Lega Pro, Borozan: “Prima la salute, poi ci sarà occasione per rinnovarsi”

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Vlado Borozan, direttore generale Vis Pesaro
Vlado Borozan, direttore generale Vis Pesaro

In mezzo ad un’emergenza sanitaria, il calcio giocato e di conseguenza la Lega Pro, “passano in terzo e quarto piano“. Di questo e di tanti altri risvolti che il Coronavirus inevitabilmente porterà nella società italiana, stanno riflettendo buona parte dei cittadini chiusi nelle proprie abitazioni. Posto che la salute pubblica ha la precedenza su tutto, anche il piano economico di varie realtà sociali dovrà essere per forza di cose riformato.

Tra queste anche il calcio, e nello specifico la Lega Pro per quanto riguarda la Vis Pesaro. Proprio il dg dei biancorossi Vlado Borozan, ha espresso le sue opinioni in esclusiva per SoloVisPesaro, nel giorno dell’istituzione da parte della Lega Pro di un comitato di crisi per fronteggiare l’emergenza Covid-19, non ovviamente dal punto di vista sanitario ma da quello economico e sociale.

L’intervista al direttore generale della Vis Pesaro, Vlado Borozan

La prioritàdice il dg Borozan a SoloVisPesaroin questo momento è la salute di tutti. Se manca quella non si può parlare di altro. Tutti desideriamo che questo disastro si fermi al più presto, il virus ha riportato tutto a zero. Oggi tutti pensano alle cose essenziali della vita, tra ricchi e poveri non c’è alcuna differenza davanti alla malattia. Il calcio in questo momento è messo in secondo o terzo piano, ma gli addetti ai lavori possono sfruttare questo tempo per coordinarsi, parlare, scambiarsi idee su come un giorno ripartire. Sulle date o su una possibile ripresa non voglio neanche fare previsioni, si naviga a vista e tutto dipenderà dalla sanità pubblica“.

I tesserati della Vis Pesaro, ormai da due settimane in isolamento volontario, “si sono comportati con grande senso civico e rispetto“, secondo il dg, dopo la notizia della positività di Andrea Tessiore. “La cosa fondamentale è che tutti noi per il momento stiamo bene, quando torneremo ad occuparci di campo e preparazione fisica vorrà dire si saranno fatti dei passi in avanti nella lotta a questo virus. Ormai la nostra quarantena è diventata la quarantena di tutti, ed è giusto che sia così“.

Guardando al futuro invece, la strada da percorrere secondo Borozan è quella di una vera riforma della sostenibilità della terza serie professionistica di calcio in Italia. “La Serie C dovrà ripartire con una nuova impostazione. E’ a rischio tutto il movimento, va fatto qualcosa di concreto oppure c’è la possibilità di allontanare tanti presidenti. Servono misure drastiche o la Serie C potrebbe saltare. Bisognerà creare dei presupposti, anche fiscali, a chi come il nostro presidente Bosco vuole investire a medio lungo termine con un progetto concreto“.

L’ancora di salvezza economicacontinua Borozan- non potrà essere soltanto la Serie B, visto che salgono pochissime squadre e le altre che rimangono devono poi fare i salti mortali. Questo stop forzato ci darà benzina per poter veramente cambiare le cose. Mi sono confrontato anche con altri miei colleghi direttori, e siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda. Io mi batterò in prima persona per coinvolgere anche altre società e mettere sul tavolo idee e proposte concrete“.

A questo punto a chi scrive è venuta in mente una domanda, non c’è il rischio di una defiscalizzazione 2.0? Il provvedimento di cui si era tanto parlato a fine 2019, che poi non è andato in porto. Questa l’idea del direttore generale: “Anche prima c’erano delle problematiche, soltanto che nessuno le vedeva. Il virus, e il conseguente stop forzato, potranno essere anche l’occasione giusta per riformarsi ma farlo per davvero. Servono soltanto azioni concrete a tutela delle società. A livello di federazione siamo soltanto nel mondo delle idee, ma c’è un lavoro dietro. Ghirelli sta preparando le sue mosse da mostrare nelle sedi opportune, avrà il sostegno di tutto il movimento”.

 

 

 

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