La Vis Pesaro di Colucci: salvezza in una stagione dalle due facce

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Leonardo Colucci e la Vis Pesaro

Qua siamo allo ieri. Non è passato neanche un anno dalla conclusione del campionato 18/19 di Serie C, quello del ritorno della Vis Pesaro tra i professionisti dopo 13 anni. Il tempo che ad oggi ci separa da quella stagione è poco, il modo di vivere che abbiamo adesso è quanto di più lontano ci sia. Niente calcio, niente discussioni, niente passione. Soltanto attesa e rispetto, per questo motivo abbiamo deciso di lanciare la rubrica Leggenda Biancorossa, ripercorrendo più di centoventi anni di storia biancorossa.

Siamo arrivati all’ultimo capitolo. La salvezza di Leonardo Colucci, la partnership con la Sampdoria e il cammino di una squadra che tra mille difficoltà è riuscita comunque a centrare l’obiettivo. In una stagione dalle due facce, come il giorno e la notte. Come il periodo che stiamo vivendo, rapportato a quella che prima chiamavamo normalità.

La partnership con la Sampdoria, la Vis Pesaro di Leonardo Colucci e un girone d’andata super

Dopo la vittoria del campionato di Serie D, all’ultimo respiro contro il Matelica, a Pesaro si è subito pensato al futuro. Che in quel caso si chiamava professionismo. Uno sforzo economico che il patron Marco Ferri, soltanto con le sue capacità economiche, aveva sempre dichiarato di non riuscire a sostenere. Importante è stato anche il contributo dell’Amministrazione, con il Sindaco di Matteo Ricci in prima linea.

La soluzione che è sembrata da subito la più accreditata, in assenza di compratori seri e in un estate dove in tanti fallivano, era quella di una collaborazione con una società di Serie A. Si erano fatti tanti nomi, dal Bologna fino all’Atalanta. Alla fine la strada giusta fu quella blucerchiata. Il 28 giugno 2018, di fronte alla Palla di Pomodoro, arrivava il presidente della doria Massimo Ferrero, per la presentazione ufficiale del rapporto tra le due società. L’entusiasmo dei tifosi presenti era alto, pure il nostro che da giornalisti stavamo per vivere la nostra prima esperienza nel calcio dei pro.

Poi venne il turno dei direttori, Vlado Borozan e Claudio Crespini, ancora oggi sotto la presidenza Bosco saldamente al comando della barca. Per questo progetto venne scelto un tecnico che aveva già fatto vedere la propria idea di calcio, anche a San Siro contro l’Inter di Spalletti. Era il Pordenone di Leonardo Colucci, protagonista in Coppa Italia di un’autentica favola. Il suo vice, Gianni Migliorini, un altro profondo conoscitore della materia.

Dalla Samp arrivarono 7 giovani (’98-’99), Cuomo e Di Nardo fecero poi le valigie a gennaio, tra cui Andrea Tessiore e Alex Pastor. I migliori tra gli under. Non ebbe fortuna Ibou Balde, fratello del più noto Keita. Si rivelò prezioso invece Christian Hadziosmanovic, memorabile il gol vittoria da fuori contro la FeralpiSalò di Caracciolo. Fu anche l’occasione del battesimo calcistico di Alessandro Gabbani e Carlo Romei.

Dal mercato il diesse Crespini riuscì a prendere ad agosto inoltrato due pilastri: Matteo Tomei in porta, Flavio Lazzari (6 reti) tra le linee. Ancora vivo il ricordo della classe di Andrea Petrucci, eroe a Rimini. In difesa arrivò un roccioso Briganti, oltre al ritorno di Simone Rizzato quasi vent’anni più tardi. Mattia Gennari fu un grande ritorno, dopo la parentesi a Fermo dell’anno precedente. Confermati dalla Serie D, il capitano Lorenzo Paoli, Stefano Rossoni, Ivan Buonocunto e Emiliano Olcese (5 gol). In attacco non ebbe fortuna Abou Diop, autore di soli due gol, scelto come bomber. La delusione più grande risponde al nome di David Ivan. Arrivato a Pesaro in cerca di riscatto dopo i troppi infortuni, con anche una rete in Serie A, si è subito fatto male ed ha protratto il suo calvario per tutta la stagione. Collezionando soltanto qualche scampolo di partita.

La prima parte di campionato fu un capolavoro. 29 punti in 19 partite, Vis Pesaro che per qualche giorno si è ritrovata pure terza in classifica. Roba impensabile per una neopromossa. E pensare che quei punti potevano essere anche 4/5 in più al giro di boa, su tutti la vittoria mancata in casa contro il Teramo con un rigore fallito all’ultimo secondo.

Il girone di ritorno, tanti problemi e pochi risultati. Colucci rimedia 13 punti e salva la Vis alla penultima giornata

Se l’andata fu fenomenale, il ritorno l’esatto opposto. E’ evidente che qualcosa nel rapporto tra le componenti della Vis si sia incrinato. Cosa per ora non ci è dato saperlo con certezza. Di certo è venuta a mancare la fiducia nei propri mezzi, una volta che il gioco espresso fino a quel momento non arrivava più. E di riflesso non arrivavano neanche i risultati. Colucci ebbe comunque il merito di prendersi sempre ogni responsabilità, metterci la faccia e tenere la barra dritta.

L’arrivo nella sessione invernale di Guidone, Voltan e Medved non scosse più di tanto là davanti, la partenza direzione Rieti di Alessandro Marchi invece si fece sentire in termini di quantità a centrocampo. Il reparto che ha sofferto di più questa crisi di fine inverno. Alla fine tutto prese una piega positiva quando Mattia Gennari decise per 1-0 il derby casalingo contro il Fano. Una partita che è valsa mezza salvezza, e che tutti si ricorderanno negli anni a venire. Bastarono 13 punti in 19 partite, la Vis Pesaro era salva senza passare dai play-out con 42 lunghezze in graduatoria. I biancorossi avevano compiuto la loro missione.

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