Galderisi vs Di Donato: le due Vis Pesaro a confronto

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I due allenatori della Vis Pesaro a confronto (crediti: Vis Pesaro 1898).

I numeri non mentono mai, è vero. Specialmente nel calcio dove il gioco è ridotto a statistica e l’emozione a classifica, giudice imparziale. Ma c’è di più e proveremo ad analizzarlo nel confronto tra i due allenatori che si sono passati il testimone in questa prima parte di campionato della Vis Pesaro. Giuseppe Galderisi, esonerato al termine dell’8ª giornata, e Daniele Di Donato, tuttora in carica. Ovviamente, faremo riferimento alla sola annata 2020/21. Il pareggio ottenuto da Nanu contro la Fermana in quella che si è rivelata l’ultima gara della scorsa stagione – con tutt’altra rosa e condizioni – non può avere valenza statistica.

I NUMERI (NON MENTONO MAI)

Partiamo dai dati, dunque, dove regna l’oggettività. L’unica differenza sta nel numero di partite disputate dai due tecnici: 8 per Galderisi, 9 per Di Donato.

GALDERISI – Nanu non è riuscito ad andare oltre la media di 1 punto a partita (8 in 8 turni). Tra l’altro, media risollevata in extremis grazie alla vittoria nell’ultima gara della sua gestione (1-0 al Gubbio). Stesso ruolino di marcia per quanto riguarda i gol realizzati: sempre 8, uno a partita. Cifra che allora valeva il non-primato di 6° peggior attacco.

Sono invece 2 sia le partite in cui la sua Vis Pesaro non è andata a segno (0-0 con la Virtus Verona e 0-1 contro la Triestina), sia i match in cui ha mantenuto la porta inviolata (0-0 con la Virtus Verona e 1-0 al Gubbio). Le reti subite? 11, dato da 3ª peggior difesa del campionato fino a quel momento dietro Fano (13) e Arezzo (20).

L’esonero di Galderisi è arrivato con la Vis Pesaro relegata in 16ª posizione, in zona playout, a 1 punto di distanza dal Ravenna appena fuori. Il suo resoconto finale è di 2 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte.

La classifica della Vis Pesaro al termine dell’era Galderisi (calcio.com).

DI DONATO – Al suo posto subentra in corsa Di Donato, che si “guadagna” subito il record negativo di 3 sconfitte consecutive. Poi inizia la rincorsa. Sono 10 i punti raccolti dall’attuale tecnico vissino in questo primo spezzone del suo mandato (1,1 punti a partita). Solo 2 in più del suo predecessore, che ha avuto a disposizione una gara in meno.

Sotto la sua gestione si registra un lieve miglioramento riguardo ai gol segnati (11 in 9 giornate). La Vis Pesaro arriva dunque a quota 19 reti realizzate in campionato, una piccola scalata verso il 9° peggior attacco. Statistica che stona al cospetto delle 5 partite in cui, con il nuovo tecnico, la squadra non è andata a segno. Tutte le 11 realizzazioni sono condensate in 4 giornate.

Ciò che si è rivelata ben diversa è la fragilità difensiva. I 17 gol subiti dalla Vis di Di Donato (praticamente 2 a partita: sono 28 le reti totali incassate) mantengono i biancorossi al 3° posto come peggior difesa dietro Arezzo e Ravenna a 35, ma rappresentano un passo indietro notevole rispetto all’andamento già scricchiolante con Galderisi in panchina. L’unico match in cui la squadra è riuscita a mantenere la porta inviolata è lo 0-0 contro il Fano.

Alla fine, seppur con qualche lampo di luce, Di Donato non è ancora riuscito a schiodare la Vis Pesaro dalla zona playout. La casella occupata è sempre la stessa: la 16ª. A migliorare è solo la distanza dalle altre davanti. Il 13° posto non dista più 3 lunghezze, ma 1 sola. Per ora la marcia del nuovo mister riporta 3 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte.

L’attuale classifica del Girone B di Serie C (calcio.com).

QUINDI, NON È CAMBIATO NIENTE?

Si sa, le statistiche sono piuttosto asettiche. Forniscono la cornice, ma il quadro può cambiare e questo è il caso anche della Vis Pesaro. È chiaro che – nonostante la classifica dica altro – qualcosa tra le due gestioni sia cambiato eccome. Ci sono una serie di variabili da considerare, e la prima è la preparazione.

Quest’estate, la Vis Pesaro ha spesso fatto vanto di essere stata una delle prime società di Serie C a ripartire. Ed è vero. Galderisi e il suo staff hanno avuto quasi due mesi di tempo (dal 3 agosto al 27 settembre) per organizzare la squadra in vista della nuova stagione. Un vantaggio considerevole al cospetto delle 3 partite che Di Donato si è ritrovato a dover preparare in una settimana al momento del suo arrivo. Ereditando una squadra non sua e tutta una serie di problemi legati alla precedente gestione.

Da qui, l’unico punto raccolto nelle prime 3 giornate da Nanu (contro Legnago neopromosso, Ravenna ripescato e Modena) non può avere un peso granché superiore rispetto allo 0 assoluto del primo trittico di partite di Di Donato. Che si è ritrovato contro Cesena (4ª), Sambenedettese (7ª) e Feralpisalò (8ª). Volendo analizzare il cammino della nuova guida tecnica dalla prima vera partita che è riuscita a preparare (3-2 al Carpi), il giudizio sarebbe ben diverso.

D’altro canto, Di Donato può usufruire di un calciatore in più. Uno che poi ha fatto la differenza: Manuel Di Paola. Le due reti dell’ultimo arrivato contro Carpi e Arezzo (entrambi gol vittoria) hanno portato in dote 4 punti. Che vanno a sommarsi a un rendimento sempre sufficiente, costante, di qualità. Una svolta per un centrocampo che pareva smarrito. La domanda che però viene da porsi è la seguente: perché in estate la società non ha cercato un calciatore con le sue caratteristiche?

Ad onor di cronaca, comunque, il calendario dà e il calendario toglie. I tre risultati utili consecutivi raccolti da Di Donato contro Fano, Imolese e Arezzo sono figli di sfide abbordabili e tutte in serie. Gare che la Vis Pesaro avrebbe dovuto vincere – o come minimo non perdere – anche sulla carta, e che hanno agevolato la ripresa finale di questo 2020. Concluso poi malissimo a Fermo. Con Galderisi, eccetto all’inizio, il calendario non era stato così clemente.

Alla sua Vis, però, mancava qualcosa. E forse sta tutta qui la ragione di un esonero arrivato al termine di una vittoria fortunata, l’1-0 al Gubbio. Un progetto tecnico deragliato troppo presto, senza identità, al quale la società ha provato a dare una svolta. Che è arrivata in parte. Fame, determinazione, voglia. Sono queste le parole chiave del nuovo corso targato Di Donato-Bedetti, e qualcosa è migliorato. Ma serve di più.

L’arduo compito che mister e vice avranno per il 2021 sarà quello di creare una Vis Pesaro solida per gioco e caratteristiche. Che possa risultare pericolosa ogni volta che attacca, sicura ogni volta che difende. Che non vada a fiammate, a episodi, che sia sempre concentrata, almeno. Insomma: una squadra convincente. Galderisi o Di Donato che sia, in queste prime 17 partite di campionato non si è visto nulla di tutto ciò.

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