportivamente vita o morte per noi“.

La scintilla questa volta è scattata. Reazione di fame e di orgoglio e pareggio arrivato nei primi 4 minuti della ripresa. Da quel momento si è vista una squadra compatta. Vogliosa di lottare insieme e di stringersi per portare a casa la prima vittoria fuori dal Benelli. Molto bene Bastianello, bene anche la difesa con Gennari-Farbegoli-Stramaccioni vista negli ultimi 20 minuti. Benissimo Tessiore, che appena entrato ha recuperato palla e dato il via all’azione dell’atterramento di De Feo in area, con il conseguente cioccolatino dal dischetto di “The Sniper”.

Si è finalmente rivisto il vero Valerio Nava sulle corsie, giocatore che può mettere fisicità, qualità ed anche una certa esperienza al servizio del collettivo. Primo esame del centrocampo senza Enrico Pezzi: bene ma si può fare di più. Alla lunga verranno fuori anche quegli automatismi tra rottura (Gelonese) e impostazione (Di Paola) con la mina vagante Michael D’Eramo. Il baby Cannavò è apparso convinto e preciso, Bismark ci ha messo del suo nella lotta senza quartieri del finale. Ispirati anche Ejjaki e Pannitteri quando sono stati chiamati in causa per entrare.

Questa è stata la vittoria del gruppo. Della voglia di vincere. Ma va già dimenticata da domani. Dicembre non è ancora finito e 15 punti in classifica, per quanto facciano respirare, sono ancora troppo pochi per dirsi al sicuro. “La continuità deve essere l’ABC del nostro percorso“, parola di Flavio “The Sniper“.

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