La via di Gennari: “Un difensore moderno deve saper far goal”

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Mattia Gennari in goal per la Vis Pesaro

Mattia Gennari, difensore centrale classe 1991. Eleganza e concretezza fuse insieme. Un perno della difesa a 3 di mister Leonardo Colucci. Il centrale umbro si racconta nelle pagine de “Il Resto del Carlino“, ecco l’intervista integrale:

Gennari, un meritato riposo dopo una stagione impegnativa. Come sta passando le sue vacanze?

<In famiglia. Sono in Umbria, nella mia Città di Castello, dove mi sto riposando insieme alle persone a cui tengo di più. Sono momenti che amo dedicare ai miei due figli, che ormai hanno compiuto 5 e 3 anni. Dopo un campionato così dispendioso queste settimane sono fondamentali per ricaricare al meglio le batterie>.

Questa è stata la sua seconda stagione consecutiva in Serie C. E’ andata piuttosto bene o poteva fare ancora meglio?

<A Fermo avevo giocato bene, ma sono stato molto tempo ai box per un infortunio al piede saltando quasi due mesi. Poi la scorsa estate ho deciso di cambiare, di accettare l’avventura che la Vis mi aveva proposto. Sono soddisfatto, ho saltato solamente due partite in totale realizzando 4 goal (3 in campionato e 1 in coppa), aiutando i miei compagni nella lotta salvezza e contribuendo a diventare miglior difesa del girone. Ma c’è sempre modo di migliorare, è il mio obiettivo>.

Capitolo difesa, è stata un’annata da saracinesca chiusa. Come lo spiega?

<Abbiamo fatto davvero un grande lavoro, tutti insieme. Con sudore e impegno, allenamento dopo allenamento. Seguendo alla lettera le indicazioni di mister Colucci e del suo staff. Devo ammettere che la complicità ci ha aiutato, ci capivamo al volo. Poi avere alle spalle un portiere d’esperienza come Tomei facilita il tutto. Di sicuro lo vorrei al mio fianco, anche per il prossimo campionato>.

Quattro goal per un difensore non sono pochi, e nessuno si scorderà il più importante. Che emozione è stata segnare contro il Fano?

<Un ricordo bellissimo che porterò sempre nel cuore. Sentire la gioia dei tifosi che non vincevano il derby da vent’anni è indescrivibile. La mia esultanza ha raccontato tutte queste emozioni. Anche perché una buona parte della salvezza è passata da quel risultato. Io credo che un difensore, nel calcio moderno, debba essere in grado di dare il suo contributo anche in fase offensiva. Ho passato tanti allenamenti a preparare calci piazzati o colpi di testa che poi ripetevo la domenica>.

Che campionato sarà quello che ci aspetta?

<Ancora più duro. Noi vogliamo alzare l’asticella anche se è prematuro fare programmi così presto. Con il cambio di regole le squadre saranno ancora più forti, specialmente quelle piazze che possono permettersi di investire tanto. Ci faremo trovare sicuramente pronti alla battaglia>.

Per chiudere, speri che Leonardo Colucci rimanga ancora alla guida?

<Certamente. Il mister ha dimostrato quanto vale e che tipo di calcio è in grado di proporre. All’andata siamo sempre stati nelle prime 5 posizioni, mi auguro di continuare con lui>.

 

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