La città di Pesaro si merita uno stadio degno per guardare al futuro

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Un modello di come dovrebbe essere lo stadio della Vis Pesaro 1898

A metà maggio nel calcio è sempre tempo per guardare al futuro. Specialmente per chi, come la Vis Pesaro, non deve disputare play-off o play-out per restare in Serie C. Nella settimana in cui il consiglio comunale ha votato all’unanimità il progetto della “Cittadella del Pallone” a Villa Fastiggi, noi vogliamo spingerci oltre. Perché è arrivato il momento, se veramente si vuole crescere, di parlare anche di stadio della Vis Pesaro. Perché il “Tonino Benelli”, e ci dispiace veramente dirlo, in queste condizioni non è un impianto degno per la categoria e la storia calcistica della squadra di calcio cittadina.

Non è solo una questione di numeri, anche se questi poi fanno da padroni nelle scelte, ma di obiettivi. Dove si vuole arrivare con la Vis Pesaro? Qual è il progetto a medio-lungo termine? Bosco da quando è arrivato, nell’estate del 2019, ha parlato di infrastrutture. E Villa Fastiggi è un progetto che va proprio in quella direzione. Il Comune negli ultimi anni ha proceduto mano a mano con la politica delle toppe, per quanto riguarda lo stadio, che francamente non può più essere efficace. Cerchiamo di spiegare il perché.

Un nuovo impianto attirerebbe pubblico, sponsor e interesse. Lo stadio a Pesaro non può essere ancora utopia

Partiamo sempre dai numeri. Attualmente il “Tonino Benelli” è omologato per 2900 posti a sedere. Il che va bene per una Serie C, mentre per la B servirebbe un minimo di 5.500 seggiolini per essere a norma. Partiamo anche dall’aspetto visivo. Lo stadio cittadino non potrebbe essere più brutto e poco attraente di come lo è adesso. Una sola tribuna coperta, una Prato che si divide in “vecchia” e “nuova”. Ovvero una tribuna modulare in acciaio messa davanti a quella che per anni è stato il vecchio settore del tifo organizzato. Che comprende soltanto il “Circolo Amici della Vis” ma che per il resto è inutilizzato e lasciato lì morente.

Anche sulle dimensioni della nuova Prato ci sarebbe qualcosa da ridire. Troppi i 14 gradini in altezza, troppo pochi i neanche 60 mt in lunghezza che prendono poco più di metà del campo da gioco. La soluzione immediata, ideale e a bassissimo costo sarebbe quella di portare l’altezza a 10 gradini (dai 14 attuali) e allungarla di almeno 20 mt per raggiungere gli 80 mt di lunghezza complessiva. Poi magari dotarla anche di una copertura per non costringere le persone a pensare al kway alla prima nuvola domenicale.

Poi ragioniamo per bacino di utenza. E qui viene fuori un potenziale immenso. Pesaro è una città che tocca i 100mila abitanti e che ha avuto, nell’ultimissima era pre Covid, una media di 1500 spettatori per le partite in casa. Troppo pochi, e sicuramente il numero è stato condizionato anche da un impianto sportivo non all’altezza della categoria.

Lo step successivo, dopo aver rimodulato la Prato, sarebbe quello di portare lo stadio ad una capienza di 5500/6500 posti a sedere sviluppando due nuovi settori dietro le porte. Magari chiudendoli con delle curve per realizzare un gioiellino inglese che al momento resta utopia. Ma le potenzialità non mancherebbero, se consideriamo che soltanto nei settori giovanili della città gravitano circa 3000 ragazzi che giocano allo sport più bello del mondo. Credere nel futuro e puntare sulle prossime generazioni. Dotandole di uno stadio degno e consono al prestigio di questa città. Purtroppo ancora siamo nel mondo dei sogni, eppure basterebbe davvero poco. Chissà che qualcuno, che potrebbe davvero cambiare le cose, non legga queste righe. Dentro ci sono le speranze di ogni appassionato biancorosso della città.

4 COMMENTI

  1. Avete centrato benissimo il problema. Noi tifosi dobbiamo insistere e non mollare nei confronti dell’amministrazione comunale. È diciamolo chiaro, che non è possibile che solo il basket abbia un’impianto faraonico e noi amanti del calcio in catorcio. A Pesaro non ci possono essere tifosi di serie a ed altri di serie b. Senza nulla togliere al basket per carità, ma a Pesaro c’è anche tanta voglia di calcio.

  2. Lo stadio rappresenta la casa ed è il biglietto da visita a prescindere dalla categoria e dalla classifica non in funzione ad esse. Siamo gli unici nel panorama calcistico professionistico a non avere almeno una curva. Una città di 100mila abitanti del centro nord Italia unica ad avere uno stadio da eccellenza… VERGOGNA!!!!

  3. Scusate se rilancio, sai che facciamo : i tifosi si fanno redigere da un tecnico come rielaborare il benelli con costi minimi e presentare il progetto di fattibilità al comune. È ora di far vedere cosa siamo capaci di fare per la Vis. È non è uno scherzo. Cosa ne pensate?

  4. Scusate se rilancio, sai che facciamo : i tifosi si fanno redigere da un tecnico come rielaborare il benelli con costi minimi e presentare il progetto di fattibilità al comune. È ora di far vedere cosa siamo capaci di fare per la Vis. È non è uno scherzo. Cosa ne pensate?

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