Le regole del derby

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I 500 pesaresi a Fano lo scorso anno

Un derby è sempre una partita a parte, almeno per chi non aspetta altro per due volte all’anno. I tifosi, veri protagonisti ieri, vivono di emozioni, e il derby è un pentolone di sentimenti e sensazioni. Noi vi raccontiamo le nostre.

Il ricordo delle vittime di Corinaldo, da parte dei tifosi biancorossi.

Una giornata quasi surreale, a cominciare dalla mattina. Ci arriva la notizia del rifiuto da parte della società di casa di concederci accrediti. Dopo una mezza giornata di telefonate riusciamo a procurarci due biglietti. A pagamento. Uno solo con l’accesso alla sala stampa (tra l’altro semi deserta). 48 euro per due tagliandi, solo a Fano. Ma l’occasione è delle più ghiotte, un derby così in alto mai lo avevamo visto e non ce lo saremmo persi per nessuna ragione. Ore 20 e 20, entro allo stadio. Mi accorgo subito di quanto il “Tonino Benelli” non abbia niente da invidiare al suo “cugino”. Mi posiziono in tribuna, e gli occhi vanno subito al settore ospiti: pieno stracolmo. Un susseguirsi di cori e ripetuti con le mani, stupendo. Poi il momento del ricordo, doveroso, dopo la strage di Corinaldo. Un minuto dove la rivalità è cessata e tutto lo stadio si è riunito in un caloroso applauso per le vittime innocenti.

Tifosi Vis Pesaro a inizio partita.

Pronti via, si parte, con le regole del derby. Partita sporca, ma mai cattiva. Lo spettacolo quello vero, sta andando in scena sugli spalti. I tifosi pesaresi sono compatti, un’ unica voce che esce dal loro settore. Quelli granata un po’ meno, confusionari e talvolta disuniti. In campo il copione è quello che si poteva intuire: concentrazione e voglia di non prenderle. Perché un derby non si deve mai perdere, ma al massimo pareggiare. Il primo tempo finisce senza occasioni degne di nota, il tempo di un caffè e lo sguardo ritorna sempre lì, sempre verso il settore ospiti. E il pensiero rimane lo stesso, mentre la partita scorre inesorabile verso un pareggio che accontenta tutti. Quanti altri biancorossi potevano esserci, se i posti non fossero stati solo 500? Almeno il doppio, ma chi era presente ieri sera a Fano ha dato tutto. Perché lo 0-0 del campo non è lo stesso risultato degli spalti.

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