La Vis Pesaro prova a ricucire con la Sampdoria: cosa sappiamo finora

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Uno scatto dell'evento di presentazione della partnership tra Vis Pesaro e Sampdoria, alla Palla di Pomodoro (crediti: Filippo Baioni)

Ore, giorni col fiato sospeso. Diciamocela tutta: nessun tifoso biancorosso si sarebbe mai aspettato un Natale così. Eppure i ragazzi di Colucci sono in una posizione di classifica invidiabile, con un gioco espresso di pregevole qualità al netto di infortuni passeggeri e assenze ormai stagionali (vedi Ivan, che però si è aggregato al gruppo). Poi, all’improvviso, il patatrac. Un pugno di dichiarazioni rilasciate in un contenitore social che fanno il giro del web e arrivano dove non sarebbero mai dovute arrivare: a Genova. La partnership con la Sampdoria è e continua a essere in bilico. Un funambolo sospeso su un cavo a migliaia di metri d’altezza.

Inutile sottolineare la gravità intrinseca delle dichiarazioni dell’ex co-presidente Roberto Bizzocchi, che dal canto suo ha espresso con dichiarazioni post-frittata la sua versione dei fatti con allegate delle scuse. E se non spetta a noi addetti ai lavori amanti dei colori biancorossi offrire il nostro punto di vista sulle frasi incriminate (chi vi scrive si rispecchia in un sentire comune, dettato dal buon senso), qualcosa potrà essere detto sugli sviluppi immediati e futuri della vicenda.

Il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero (crediti: Gol di Tacco a Spillo)

Un dato: Massimo Ferrero, presidente dei blucerchiati, non l’ha presa con filosofia. Anzi. Inevitabile il danno d’immagine alla casa madre doriana, già colpita delle vicissitudini giudiziarie dell’estroso patron romano. In questo senso era parsa sin da subito inevitabile una reazione furiosa della Sampdoria. E la possibilità di interruzione di quel rapporto triennale di collaborazione che lega le due società. Possibile a fine stagione. Improbabile ora, con un campionato da onorare e un processo di valorizzazione dei giovani talenti (Pastor su tutti) di cui la Sampdoria difficilmente si priverebbe. Il tutto con un clausola contrattuale in mezzo legata a rispetto di immagine e decoro delle due parti, anche in fatto di esternazioni a mezzo stampa.

Il sindaco di Pesaro Matteo Ricci alle prese con la squadra di mister Colucci (crediti: Comune di Pesaro)

Nel frattempo lo stato maggiore vissino, col dg Vlado Borozan a capo e con l’intermediazione del sindaco di Pesaro Matteo Ricci, cerca il tutto per tutto per un colpo da maestro per ricucire un rapporto deterioratosi in poche ore. Ieri i colloqui romani col braccio destro del presidente blucerchiato Antonio Romei non hanno portato a nessuna conclusione. Oggi il dialogo si sposta sul piano telefonico e non è detto che qualcosa in più possa emergere, anche con un Massimo Ferrero in più (24 ore fa era in Assemblea di Lega di Serie A).

Ora per i biancorossi ci sono due maratone da portare a termine: la prima quella istituzionale, la seconda quella in campo (Rimini-Giana Erminio-Triestina). Portare a casa la prima significherebbe dare ancora più valore alla seconda.

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