“Kapo vive”, a tre anni dalla sua scomparsa la curva Prato lo ricorda

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Oggi è l'anniversario della scomparsa di Massimiliano Capanna nel 2016

Un altro angelo della Prato volato in cielo. Così tre anni fa la curva della Vis Pesaro piangeva Massimiliano Capanna. Era una domenica mattina e mentre Kapo andava in bicicletta, sua grande passione, per le strade di Corinaldo in provincia di Ancona, cade e viene travolto da una macchina. Una tragedia per tutta la città di Pesaro. Kapo, tifosissimo dei biancorossi, era nato lo stesso giorno della sua morte, 48 anni prima (l’11 settembre del 68). Oggi spegnerebbe 51 candeline.

Nello stesso pomeriggio la Vis Pesaro giocava in casa contro il Pineto. Gli amici della curva lo salutarono con cinque minuti di silenzio e uno striscione. Ma da quel giorno qualcosa tra i tifosi biancorossi è cambiato.

11 settembre 2019

L’11 settembre per tante persone significa caduta delle Torri Gemelle nel 2001, per alcuni colpo di Stato in Chile nel 1973 da parte di Augusto Pinochet, ma per tutti i tifosi pesaresi dal 2016 l’11 settembre ha solo ed esclusivamente un significato: Kapo non c’è più.

“Onoriamo Massi Capanna” è uno dei cori che rimbomba in tutti gli stadi d’Italia ogni domenica. Per tutta la giornata su Facebook tantissimi tifosi hanno condiviso foto di Kapo accompagnate da scritte come: “Sempre presente”, “Kapo vive”, “Ciao Kapo”, “Kapo con noi”.

C’era Capitan Lorenzo Paoli a salutare Kapo sotto la curva Prato (crediti foto Resto del Carlino)

Il compagno di mille avventure Alberto Rossi ci tiene a raccontare aneddoti della sua amicizia con Massimiliano: “Per me era come un fratello. Siamo cresciuto insieme nel campetto della chiesa del Porto. Lui era due anni più grande di me ma la Vis Pesaro abbiamo iniziato a seguirla insieme”. Così dalla loro forte amicizia è nata l’idea del gruppo Porto, un grande senso di appartenenza e la voglia di girare per gli stadi di tutta Italia con la maglietta che indicasse il quartiere.

Kapo c’era a Caserta quando i tifosi pesaresi erano in 8, Kapo c’era a Foggia. Di trasferte ne ha fatte tantissime, dalla periferia alla Sicilia lui c’era. Massimiliano era anche tifoso del Torino e amava tutto il mondo ultras, tanto da essere amico anche con diversi personaggi in giro per le curve. Tre anni fa Massimiliano ha lasciato sua moglie Simona e due figlie, Giulia e Gloria.

I ragazzi del Porto ogni domenica sono presenti in giro per gli stadi con alta la bandiera dedicata a Massimiliano e lo striscione con scritto: “Kapo presente. Undici settembre”. Portano in giro per l’Italia il suo nome e la sua figura. Come se Kapo fosse lì, ogni partita, a cantare con tutta la curva Prato e con tutto il mondo biancorosso. “Per sempre spalla a spalla. Arrivederci Kapo”.

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