Lega Pro, scontro con l’AIC: -1 per chi non giocherà. Sugli stadi aperti…

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Ghirelli Lega Pro
Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli

Sabato, domenica e lunedì? Si gioca, almeno per ora. A mettere la parola fine (momentanea) a una querelle che va avanti da settimane ci ha pensato il direttivo della Lega Pro, oggi riunito in videoconferenza. Una presa di posizione, quella dell’organismo di terza serie, che mette all’angolo temporaneamente l’ipotesi di sciopero ventilata dall’AIC. Oggetti del contendere le rose a 22 elementi (“una forzatura, penalizzano chi vuole investire“, aveva affermato il presidente dell’Assocalciatori Umberto Calcagno“). La Lega Pro intanto minaccia 3-0 a tavolino e la penalizzazione di un punto in classifica per chi sciopererà. Affare non di poco conto, che potrebbe incidere sin da subito sulla classifica di società e calciatori recalcitranti. Il fronte è diviso e l’incontro in tempi brevi tra il numero uno della Lega Pro Francesco Ghirelli e il vicepresidente dell’AIC Umberto Calcagno non è detto che sia risolutivo. Anzi.

Sul fronte stadi aperti, Lega Pro e Comitato 4.0 hanno presentato una proposta che prevede la riapertura degli spalti per il 25-30%. Il che significherebbe un “Tonino Benelli” capace di accogliere tra i 750 e i 900 spettatori. Il tutto in considerazione di una campagna abbonamenti che in linea teorica dovrebbe essere inaugurata tra domani e mercoledì. Intanto la Lega Pro si è espressa anche sul protocollo sanitario, giudicato non “sostenibile né dal punto di vista economico, né nella sua fase di attuazione e di gestione per la nostra categoria“.

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